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Superman. Nelle sale il nuovo adattamento cinematografico dell’uomo d’acciaio

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Nonostante questo nuovo Superman sia (in superficie) un eroe molto più solare e vicino alla controparte fumettistica, è un Superman estremamente depotenziato, immaturo e con un carattere in qualche occasione suscettibile.

di Marvyn Mura

Il nuovo universo cinematografico della DC Comics (dopo il fallimento della DCEU) riparte da James Gunn, regista della trilogia dei Guardiani della Galassia e del sequel The Suicide Squad. A Gunn è stato affidato dai dirigenti della Warner, il controllo dello sviluppo creativo dei nuovi film DC e la regia di Superman, il film che inaugura il nuovo ciclo DC.
Superman è il supereroe più conosciuto della DC insieme a Batman ed inevitabilmente sarebbe stato il punto di partenza della nuova saga cinematografica della DC Comics.

Il nuovo film di Superman è però una delusione, James Gunn realizza ahimè il suo film peggiore, poiché non riesce a dare la giusta importanza al personaggio né la giusta epicità; paradossalmente Gunn riesce a “snaturare” il personaggio di Superman, forse più di quanto fatto da Zack Snyder. Nonostante questo nuovo Superman sia (in superficie) un eroe molto più solare e vicino alla controparte fumettistica, è un Superman estremamente depotenziato, immaturo e con un carattere in qualche occasione suscettibile (come per esempio nella scena dell’intervista con la compagna Lois Lane).
Il Superman di Gunn è un eroe (finto) bonaccione che viene quasi sempre massacrato dai nemici, un eroe sempre a terra (fin dalle primissime inquadrature), i nemici non fanno nessuna fatica a batterlo senza neanche usare la kryptonite (famoso punto debole di Superman); si tratta di un Superman estremamente fallibile, un Superman fin troppo terreno e mai divino, che per risolvere situazioni critiche o che per abbattere un tonto troll gigante ha sempre bisogno dell’aiuto di supereroi di supporto (che sia il cane Krypto o altri metaumani), che quasi incidono di più dell’eroe protagonista.
Il film si intitola Superman, ma sembra più di vedere Superman & Friends o un prologo della Justice League; la trama semplicemente non funziona, è una trama sovraccarica di roba, personaggi e situazioni e che non da il giusto risalto a Superman; allo spettatore in questo film non importa nulla di metaumani come Lanterna Verde, Mr. Terrific e Hawkgirl (nonostante siano protagonisti di alcune scene divertenti), non si riesce realmente ad empatizzare con questi nuovi personaggi, di loro non si sa niente del loro passato e della loro vita privata, perché appunto questo è un film di Superman, eppure questi personaggi tolgono diverso spazio e minutaggio al personaggio principale.

Il mondo introdotto da Gunn è già tutto estremamente definito e avviato, sembra quasi di vedere il seguito di un seguito di Superman e manca una solida introduzione e costruzione della lore e dei personaggi; sicuramente sarebbe stato ridondante fare l’ennesima origin story dell’uomo d’acciaio, ma sicuramente una via di mezzo sarebbe stata una scelta più congeniale come inizio di un nuovo universo.

Superman di Gunn manca di grativas, mancano scene madri, scene che ti fanno restare a bocca aperta; le sequenze di volo, per esempio, non sono per nulla impressive e le scene d’azione e di lotta sono poco chiare e a volte confusionarie.

Il nuovo uomo d’acciaio è interpretato da David Corenswet che ha avuto l’arduo compito di impersonare, dopo Christopher Reeve e Henry Cavill, il supereroe per eccellenza; attore in ascesa, prova a dare il massimo nonostante la sceneggiatura pasticciata di Gunn, ma non ha né il carisma di Christopher Reeve né la presenza di Henry Cavill.

Dal punto di vista tecnico e visivo si nota una inaspettata svogliatezza per non dire sciatteria della messa in scena; per esempio sequenze come quella dell’invasione della Boravia, sembrano girate con sessanta comparse sullo schermo, non rimane nulla di quella scena, mancano totalmente campi lunghissimi e momenti che diano ampio respiro alla sequenza, inspiegabile visto anche il budget altissimo e vista la presenza di Gunn alla regia.

Gunn è un regista che nei film precedenti ha quasi sempre mostrato una certa solidità tecnica, eppure qui manca qualsiasi gusto e guizzo tecnico e visivo (tranne in una sequenza).
La fotografia è colorata e vivace ma paratelevisiva, le musiche mancano d’identità e riecheggiano fin troppo i motivi del tema di John Williams.

Tra le note positive del film segnalo però Nicholas Hoult nel ruolo dell’acerrimo nemico di Superman, ovvero Lex Luthor, il geniale e freddo magnate ossessionato dal supereroe; Hoult ruba la scena a Corenswet, è un Lex Luthor perfetto e totalmente fedele alla sua controparte.

In definitiva Superman di James Gunn è un film deludente, svogliato e frettoloso; vorrebbe essere un film leggero, fresco e divertente, ma risulta per buona parte irritante, vacuo e privo di epicità; il personaggio creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938 meritava tutt’altro adattamento cinematografico.

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