Ambiente & Turismo
Il Passo del Diavolo: la leggenda viva dell’Abruzzo selvaggio- The Devil’s Pass: The Living Legend of Wild Abruzzo
Il Passo del Diavolo: la leggenda viva dell’Abruzzo selvaggio
di Laura Marà
Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, a circa 1.000 metri di altitudine, sorge un luogo che da decenni, forse secoli, alimenta voci, racconti e leggende. È il Passo del Diavolo, nel territorio di Gioia dei Marsi (AQ), uno stretto varco montano che ha dato il nome a uno dei misteri più suggestivi della regione.
Una leggenda locale, spesso sussurrata più che raccontata apertamente, parla dell’apparizione di una creatura mai identificata, metà toro e metà uomo, che avrebbe terrorizzato un gruppo di cacciatori in epoche non ben definite (alcuni parlano del Medioevo, altri del Cinquecento, altri ancora dei primi del Novecento).
Il volto antico del mito

Secondo le testimonianze tramandate oralmente, un gruppo di cacciatori si trovava su un’altura quando avvistò, a circa cento metri di distanza, una figura umanoide dal corpo taurino, simile al minotauro della mitologia greca. Una visione sconvolgente, descritta come “di una bellezza non umana”. I testimoni, sopraffatti dalla paura, fuggirono di corsa verso il paese, dove raccontarono quanto visto.
Il villaggio, impressionato dal racconto, avrebbe deciso di recintare la zona, nella convinzione che la misteriosa creatura potesse rappresentare un pericolo. Resti di quelle antiche mura sono ancora oggi visibili lungo la strada che attraversa il passo.
Le case cieche

A rendere ancor più inquietante il luogo, vi è un piccolo agglomerato di case abbandonate, situato proprio nei pressi del Passo. Tutti gli edifici hanno una caratteristica in comune: le finestre murate. Nessun vetro, nessuna apertura. Solo pareti chiuse che sembrano voler impedire la vista di qualcosa.
In passato, quelle abitazioni erano abitate. Poi, improvvisamente, furono lasciate. Nessun documento ufficiale chiarisce le cause. Le più antiche testimonianze parlano di “eventi inspiegabili” e di un esodo improvviso che ha lasciato dietro di sé solo silenzio e inquietudine.
La chiesa che nessuno dimentica

Poco distante da quelle case si trova una vecchia chiesa sconsacrata, apparentemente abbandonata ma sorprendentemente ben conservata.
All’interno, soltanto panche in legno e una grande croce scura che emerge dall’ombra in fondo alla navata. Un’ombra così intensa da sembrare viva.
Chi vi è entrato racconta di aver avvertito sensazioni insolite: una forza, un’energia, talvolta seguita da un impeto irrefrenabile di desiderio fisico. Una condizione difficile da spiegare con la logica, ma descritta con sorprendente coerenza da più fonti indipendenti.
Un luogo da vivere con rispetto
Il Passo del Diavolo è oggi una meta silenziosa ma non dimenticata. Vi si arriva camminando, o seguendo le strette strade montane del comune di Gioia dei Marsi.
Non esistono prove concrete, né documenti ufficiali a supporto della storia. Ma in luoghi come questo, la verità non è nei dati, ma nei dettagli che sfuggono. Negli sguardi, nei racconti sussurrati attorno al camino, in quel brivido che corre lungo la schiena quando si guarda in fondo alla navata di una chiesa dove non c’è nessuno, eppure si sente qualcosa.
Per gli appassionati di mistero, per chi cerca l’Abruzzo meno conosciuto, per chi crede che certe energie resistano al tempo: il Passo del Diavolo è un luogo che merita una visita.
Con curiosità. E con rispetto.
The Devil’s Pass: The Living Legend of Wild Abruzzo
by Laura Marà
In the heart of the Abruzzo National Park, at an altitude of around 1,000 meters, lies a place that has fueled whispers, stories, and legends for decades, perhaps centuries. It is known as Passo del Diavolo (The Devil’s Pass), located in the municipality of Gioia dei Marsi (AQ), a narrow mountain corridor that has become the namesake of one of the region’s most evocative mysteries.
A local legend—more often murmured than told aloud—speaks of the appearance of an unidentified creature, half bull, half man, that allegedly terrified a group of hunters. The timeline is unclear: some say it happened in the Middle Ages, others in the 1500s, and still others point to the early 20th century.
The Ancient Face of Myth

According to oral tradition, a group of hunters, stationed on a high ridge, spotted a humanoid figure about a hundred meters away—a being with the body of a bull and the torso of a man, eerily reminiscent of the mythological Minotaur. It was not a monster, but something far more unsettling: a being described as possessing “a beauty beyond human comprehension.”
Overcome with fear, the hunters fled to the village and recounted what they had seen. Alarmed by the tale, the villagers decided to seal off the area, believing the creature could pose a threat. To this day, remnants of those ancient stone walls can still be seen along the road that crosses the pass.
The Blind Houses

Adding to the sense of unease is a cluster of abandoned houses near the pass. They all share one haunting feature: bricked-up windows. No glass. No view. Just solid walls, as if to block something out—or keep something in.
These homes were once inhabited. Then, quite suddenly, they were deserted. No official records explain why. The oldest accounts speak only of “inexplicable events” and a sudden exodus that left behind nothing but silence and unease.
The Church No One Forgets

Not far from the empty houses stands an old deconsecrated church, seemingly abandoned but surprisingly well preserved.
Inside, there is nothing but worn wooden pews and a large, dark cross rising from the shadows at the end of the nave. The darkness is so thick, so vivid, that the cross seems more like a silhouette than a structure.
Those who’ve entered describe experiencing strange sensations—a force, a presence—sometimes followed by an overwhelming surge of physical desire. It’s a feeling that defies logic, yet has been reported with uncanny consistency by numerous independent visitors.
A Place to Approach with Reverence
Today, Passo del Diavolo remains a quiet but not forgotten destination. It can be reached by foot or via the narrow mountain roads winding through Gioia dei Marsi.
There are no concrete proofs, no official documents to support the legend. But in places like this, truth doesn’t live in evidence—it lives in details that slip through the cracks. In glances. In stories told in low voices by the fire. In that shiver that runs down your spine when you stare into the dark of a church and sense… something.
For lovers of mystery, seekers of the lesser-known Abruzzo, and those who believe some forces outlast time, the Devil’s Pass is worth the journey.
With curiosity and respect.
