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Arte & Cultura

“Le Radici Ebraiche di Franz Kafka”. Presentato il nuovo libro di Giovanna Canzano

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Tempo di lettura: 2 minuti

Ripercorrendo la vita di Kafka, la Canzano fa emergere in modo chiaro la precarietà esistenziale degli ebrei che da secoli vagano e subiscono discriminazioni solo per essere ebrei

di Roberto Giuliano

Leggendo il libro di Giovanna Canzano “Le Radici Ebraiche di Franz Kafka” edizione Solfanelli, emerge un mondo dimenticato “…la storia insegna, ma non ha scolari.” (Antonio Gramsci) fatto di privazioni, di paure, di inquietudine esistenziali. Si per capire il presente serve ricordare il passato e il merito di questo libro è proprio quello di poterci far comprendere il mondo in cui è cresciuto Kafka, nel contesto di un’epoca che abbiamo dimenticato e cosa ancora più importante le radici della storia ci fanno comprendere la precarietà esistenziale degli ebrei. Il libro ci porta nel periodo dell’impero asburgico, nel momento in cui   c’è un risveglio del nazionalismo ceco nei confronti dell’impero, nel contempo parte della comunità ebraica ceca cerca “l’assimilazione” nella cultura tedesca, non è un caso che al giovane Kafka viene dato un nome tedesco come Franz.  Da qui la strana combinazione che vive la sua famiglia di ebrei cecoslovacchi che si identificano con la cultura germanica mentre i cecoslovacchi percepiscono negativamente ciò che è tedesco.

Altro aspetto interessante che il libro della Canzano affronta è il rapporto di Franz Kafka con il padre, un rapporto di incomprensione reciproca, di aspettative negate, tipiche di ogni epoca, ma particolare nel contesto dell’epoca e della loro relazione di ebrei. Emerge nel libro in modo chiaro la precarietà esistenziale tipica degli ebrei che da secoli vagano e subiscono discriminazioni solo per essere ebrei e dunque estranei alla comunità etnica di maggioranza.  Questa inquietudine di un popolo viene vissuta ovviamente da Kafka nella relazione con il padre, il quale è cresciuto con forti radici tramandate dai genitori, radici che invece sono flebile dovute anche a questa scelta paterna dell’assimilazione.

“Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.”  George Orwell

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