Attualità
L’anima è della stessa sostanza dell’universo
Tempo di lettura: 2 minuti
Due scienziati Stuart Hameroff e Roger Penrose, premio Nobel per la fisica 2020 sostengono che si possa dimostrare l’esistenza dell’anima basandosi proprio sulla fisica quantistica.
di Dania Scarfalloto Girard
Gli effetti quantistici che svolgono già un ruolo in moltissimi processi biologici come la navigazione degli uccelli, il processo di fotosintesi, l’odore, i suoni; sarebbero anche coinvolti in una teoria quantistica che riguarderebbe la nostra coscienza. Prodotti chimici quantistici, sarebbero i componenti dell’anima che, nel momento della morte lasciano il sistema nervoso per entrare nell’universo.
Due scienziati Stuart Hameroff e Roger Penrose, premio Nobel per la fisica 2020 sostengono che si possa dimostrare l’esistenza dell’anima basandosi proprio sulla fisica quantistica.
L’energia quantistica è una energia presente in ogni essere vivente ed ha la capacità di autoguarigione. Ogni individuo è la somma di tutte le energie presenti nell’universo che costituiscono la “Forza Vitale”. La nostra vita dunque non è solo l’unione di elementi chimici e fisici.
Con la morte, “il cuore smette di battere, il sangue non scorre, i microtubuli perdono il loro stato quantico”, ha detto Hameroff, e afferma che le anime siano contenute all’interno di questi microtubuli (strutture che vivono all’interno dei neuroni), dove esiste un codice di memoria
Una volta che i nostri corpi fisici muoiono, le anime vengono rilasciate, c’è un infinito oltre. Alcuni pensano che la coscienza viaggi verso universi paralleli dopo la morte.
Ma chi è Roger Penrose? Ha vinto il Nobel nel 2020 per avere messo a punto il metodo matematico per dimostrare la teoria della relatività generale di Einstein e di essere arrivato, per questa strada, a dimostrare che la teoria prevede la formazione dei buchi neri, mostri cosmici che occupano lo spazio-tempo catturando qualsiasi cosa abbiano nelle vicinanze.
E Stuart Hameroff ? E’ professore emerito nel Dipartimento di Anestesiologia e Psicologia, e Direttore del Centro di Studi sulla Coscienza dell’Università dell’Arizona. Ha basato gran parte della sua ricerca nel campo della meccanica quantistica, dedicandosi allo studio della coscienza. Assieme a Penrose lavora sulla teoria dell’anima come composto quantistico dal 1996.
Non proprio due scienziati qualunque; ambedue credono che la morte sia un’ illusione e anche l’universo fisico in cui viviamo sia solo una nostra percezione, sembrerebbe che nell’universo quantico esistiamo a tempo indeterminato, stanno cercando di dirci che l’anima è immortale, ciò è coerente con le tradizioni spirituali orientali. La biologia quantistica forse è il segreto della vita e potrebbe salvare il mondo dalle guerre, dall’odio, dal terrorismo, ed altro ancora. Ci sono studi in questo campo, per cambiare le coscienze nel cervello, con speciali macchine con ultrasuoni e frequenze di risonanza, che fanno vibrare i microtuboli, applicabili ad esempio in medicina (contro il dolore) e in psichiatria ( alzheimer) e tante altre applicazioni, ci stanno ancora lavorando, anche perché come dice Carlo Rovelli: “comprendere questa tessitura profonda della realtà è l’obiettivo della ricerca, la sfida della scienza contemporanea, dove tutto il nostro sapere sulla natura verrà rimesso in discussione”.
