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Moda e bellezza, quando l’abito incontra l’identità: le emozioni del Roma Fashion White

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Tempo di lettura: 7 minuti

Nella XIX edizione del Roma Fashion White una riflessione sul significato più profondo della bellezza, perché vestirsi non significa soltanto apparire, ma anche riconoscersi. Assegnato il Premio RomaFashion ai migliori professionisti della moda e del giornalismo.

di Angela Terlizzi – Beauty Advisor

Ci sono serate in cui la bellezza si lascia ammirare e altre in cui riesce a farci riflettere.

Il Roma Fashion White, appuntamento dedicato all’alta moda sposa e all’haute couture alla sua diciannovesima edizione, ideato dal fashion producer Antonio Falanga, organizzato dalla General Manager Grazia Marino e prodotto da Spazio Margutta, ci ha offerto l’opportunità di vivere una serata in cui la bellezza si è espressa in molteplici forme, suscitando emozioni e riflessioni. A portare il saluto istituzionale è stato Alessandro Onorati, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma. La serata è stata condotta con la consueta classe ed eleganza dalla nota giornalista e conduttrice Cinzia Malvini, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle diverse interpretazioni dello stile e della creatività..

Grazia Marino e Antonio Falanga

Nella suggestiva cornice della Chiesa di San Paolo Entro le Mura, a Roma, la diciannovesima edizione della manifestazione ha riunito stilisti, maison, professionisti e protagonisti del mondo della moda e della comunicazione, offrendo uno spaccato della creatività sartoriale italiana. Una serata in cui il bianco, simbolo per eccellenza dell’alta moda sposa, ha incontrato interpretazioni differenti della femminilità, dell’eleganza e dell’identità.

Elio Guido

 

 

Tra le proposte presentate, emerge “Eramnesia”, la collezione del giovanissimo stilista Elio Guido, una ricerca creativa che esplora il rapporto tra memoria, identità e presente. I dettagli preziosi, i ricami, le perle e i cristalli contribuiscono a costruire un immaginario in cui la materia e le architetture sartoriali diventano strumenti di espressione personale.

Il valore di questo progetto risiede anche nel suo significato più profondo: la possibilità di attingere alla propria storia, ai ricordi e agli affetti per trasformarli in una forma di espressione autentica. Una visione che supera i confini della moda e si apre a una riflessione più ampia sul rapporto tra bellezza e identità, dove ritrovare se stessi significa talvolta riconciliarsi con il proprio passato per accogliere, con nuova consapevolezza, la persona che si sta diventando…

Elena Perrella Maison Emilio Schuberth

Accanto alla ricerca di Elio Guido, la passerella ha raccontato altre visioni creative, ognuna con un linguaggio riconoscibile.

La maison storica Emilio Schuberth, con la collezione “Identità” firmata dalla direttrice creativa Elena Perrella, ha proposto un dialogo tra il patrimonio sartoriale della maison e una sensibilità contemporanea. Le costruzioni degli abiti, i ricami e i motivi decorativi richiamano una tradizione che continua a trovare nuove possibilità espressive.

Con la collezione primavera-estate 2027 “Life Cotton Candy”, Azzurra Di Lorenzo ha portato in scena la propria interpretazione dell’alta moda, Mentre Luisa Negro Jewels, con la collezione “Romantic”, ha celebrato l’incontro tra la luminosità dell’argento e la raffinatezza del Vetro di Murano, protagonista delle sue creazioni. Un dialogo tra materiali, colori e lavorazioni artigianali che ha dato vita a gioielli dal carattere distintivo, capaci di impreziosire il look della sposa con un’eleganza ricercata e personale. Una testimonianza di come anche il gioiello possa diventare parte integrante del racconto di stile, attraverso la cura della manualità e l’attenzione ad ogni dettaglio.

Azzurra di Lorenzo

 

Luisa Negro Jewels

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spazio anche alla creatività delle nuove generazioni con gli allievi di SitamLecce Fashion Academy, protagonisti di una proposta di alta moda legata alla tradizione sartoriale pugliese. La loro presenza ricorda quanto sia importante accompagnare i talenti emergenti e preservare quei saperi artigianali che costituiscono una parte preziosa del patrimonio italiano.

Esperienze e sensibilità diverse, dunque, unite dalla volontà di trasformare tessuti, materiali e forme in qualcosa che non sia soltanto un prodotto da indossare, ma un’espressione di stile e personalità.

SitamLecce Fashion Academy

I riconoscimenti alle eccellenze della moda e della comunicazione

Il Roma Fashion White non è stato soltanto una passerella. Il momento centrale della serata è stato l’attesissimo Premio RomaFashion, riconoscimento ideato da Antonio Falanga nel 2002 per valorizzare il talento e l’impegno di personalità che contribuiscono alla crescita e alla diffusione della cultura della moda e che si sono distinti nel panorama nazionale.

Tra i protagonisti premiati di questa edizione, Stefano Dominella ha ricevuto il riconoscimento nella sezione “Ambasciatore del Made in Italy”, per la sua attività istituzionale e accademica e per il lavoro di curatore artistico di mostre che celebrano l’eccellenza italiana a livello internazionale.

Per il giornalismo web è stato premiato Guglielmo Nappi, caporedattore e responsabile de Il Messaggero.it, mentre a Luxury Files Magazine è andato il riconoscimento per la sezione “Editoria Luxury Magazine”, per il suo impegno nel raccontare il mondo del lusso attraverso cultura, eleganza e visione contemporanea. Premio ritirato dai Direttori Mara Cella e Massimiliano Di Stefano.

Azzurra di Lorenzo

Nella sezione Wedding Planner, il riconoscimento è stato conferito a Eva Presutti, affermata professionista nel panorama nazionale dell’organizzazione di matrimoni ed eventi. A Francesca Parisella, tra le indossatrici più note del panorama della moda italiana negli anni Duemila e oggi affermata giornalista e conduttrice nel panorama radiotelevisivo nazionale, è stato invece assegnato il riconoscimento come “Fashion Testimonial”. Un percorso professionale che testimonia la capacità di attraversare mondi diversi, mantenendo un legame con la moda e la sua capacità di comunicare stile e personalità.

Luisa Negro

Premiare chi contribuisce alla diffusione della cultura della moda significa riconoscere che dietro un abito, una collezione o un evento esiste una rete di competenze, professionalità e visioni. La moda non vive soltanto sulla passerella: cresce attraverso chi la crea, chi la racconta, chi la promuove e chi ne custodisce il valore culturale.

L’abito veste il corpo, ma può parlare anche all’anima

Osservare le creazioni presentate durante la serata, fa pensare a quanto siano vicini, pur nelle loro differenze, il lavoro di uno stilista e quello di chi si occupa di ricostruzione dell’immagine.

Entrambi lavorano sulla forma, sui dettagli, sulle proporzioni e sull’armonia. Ma, soprattutto, entrambi possono contribuire a far emergere qualcosa che appartiene alla persona.

Un abito può valorizzare una silhouette, restituire sicurezza, accompagnare un momento importante della vita. Un intervento estetico può aiutare a ritrovare familiarità con il proprio volto o con un corpo che, dopo una malattia o un cambiamento importante, sembra non appartenerci più.

La bellezza non cancella ciò che siamo stati. Ci aiuta, semmai, a dare una nuova forma a ciò che siamo diventati.

Raffaele Squillace

La moda ci mostra continuamente nuove possibilità. Ci invita a sperimentare, a giocare con le forme, a scegliere come presentarci al mondo. Ma la vera libertà comincia quando smettiamo di chiederci se siamo abbastanza vicini a un modello e iniziamo a domandarci se ciò che indossiamo, mostriamo e scegliamo ci rappresenta davvero.

Forse è proprio questo il punto d’incontro più interessante tra moda e bellezza: non trasformarci in qualcun altro, ma trovare il modo di esprimere, attraverso la nostra immagine, la persona che siamo.

La creatività di uno stilista, il lavoro artigianale di chi realizza un gioiello, la ricerca di una maison e l’esperienza di chi accompagna una persona nel recupero della propria immagine appartengono a mondi diversi, ma possono incontrarsi in un elemento comune: il rispetto per l’unicità.

Stefania Bove Kevin.Murphy

La bellezza più autentica non è necessariamente quella che riceve più applausi o che risponde alle aspettative degli altri. È quella che ci permette di guardarci allo specchio senza sentirci estranei.

Il Roma Fashion White ci ha regalato una serata di eleganza, creatività e suggestioni. Le collezioni presentate, il talento degli stilisti e i riconoscimenti assegnati alle personalità che contribuiscono alla cultura della moda ci hanno ricordato quanto sia ricco il mondo della bellezza e quante strade possa percorrere.

Perché, che si tratti di un abito di alta moda, di un gioiello realizzato a mano o di un percorso di ricostruzione dell’immagine, il significato più profondo della bellezza rimane lo stesso.

Non è soltanto ciò che gli altri vedono. È ciò che finalmente riusciamo a riconoscere di noi stessi.

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