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La Mission Impossible di salvare Report…salvarla soprattutto dagli orfani di Ranucci

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Tempo di lettura: 2 minuti

Avere una trasmissione che lotta e risorge è preferibile per tutti rispetto a far morire il lavoro di vent’anni per lucrare politicamente su un eroe ambiguo.

di Salvatore Toi Bianca

Da attempato collega faccio i migliori auguri a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi chiamati alla “mission impossible” di guidare Report senza e dopo Ranucci.

Io spero di sbagliarmi ma il compito affidato ai due giovani giornalisti credo sia veramente arduo. Il “vulnus” di credibilità che la, ancora troppo oscura, vicenda della bomba ha causato al conduttore, e di riflesso a tutta Report, non sarà facile da superare.

Il “metodo Report” si basa infatti sulla assoluta, indiscutibile, titanica credibilità e buona fede dell’investigative reporter (e sulla scontata, a prescindere, non credibilità dell’interlocutore, specie se politico, specie ancora di più se è di destra).

Io mi chiedo come farà il migliore inviato della neo-report che insegue La Russa, o gli fa un agguato a un convegno, a salvarsi dallo tsunami di ridicolo e di risate che lo investirà quando inevitabilmente il presidente del Senato (con la sua voce roca da basso modello “la calunnia è un venticello” del Barbiere di Siviglia”) gli griderà: “Ma ti manda Lavitola? Questa domanda chi te l’ha suggerita un cliente del Cefalù Bistrot davanti a un piatto di spaghetti con le vongole senza guscio?”

Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

E non oso pensare alle battute, magari di un fan di Vannacci, se a porre le domande fosse una giornalista, viste le notizie che hanno movimentato l’estate su Ranucci “sciupafemmine”, specie se le femmine sono colleghe.

Ma forse ancor più che la credibilità compromessa del suo capo – che ovviamente non è imputato di nulla, ed è vittima di una bomba messa “per il suo bene” – Report rischia a causa degli orfani di Ranucci.

I giornalisti “storici” della testata minacciano l’ammutinamento o le dimissioni di massa (che sarebbero un regalo splendido per tutti coloro i quali pensano di trarre da questa vicenda un dividendo politico-mediatico), e soprattutto un pezzo sempre più esiguo della sinistra (anzi di quella “cosa” politica Zelig che è il M5S di Conte e del suo capo Travaglio) rischiano di far diventare Ranucci e Report un nuovo caso Ilaria Salis, un nuovo caso Soumahoro, simboli della sinistra che sbaglia e che orgogliosamente rivendica una morale a geometria variabile, inflessibile per gli altri, morbidissima per gli amici.

Io credo davvero che salvare la trasmissione sia una “mission impossible” ma penso sia una missione professionale che vada tentata (alla fine Tom Cruise vince quasi sempre) perché, nonostante le amicizie e le liason di Ranucci, Report ha fatto tante cose buone, e potrebbe/dovrebbe continuare a farle.

Avere una trasmissione che lotta e risorge è preferibile per tutti rispetto a far morire il lavoro di vent’anni per lucrare politicamente su un eroe ambiguo.

Fonte: Strummerleaks, blog di Toi Bianca

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