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Sotto l’ombrellone con il serbatoio vuoto  

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Dopo una prima tregua dei prezzi alla pompa, seguito della tregua nel conflitto Usa-Iran, i prezzi delle materie prime hanno ricominciato a salire.

Di Francesca Fontana

L’estate degli italiani rischia di fare i conti, ancora una volta, con il caro-carburante. Dopo una prima tregua dei prezzi alla pompa, seguito della tregua nel conflitto Usa-Iran, i prezzi delle materie prime hanno ricominciato a salire. Tra le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente e le quotazioni del greggio alle stelle, fare il pieno prima di mettersi in viaggio per le vacanze sta diventando un piccolo salasso.

In autostrada la benzina in modalità self ha già abbattuto la soglia psicologica dei 2 euro al litro (per la precisione a 2,025 euro), mentre sulle strade ordinarie si aggira intorno a 1,935 euro. Per chi ha un auto che va a gasolio, che in passato era favorito, ora va persino peggio: il diesel è arrivato a 2,164 euro in autostrada e sfiora i 2,10 euro sulle altre strade, toccando i valori più alti da aprile.

I motivi di questa impennata dei prezzi sono principalmente tre:

Tensioni internazionali: I raid americani in Iran e il blocco marittimo dell’Arabia Saudita annunciato dagli Houthi spingono il petrolio, il barile di Brent, sopra i 90 dollari.

Il Gas sul mercato di Amsterdam ha toccato picchi che non si vedevano da marzo, arrivando a sfiorare i 60 euro al megawattora.

L’Addio al taglio delle accise: l’effetto del mancato rinnovo degli sconti sulle accise deciso dal governo continua a farsi sentire.

Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, da inizio luglio un pieno di diesel costa 10,4 euro in più, mentre per la benzina l’aggravio è di circa 6,6 euro. Un peso non da poco, considerando un’inflazione che a giugno ha toccato il 3%.

Per aiutare i cittadini a scovare le pompe di benzina più convenienti, il Ministero delle Imprese ha lanciato una nuova applicazione gratuita, l’’Osservaprezzi Carburanti’. Lo scopo è offrire uno strumento trasparente e immediato, ma le prime reazioni dei consumatori sono critiche.

L’Unione Nazionale Consumatori contesta la praticità: l’app dovrebbe indicare subito i 3-5 distributori più economici della zona invece di elenchi interminabili. Mentre Codacons e Assoutenti segnalano che molti listini mostrati non sono aggiornati.

Tra un’inflazione che non dà tregua e il prezzo dei carburanti in salita, chi si mette in viaggio nei prossimi giorni farà bene a pianificare con attenzione le soste per il rifornimento.

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