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Il risiko delle banche fa prendere il volo a Piazza Affari

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Intesa Sanpaolo ha rotto gli indugi. Ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena.

Di Francesca Fontana

Piazza Affari brucia i record e vola oltre i cinquantun mila punti. Un livello che non si vedeva dal marzo del duemila, i tempi d’oro della bolla internet. Oggi la finanza italiana scrive una pagina storica e incassa persino l’applauso del Financial Times. Al centro di questo terremoto economico c’è la mossa più audace degli ultimi vent’anni.

​ Intesa Sanpaolo ha rotto gli indugi. Ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena. Un’operazione mastodontica da oltre trenta miliardi di euro. Sul piatto c’è un’offerta mista per gli azionisti senesi. Chi consegna le azioni MPS riceverà una quota in contanti e un pacchetto azionario di Intesa. Per la precisione, un euro cash e uno virgola sei azioni del gruppo guidato da Carlo Messina per ogni titolo della banca toscana.

​Il piano è studiato nei minimi dettagli e muove pedine su più tavoli. La partita non si gioca infatti solo sull’asse Milano-Siena. C’è un terzo grande attore che entra in scena ed è il gruppo Unipol. I vertici della compagnia bolognese hanno già definito un accordo blindato con Intesa Sanpaolo. Unipol acquisterà una rete pesante composta da ben 635 sportelli dell’attuale Monte dei Paschi. Da questa costola nascerà un nuovo gruppo bancario autonomo che erediterà e manterrà il marchio storico.

​Questa mossa risolve in partenza il problema della concorrenza e serve a superare i severi esami dell’Antitrust. Se la macchina burocratica non troverà ostacoli sul suo cammino e tutte le autorizzazioni arriveranno nei tempi previsti, il traguardo è già fissato. L’operazione tra Intesa e Monte dei Paschi dovrebbe concludersi ufficialmente entro la fine del 2026.

​Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo mostra muscoli e ottimismo. Carlo Messina ha dichiarato chiaramente che l’operazione ha altissime probabilità di successo. Ma il banchiere ha voluto anche lanciare un avvertimento preciso ai mercati e ai possibili rivali. Messina ha sottolineato che il gruppo rimarrà in gara per Monte dei Paschi anche se dovesse spuntare una controofferta all’ultimo minuto. Una dichiarazione di forza che blinda l’operazione.

​Davanti a cifre di questa portata la politica e la società civile si muovono subito. I commenti non si sono fatti attendere. L’ex presidente del consiglio Enrico Letta ha espresso grande soddisfazione per lo scenario che si sta delineando. Letta ha dichiarato che fa piacere vedere l’Italia come protagonista assoluta sui mercati. Ha aggiunto che è positivo vedere le due più grandi banche del paese muoversi nella direzione di una forte crescita dimensionale per competere in Europa.

​Di segno diverso è invece la riflessione arrivata dal mondo ecclesiale. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha voluto porre l’accento sull’impatto sociale di questo enorme risiko bancario. Il cardinale ha commentato l’operazione auspicando che non si tratti di mera speculazione finanziaria. Il messaggio della Chiesa è chiaro. I grandi numeri e le fusioni miliardarie devono comunque tenere conto dei territori, dei lavoratori e delle famiglie dei risparmiatori. La sfida per il nuovo gigante della finanza italiana è appena iniziata.

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