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Arte & Cultura

La fragilità dell’esistenza in “E alla fine diventai Betty Boop” il  bel romanzo d’esordio di Carmelinda Gentile

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“E alla fine diventai Betty Boop”, edito da Aurea Nox, è il romanzo di esordio della scrittrice, attrice ed operatrice culturale Carmelinda Gentile.

 di Isabel Russinova

“E alla fine diventai Betty Boop”, edito da Aurea Nox, è il romanzo di esordio della scrittrice, attrice ed operatrice culturale Carmelinda Gentile, è un romanzo molto emotivo che racconta la rinascita personale dell’autrice descrivendo la fragilità dell’esistenza e l’importanza del sorriso e dell’ironia, che diventano importanti strumenti per richiamare il coraggio e domare le difficoltà e la Gentile lo fa attraverso un personaggio simbolo dell’immaginario collettivo di leggerezza e femminilità, Betty Boop, mitica protagonista dei cartoons degli anni ‘30 made in USA, realizzato dall’animatore Grim Natwick che si ispirò alla cantante Helen Kane. Il personaggio di Betty Boop, che in un certo senso ricorda la sensuale bellezza della scrittrice, esordì nel cortometraggio Dizzy Dishes prodotto dai Fleisher Studios e divenne un successo, al pubblico piacque la sua figura provocante maliziosa con la bocca cuore, ma intelligente, irriverente ed indipendente.

Carmelinda Gentile, bellissima e talentuosa attrice ed operatrice culturale siciliana che si divide tra l’Olanda, dove ha fondato la Associazione Culturale Korego, Associazione volta a valorizzare la Cultura e il Teatro italiano e l’Italia ed anche è madre di un figlio meraviglioso, come lei stessa lo descrive, che ha cresciuto da sola,  ha deciso di esordire nella scrittura dopo aver affrontato e superato un momento molto difficile e pericoloso legato alla sua salute.

All’autrice, ora impegnata in Italia in una serie di presentazioni del libro, che l’hanno vista anche a Roma presso The Forum, chiedo quando ha deciso di aprirsi scrivendo il libro?

E‘ successo un po’ per gioco, ascoltando diverse voci, infatti sono tanti i racconti di umanità che lo animano e che non parlano soltanto di malattia, il libro non è solo focalizzato su esperienze come la mia e il mio male che ho superato dopo tante sedute di chemio e tanto dolore, ma racconta la vita in generale e il sorriso che noi tutti dovremmo ritrovare sempre.

Il libro potrà essere anche una guida per altre donne?

Assolutamente, sono certa che molte si riconoscono nei miei racconti, ma il libro non è dedicato solo alle donne, ma è un “viaggio” che si volge all’umanità in generale, alla sua fragilità e alla ricerca di spiritualità prima di tutto.

Come reagisce il pubblico alle presentazioni del libro?

Da ogni presentazione mi porto via tanta emozione, quella che provo a comunicare e quella che ricevo dal pubblico che mi abbraccia, mi fa domande e sento che torna a casa con l’energia della positività addosso.

Cosa ne pensa suo figlio?

Mio figlio ancora non lo sa, e quando lo vorrà leggere e se lo leggera è perchè vorrà ritrovarmi.

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