Social Network

Cinema & Teatro

Roma, al Teatro Arcobaleno l’ironia amara di Plauto risorge nella coinvolgente ed interessante proposta di Vincenzo Zingaro

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 3 minuti

Vincenzo Zingaro, attore, regista drammaturgo, imprenditore e direttore artistico del teatro Arcobaleno di Roma ha proposto, tra gli spettacoli nel suo ricco cartellone, Truculentus di Plauto, di cui cura adattamento e regia, in scena dal 6  fino al 29 marzo 2026.

 di Isabel Russinova

Vincenzo Zingaro, attore, regista drammaturgo, imprenditore e direttore artistico del teatro Arcobaleno di Roma che gestisce con serietà e  passione da anni, dal 2001, facendolo diventare uno dei più interessanti punti di riferimento del nostro teatro ed eccellenza Nazionale come Centro Stabile del Classico e sede della sua Compagnia, La Castalia, con la quale ha sviluppato anche un importante progetto di formazione per i giovani, ha proposto, tra gli spettacoli nel suo ricco cartellone, Truculentus di Plauto, di cui cura adattamento e regia, in scena dal 6  fino al 29 marzo 2026, attenendo un bel successo di pubblico e critica per l’originalità della sua riduzione, la bella messa in scena e l’intensa ed emotiva regia che ha accompagnato gli otto protagonisti a raccontare i propri personaggi con credibilità ed importanza, coinvolgendo cosi il pubblico che applaude a scena aperta.

Tito Maccio Plauto (250 aC/ 184aC) fu uno dei più prolifici autori della letteratura latina, il cui stile è diventato una forma di scrittura che si racconta, appunto, nel termine plautino. Plauto uomo libero nato a Sarsina, senti l’influenza greca, fu attore, poeta, drammaturgo, riuscì ad influenzare il teatro occidentale e le sue commedie continuano ad essere rappresentate in tutto il mondo, mostrando la propria modernità, ironia e profondità e sicuramente la passione e l’impegno di artisti come Zingaro e il suo teatro contribuiscono alla sua longevità.

Truculentus, scritto da Plauto in età più matura, ha al centro della trama una donna, una cortigiana voluttuosa ma soprattutto furba e gran creatrice di inganni, intorno alla quale ruota tutta la giostra di personaggi.

Nell’originale trasposizione creata da Vincenzo Zingaro l’azione, ambientata in un paese della Sicilia, si svolge negli anni trenta  trasportandoci nella realtà del regime fascista, quasi alle porte della guerra che devasterà la terra nel secolo scorso, ed ecco che i personaggi rappresentano le pericolose tipicità che le dittature proiettano negli uomini, da un lato l’arroganza e la stupidità del potere, dall’altra la paura di parlare di esprimere opinioni e ancora la grettezza dei servi sciocchi, narrazioni che il tempo dell’uomo continua a replicare e che purtroppo sono ancora una volta di drammatica attualità.

Homo Homini Lupus, come recita  proprio Plauto  in un momento della sua Asinaria, una verità drammatica ma purtroppo veritiera sulla natura dell’uomo, l’uomo è lupo per l’uomo, perchè fa prevalere sempre il proprio egoismo.

La trama di Truculentus vede la bella e desiderata Frenesia,  nella casa di piacere diretta da una maitresse avida di guadagni, trama con astuzia una farsa ai danni dell’arrogante generale, ottusamente imbevuto di dottrina fascista, ad avere i quattrini necessari per cambiare vita e poter scegliere l’amore, ma le cose non andranno come desiderato. Tanti colpi di scena, scanditi dall’entrata di personaggi ben disegnati che strappano la risata facendo riflettere e portando alla struggente emozione del finale.

Un Pubblico in sold out ha sostenuto, divertendosi, applaudendo e richiamando piu volte gli attori al termine della rappresentazione.

La messa in scena vede il bel lavoro di tutto lo staff tecnico ed artistico  della Compagnia Castalia, belle le scene di Emilio Ortu Lieto e Vincenzo Zingaro, i costumi di Emiliano di Rubbo, il disegno luci di Giovanna Venzi, le musiche di Giovanni Zappalorto.

Ottima la prova attoriale di tutto il cast a cominciare dalla procace Frenesia, Annalena Lombardi, da Piero Sarpa, l’innamorato Capatosta che narra la storia, l’efficace Laura de Angelis, Giovanni Rubo, il generale,   e ancora Fabrizio Passerini nel ruolo di Favino, il bravo Paolo Oppedisano, il guercio, Fabrizio Castè, il potestà e alla fine Rocco Millitano, Truculento.

Il bel Teatro fa bene e allunga la vita. Viva.

Advertisement