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Roma, Federazione Nazionale della Stampa, il convegno su Cinema Indipendente per un Nuovo Umanesimo del Cinema

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L’incontro, valido per la formazione continua della professione giornalistica, è stato organizzato dal Sindacato Cronisti, moderato da Rodolfo Martinelli Carraresi (Vice Pre.te A.S.R e Cons.re SRC) organizzatore dell’incontro, assieme a Paolo Tripaldi (Pres.te A.S.R) e Roberto  Mostarda ( Segretario S.C.R già Pres.te Cons. Disciplina Odg Lazio).

di Isabel Russinova

Si è svolto presso la Sala Tobagi della Federazione Nazionale della Stampa in via delle Botteghe Oscure a Roma, il convegno dedicato al Cinema Indipendente con valore di crediti formativi per i giornalisti, dal titolo Cinema Indipendente per un Nuovo Umanesimo del Cinema con sottotitolo Come costruire nuovi  Spazi e Percorsi di Comunicazione, organizzato dal Sindacato Cronisti, moderato da Rodolfo Martinelli Carraresi(Vice Pre.te A.S.R e Cons.re SRC) organizzatore dell’incontro, assieme a Paolo Tripaldi (Pres.te A.S.R) e Roberto  Mostarda ( Segretario S.C.R già Pres.te Cons. Disciplina Odg Lazio).

Al convegno hanno partecipato, oltre a chi scrive, Riccardo Giovani Pres.te Ebna e Capo Relazioni Sindacali Nazionale Confartigianato, Francesco Virga Pres.te Ass.ne Documentaristi Italiani, Francesca Pierleoni, Giornalista Redazione Cultura ANSA, Stefano Iannaccone  giornalista il Domani, Stefano Coccia, giornalista e Critico Cinematografico.

Dopo i Saluti Istituzionali e l’introduzione di Rodolfo Martinelli Carraresi su cosa ha rappresentato e rappresenta il Cinema Indipendente, la parola è passata a Riccardo Giovani, Capo Relazioni  Sindacali Nazionale Confartigianato, che ha descritto i passi che Confartigianato stà facendo per il cinema in generale e in particolare per il cinema indipendente, dal punto di vista sindacale, spiegando le difficolta, i bisogni e le battaglie in atto per tutelare i tanti lavoratori del cinema piegati dalla crisi e da politiche sempre imperfette, tema ampliato anche dal giornalista Stefano Iannaccone.

Iannacone, cronista sempre attento, con le sue indagini ed approfondimenti, a raccontare la nostra società, ha parlato anche del tanto discusso tax credit, grande valvola di salvezza del cinema italiano per poter realizzare prodotti, che va garantito, ma nel giusto, con regole ad hoc, a tutte le produzioni cinematografiche, un’altra battaglia da compiere per perfezionare le politiche del settore, di questo ha anche parlato Francesco Virga, presidente dei documentaristi italiani, che ha spiegato come il documentario italiano sia un eccellenza nel mondo, apprezzato, richiesto e venduto dovunque, e come questo sia frutto, nel tempo, della passione e del lavoro di autori, registi e produttori indipendenti.

Francesca Pierleoni, giornalista redazione cultura ANSA, ha raccontato le difficolta della stampa di occuparsi in maniera esaustiva di cultura e in particolare di cinema e di come sia difficile valorizzare il cinema indipendente a causa dei più ristretti spazi a disposizione per il settore cultura in generale e per la crisi, che anche il giornalismo sta attraversando, sottolineando l’importanza del web come  strumento di comunicazione, sempre più vero, capillare e libero, perfetto per la divulgazione di notizie, soprattutto per il cinema indipendente spesso rilegato in spazi ridotti e che  si nutre del passa parola e del lavoro costante ed appassionato dei suoi esponenti, e proprio di questo ha discusso Stefano Coccia, giornalista e critico cinematografico, che di passione ne ha tanta come è anche profonda la sua conoscenza del cinema, in particolare di quello più nascosto, quello di genere e naturalmente quello indipendente di tutto il mondo.

Coccia ha parlato anche dei piccoli festival, linfa vitale per la visibilità del cinema indipendente, tematica affrontata anche da chi scrive, al tavolo come attrice, produttrice indipendente, sceneggiatrice e giornalista, infatti ho scelto di concentrate il mio intervento sulle giovani generazioni che rappresentano, in parte, di fatto il cinema indipendente. Il cinema indipendente nasce dall’urgenza di un autore, di uno sceneggiatore, di un regista di realizzare la sua opera ed è naturale che, difficilmente possa trovare porte aperte presso una produzione industriale che segue la regola dei mercati, degli incassi, dei guadagni, la sua mission infatti è fare dei prodotti ben confezionati che devono soddisfare il pubblico anche a scapito di originalità, libertà, novità, creatività, singolarità perchè per lo più rischiose, a meno che proposte dal Premio Oscar che può permetterselo, ma anche lui alla fine deve sottostare a qualche regoletta, a qualche pressione algoritmica o strettura politically correct ; l‘indipendente no,  lui per lo più vuole fare il suo film, come il giovane videomaker, a cui interessa solo girare la sua opera, per raccontare una storia, per far vedere il suo talento, le sue capacità e qui nascono  le difficolta produttive insormontabili.

Molte volte i giovani si autofinanziano e tirano su i loro film coinvolgendo parenti che magari sostengo le spese e amici che lavorano solo per passione senza budget e molte volte proprio da queste opere nascono dei piccoli capolavori. Ecco allora che il sistema deve tener conto anche di tutto questo e favorire il cinema indipendente con altre regole e dinamiche, diverse dal cinema industriale.

Il cinema indipendente va assolutamente sostenuto e riconosciuto, perchè è sostanzialmente il motore dell’innovazione, è fondamentale per la diversità culturale, per la nascita di nuovi linguaggi narrativi, perchè è libero da logiche commerciali ed è capace di affrontare temi spesso ignorati dal cinema industriale.

Il convegno ha mosso molti spunti interessanti e il pubblico e i giornalisti presenti hanno seguito con attenzione l’incontro anche partecipando con le loro domande.

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