Cinema & Teatro
Al cinema Return to Silent Hill, adattamento filmico dell’acclamato videogioco horror della Konami
Nei cinema il terzo film basato sul famoso franchise videoludico della Konami
di Marvyn Mura
Return to Silent Hill è il nuovo adattamento filmico dell’acclamato videogioco horror della Konami, distribuito da Midnight Factory e uscito il 22 gennaio 2026 nelle sale italiane; questo terzo capitolo di Silent Hill è diretto da Christophe Gans (Il patto dei Lupi), che ritorna alla regia del franchise dopo aver diretto il primo Silent Hill (uno dei pochi adattamenti videoludici riusciti); purtroppo però questa volta Return to Silent Hill non riesce mantenersi ai livelli dignitosi del primo film, ma al contrario rappresenta un enorme passo falso registico per Gans; qualitativamente Return to Silent Hill è ai livelli infimi del pessimo sequel Silent Hill: Revelation.
Gans non riesce ad imprimere per niente la sua impronta registica e realizza un pessimo horror di serie z, con una trama esile, una brutta messa in scena (sembra quasi un fan film), una fotografia degna dei film dell’Asylum e degli effetti digitali veramente orrendi (si salva qualche effetto prostetico, ma non basta).
La storia parla di James, un uomo tormentato dalla presunta morte della moglie Mary, che trova una lettera di quest’ultima che chiede aiuto e gli dice di andare nella misteriosa cittadina di Silent Hill per salvarla; James quindi parte alla ricerca dell’amata, arrivando nella cittadina abbandonata, ma un mistero sovrannaturale circonda la cittadina di Silent Hill, un mistero che mette a dura prova la sanità mentale di James.

Return to Silent Hill è un horror noioso, senza guizzi e che si trascina con fatica per le quasi 2 ore di durata; un film che non riesce per nulla a regalare un momento di terrore e tensione, anzi, regala alcuni momenti di ridicolo involontario; la trama è solo un pretesto piuttosto esile, senza sbocchi e intuizioni, mentre il colpo di scena che riguarda Pyramid Head è senza senso.
La recitazione è veramente al di sotto della media, l’interpretazione di Jeremy Irvine nel ruolo di James è piatta e poco convincente; la fotografia di Pablo Rosso è veramente brutta e gli effetti in CGI, come già detto, sono parecchio scadenti.
Si salva pochissimo in questo adattamento del celebre videogioco della Konami; Return to Silent Hill è un horror che non funziona, non spaventa, che non riesce a creare minimi momenti di tensione, che ha una messa in scena amatoriale, diversi momenti ridicoli e un ritmo sbilanciato e prettamente soporifero; forse giusto la colonna sonora di Akira Yamaoka è incalzante, ma la sola colonna sonora non basta a salvare complessivamente l’intero progetto fallimentare; un film da evitare e che non funziona né come horror mainstream, né come adattamento videoludico.
