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Intervista a Marco De Carolis da tre mesi alla guida della XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini
Già Sindaco di Monte Compatri l’Avvocato Marco De Carolis è il Commissario Straordinario della XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini. Nell’intervista programmi e obbiettivi per il vasto territorio con quasi 200mila abitanti.
di Alessio Zedda
A 3 mesi dalla nomina a Commissario Straordinario della XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini, intervistiamo l’Avvocato Marco De Carolis, già Sindaco di Monte Compatri, dove è riuscito nell’impresa di dare stabilità amministrativa ad una città nota per la sua frammentarietà politica. Oggi siede nei banchi dell’opposizione nella sua città, ma guida una Comunità Montana che conta quasi 200 mila abitanti.
Ben trovato Commissario, partiamo subito dall’impatto con questo Ente amministrativo forse poco conosciuto: la Comunità Montana. Ha ancora senso parlare di Comunità Montana, Le propongo una frase che spesso si sentirà ripetere: a cosa serve la Comunità Montana?
Grazie. La Comunità Montana svolge alcuni importanti ruoli. In primo luogo è un ente locale intermedio che esercita la gestione associata di alcuni servizi e che dovrebbe accorciare la distanza con enti sovracomunali, in primo luogo con la Regione, rapporti che stiamo cercando di intensificare, a partire dal sistema museale, da quello bibliotecario, e dalla Centrale Unica di Committenza (CUC), oltre al servizio strategico del SUAP. A queste funzioni attualmente esercitate, siamo disponibili, insieme agli Enti Comunali, ad aggiungerne altre per consentire ai Comuni di diminuire la pressione fiscale sulla comunità e migliorare l’efficienza del servizio.
Partiamo dalla sua esperienza personale, cosa ha pensato quando è arrivata la nomina? Ha sentito il peso della responsabilità oppure ha prevalso l’idea di vincere l’ennesima sfida amministrativa della sua carriera politica?
Di sicuro ho sentito il peso della responsabilità delle importanti funzioni alle quali dovrò adempiere a favore delle migliaia di persone che insistono nei 13 Enti Comunali facenti parte della Comunità Montana. Non la considero una sfida, né una prova di forza per la mia persona. La ritengo semplicemente una opportunità importante che la Regione Lazio mi ha offerto per favorire e rafforzare il collegamento tra la Regione e i 378 comuni laziali.
L’immobile che ospita l’Ente si presenta più simile ad un cantiere che ad una sede istituzionale, appena si arriva sul piazzale la sensazione di precarietà è senza dubbio la prima che arriva, il pensiero va all’ipotesi di scioglimento delle Comunità Montane. Come ci si approccia ad una condizione così complicata?

In effetti la situazione è caratterizzata da una precarietà piuttosto imbarazzante a causa di lavori edili che durano oramai da tempo immemorabile e che coinvolgono l’edificio che ospita la sede della Comunità Montana, con un’incertezza assoluta circa la loro ripresa. Speriamo che questi si concludano presto e restituiscano all’Ente quel decoro che spetta a qualsiasi sede istituzionale.
I Castelli Romani e i Monti Prenestini custodiscono un patrimonio storico, culturale, artistico ed agroalimentare unico al mondo, la vicinanza con la Capitale d’Italia, tuttavia, non sempre è un elemento che aiuta e il flusso turistico è sbilanciato a favore della città eterna. In questo contesto cosa può fare la Comunità Montana per valorizzare le risorse del territorio che rappresenta?
Sin dal primo giorno del mio insediamento abbiamo concentrato il nostro lavoro sulla valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e culturale. Stiamo cercando di esaltare e promuovere i nostri prodotti vitivinicoli e agroalimentari con diverse modalità, ma con un unico obiettivo: trasformare il settore in un importante comparto economico che parte dalla valorizzazione delle aree rurali oramai abbandonate.
In questi primi tre mesi abbiamo registrato la sua grande attenzione al complesso archeologico di Tuscolo, sembra che Lei abbia un chiodo fisso. Perché tanta attenzione?

Semplicemente perché si tratta di un sito di straordinaria bellezza e di grande importanza archeologica e culturale. Questo ci obbliga ad un grande senso di responsabilità e ad una doverosa tutela di salvaguardia assieme ad una intensa attività di comunicazione che lo valorizzi sotto il profilo turistico e della sua fruibilità.
Nei suoi interventi Lei ama sottolineare l’importanza strategica di una sinergia che deve coinvolgere l’intero territorio che amministra, spesso ha parlato dei Monti Prenestini manifestando l’intenzione di restituire un certo protagonismo ad un’area che, parole sue, è stata sempre trascurata rispetto a quella Castellana, come intende invertire questa tendenza?
Io sono convinto che occorra una maggiore considerazione e un coinvolgimento più attivo delle amministrazioni che governano i Comuni prenestini che fanno parte della Comunità Montana. Il mio intento è quello di far sentire la vicinanza e la piena disponibilità del nostro Ente ad ogni iniziativa che tutti i “nostri” Comuni vorranno assumere.
I servizi associati rappresentano, da sempre, un’opportunità di crescita per le 13 cittadine che sono parte integrante della Comunità Montana, lavorare al coordinamento e all’espansione di alcuni servizi sarebbe fondamentale per ridurne i costi a carico dei cittadini delle singole realtà comunali, come pensa di convincere i sindaci a cooperare?

La gestione associata della Centrale Unica di Committenza (CUC) e del SUAP, insieme al sistema museale e bibliotecario stanno producendo un valore assolutamente positivo, in termini di efficientamento e di economicità del servizio. Anzi, dovremmo fare in modo che questa esperienza possa essere ampliata in ulteriori settori, penso alla gestione del verde, ad un sevizio di raccolta dei rifiuti coordinato che consentirebbe maggiore efficienza e costi ridotti a carico dei cittadini, penso alla lotta abusivismo edilizio e a tutti gli altri servizi che potrebbero permettere ai Comuni di migliorare l’efficacia esecutiva abbattendone i costi. Alcuni Comuni dei Monti Prenestini, giusto per fare un esempio, hanno avviato l’esperienza di una gestione associata della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) permettendo di raggiungere risultati piuttosto soddisfacenti.
Nelle sue dichiarazioni ha parlato spesso del ricorso ai Bandi di Finanziamento come fattore-chiave per superare le difficoltà economiche dovute ad un periodo storico caratterizzato da incertezza. Come intende operare da questo punto di vista?
Estendere queste opportunità di finanziamento ai “nostri” Comuni, affiancandoli e supportandoli in modo che possano partecipare in forma associata, oppure servendosi delle professionalità insistenti presso la Comunità Montana, affinché i singoli Comuni possano avviare analisi di fattibilità nei diversi procedimenti finalizzati ad accedere a finanziamenti diretti e/o indiretti.
Negli ultimi anni sta crescendo un turismo molto particolare, quello degli italiani all’estero che non hanno mai tagliato il cordone ombelicale con la loro Patria, si tratta del cosiddetto “Turismo delle Radici”. Lei è molto sensibile a questo tema, ha già un piano d’azione?

Dobbiamo creare degli strumenti che facciano sentire i tanti italiani all’estero più vicini al proprio paese di origine e favorire il loro rientro turistico. Dobbiamo metterli in condizione di accedere a dei veri e propri “pacchetti” che prevedano “tappe turistiche” adatte e commisurate ad ogni fascia d’età e ai diversi interessi, oltre che alle condizioni economiche di partenza. Per questo vorrei lavorare nelle prossime settimane per realizzare, con l’ausilio degli operatori di settore di ciascun Comune, itinerari che possano valorizzare il nostro immenso patrimonio.
In una recente intervista, concessa ad un importante testata giornalista locale, Lei ha parlato molto bene della squadra di professionisti che operano negli uffici della Comunità Montana, cosa le è piaciuto di questo team?
Innanzitutto ho riscontrato un grande spirito di collaborazione e la disponibilità di tutto il personale a seguire il nuovo ritmo amministrativo che ho cercato di imprimere all’indomani del mio insediamento presso la Comunità Montana. Devo ringraziare innanzitutto il Direttore, Dott. Mauro Rodolfo Salvatori, nonché tutti gli altri collaboratori, che hanno mostrato una grande professionalità e che hanno cercato di tradurre in azione concreta il nuovo indirizzo politico che ho fortemente voluto mettere in moto. Tutto questo in coerenza con le previsioni di bilancio, già approvato nel dicembre 2024. Un lavoro che è anche frutto della serie di incontri avvenuti con tutti i Sindaci dei 13 comuni facenti parte della Comunità Montana. La squadra che ho trovato in Comunità Montana è stato il fattore chiave che rende possibile traguardi ambiziosi, meritano davvero la mia piena riconoscenza, anche per la pazienza che dimostrano quando mi rivelo un po’ rompiscatole…
