Attualità
Libere e indipendenti: le gemelle Kessler
Due donne libere e indipendenti. Un modello da imitare in anni in cui molte di noi dovevano ancora conquistare un briciolo di libertà.
di Angela Celesti
Tedesche, nate a Nerchau ne 1936, trascorrono la loro adolescenza nella Germania dell’Est studiando danza; poi il passaggio a Ovest, a 18 anni, con il loro primo debutto al Palladium di Düsseldorf. Identiche, altissime e biondissime sono perfette per il Lido di Parigi “Blubell Girls”, gambe lunghissime e in sincrono arrivano in Italia nel gennaio del 1961, due “aliene” per fisicità e cultura, un fenomeno da esibire in un’Italia che attraverso la neonata televisione, mezzo di comunicazione di massa tra i più significativi di quegli anni, unificò il linguaggio e la crescita culturale.
Antonello Falqui, autore televisivo tra i più lungimiranti e coraggiosi, maestro indiscusso del varietà e autore del primo programma RAI “Arrivi e Partenze” con Mike Buongiorno nel 1954, capì subito il potenziale di quelle due paia di gambe, ancora mai esibite nella neonata televisione italiana.

Primo esordio nella trasmissione televisiva “Giardino d’Inverno”, regia di Falqui, con l’orchestra del maestro Gorni Kramer e la coreografia di Don Lurio “il piccoletto della TV”. Fu proprio lui a presentare le Gemelle a Falqui. Il connubio Don Lurio/Kessler – lui di origine italiana, ma formatosi a Broadway, e loro, “tedesche di Germania” con un cuore tutto italiano. Un connubio con altezze “sfasate” che ottenne un successo enorme e i loro balli diventarono memorabili. Ma fu il programma Studio Uno che le consacrò al pubblico italiano, la sigla di apertura Da-da-un-pa è rimasta nell’immaginario collettivo per moltissimi anni. Da allora la loro carriera si svilupperà su più fronti: televisione, cinema, teatro e pubblicità (Caroselli) indovinate un po’… per una marca di collant. Le loro performace non mancarono di far storcere il naso a quel “perbenismo bigotto” che ancora incombeva nell’Italia di quegli anni; famosa l’imposizione, da parte delle RAI, di calze nere pesantissime. La televisione di Stato riteneva che le gambe delle Kessler fossero troppo audaci, rischiando di scandalizzare l’opinione pubblica. Nonostante le restrizioni e qualche pettegolezzo, le gemelle Kessler ebbero un enorme successo, diventando icone della televisione italiana.

I programmi di successo si susseguirono da “Studio Uno”, con la famosa La notte è piccola per noi a “Canzonissima” e “Milleluci”… da quel momento, fino alla loro ultima apparizione sul palco di Sanremo nel 2014, le Kessler hanno acceso nel cuore di moltissimi italiani quel guizzo di nostalgia per un mondo dove tutto luccicava in una “scatola”: la televisione, altisonante e quotidiano riferimento di uomini e donne di quegli anni.
Questo, a parer mio, tutto ciò che rimane di due donne straordinarie, libere e indipendenti. Un modello da imitare in anni in cui molte di noi dovevano ancora conquistare un briciolo di libertà.
