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Attualità

3,3 milioni di Italiani in un anno truffati da falsi call-center o via e-mail   

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Tempo di lettura: 3 minuti

Oltre 3 milioni di Italiani risultano aver subito truffe telefoniche o via e-mail, con danni rilevanti, pari ad oltre 400 mila Euro in totale

 di Damiana Cicconetti

Oltre 3 milioni di Italiani, nell’ultimo anno, sono stati truffati da falsi call-center o via e-mail: tante e tali truffe hanno riguardato soprattutto la telefonia mobile e fissa. Il dato è fornito da Facile.it che è ormai oltremodo certo che l’ambito telefonico sia quello in cui è più facile far andare in porto dette truffe.

Dunque, mai sentirsi immuni e, invero, mai si deve abbassare  la guardia, ritenendosi più furbi di altri, perché è sufficiente una mera distrazione per rimanere intrappolati nelle maglie dei truffatori.

…Finanche con un semplice “ a cui si risponde ad inizio chiamata.

Questo è quanto è emerso da recenti dati forniti da Facile.it che, ad onore del vero,  ha evidenziato un fenomeno dai numeri oltremodo allarmanti: in un solo anno a subire una truffa sono stati ben 3,3 milioni gli Italiani, sia nell’ambito della telefonia mobile che fissa, riportando danni economici complessivi di oltre 400 mila Euro in totale e di circa 200,00 Euro per ciascuna vittima.

Secondo altri dati di ricerca, forniti dalla “mUp Research e norstat”, è proprio il settore dei servizi legati ad abbonamenti telefonici ad essere preso maggiormente di mira: in effetti, il 7,7,% dei truffati ha subito un danno proprio in tale ambito; a seguire vi è il comparto delle utenze di luce e gas, con il 7,1% e, poi, le truffe a mezzo carte elettroniche, con il 6,5% e, da ultimo, le polizze RC Auto e Moto, dove la percentuale è dell’1,4%.

L’indagine della “mUp Research e norstat” ha finanche fatto emergere gli strumenti attraverso cui si portano a termine dette truffe: si tratta di e-mail e finti call-center.

Più n particolare, per quel che concerne la telefonia mobile, all’incirca una truffa su due (42,5%) si è conclusa tramite e-mail; una percentuale che, di contro, scende leggermente nel caso della telefonia fissa (37,4%).

Invece, le truffe realizzate tramite finti call-center riguardano il 33,1% delle frodi in ambito mobile ed il 39,4% di quelle legate a rete fissa.

Sempre rimanendo in ambito telefonico le vittime sono soprattutto gli uomini, pari al 9,7% rispetto alle donne, col 5,7%.

E quel che è ancor più strano è che sono proprio coloro in possesso di un titolo di studio universitario a rimanere vittime di cotante frodi, con l’11% in più rispetto al 5,7% dei non laureati.

E, ad essere ancor più precisi, a cadere vittime di truffe in ambito di telefonia mobile sono i più giovani, appartenenti ad una fascia di età ricompresa tra i 18 e i 24 anni (ben il 12,2%!).

Un ultimo dato, davvero impressionate: la metà dei truffati (il 47,5% circa) non denuncia.

Perché molto spesso vale un principio di rispettabilità a difesa della propria reputazione di esseri intelligenti e mediamente furbi da non farsi truffare dagli impostori…”: come ha spiegato il Professor Gianluca Castelnuovo, Ordinario di Psicologia Clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano.

In effetti, “se può essere condivisa la notizia di un furto a casa, fatto per cui ci sentiamo più passivi nell’aver subito un torto, è ben più difficile confessare a qualcuno di essere stati truffati al telefono, avendo detto un semplice sì ad un malfattore…”.

Senza dubbio tutto questo è umanamente comprensibile: non possono non scattare meccanismi di vergogna e difesa dell’auto-stima; ma è ancor più vero che ciò non può non favorire la tendenza a non denunciare.

Doveroso, in ogni caso, non abbassare mai la guardia chiedendo sempre all’operatore di identificarsi in modo completo: con nome, cognome e indirizzo dell’azienda, al fine di  verificare l’esattezza dei dati forniti.

Perché – non potrà non essere capitato a chiunque! –: innanzi a domande precise e ad escamotage sì logici ma, al contempo, semplici, anche i malfattori più efferati riattaccano o tentennano in modo più che evidente.  

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