CIAO XIII Mostra internazionale di illustratori contemporanei

DAL 2 DICEMBRE 2017 AL 28 GENNAIO 2018, Cremona – Santa Maria della Pietà – Piazza Giovanni XIII, 1 – Cremona, ospite speciale Tony Wolf con la sua prima mostra personale

Sabato 2 dicembre alle ore 17.00 nelle sale espositive di Santa Maria della Pietà, a Cremona, si inaugura “CIAO – Mostra internazionale di illustratori contemporanei”. Autore ospite di quest’anno, e presidente della giuria del concorso Tony Wolf, protagonista della personale “Antonio Lupatelli – Tony Wolf”. Un’occasione unica perché è la prima volta in assoluto che le opere originali di questo straordinario illustratore vengono esposte.  Antonio Lupatelli, bussetano di origine ma cremonese di adozione, classe 1930, è conosciuto ai più con lo pseudonimo Tony Wolf. Con le sue illustrazioni ha accompagnato generazioni di bambini: non c’è famiglia che non abbia un libro di Tony Wolf nella propria libreria. Tra le sue opere più conosciute “Le storie del bosco” per i personaggi Pingu ePando.

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 28 gennaio 2018 e realizzata dall’associazione culturale Tapirulan di Cremona.

“CIAO”

L’invito di Tapirulan è arrivato puntuale come ogni anno e per la XIII edizione è stato raccolto da oltre 860 illustratori, infrangendo i record degli anni precedenti. Le opere giunte da oltre 45 Paesi del mondo hanno risposto al tema scelto per questa edizione: CIAO, una forma di saluto amichevole e informale, usato soprattutto in Italia, ma ormai diffuso in quasi tutto il mondo. Con un ciao ci si incontra, ci si presenta, ci si commiata… Come? Dove? Con chi? Perché? Gli illustratori si sono cimentati nella realizzazione di una tavola, di formato rigorosamente quadrato, che raccontasse CIAO.

“ANTONIO LUPATELLI – TONY WOLF”

Tony Wolf, 87enne originario di Busseto, sin dalla prima infanzia vive a Cremona. Inizia la carriera negli anni ’50 realizzando storyboard per Pagot Film, trasferitosi in Inghilterra lavora con la casa editrice britannica Fleetaway. Tornato in Italia collabora al Corriere dei Piccoli e successivamente con Fratelli Fabbri Editore e Dami Editore con cui ha creato un sodalizio straordinario per durata e risultati, che oggi prosegue sotto il marchio Giunti. Oggi in commercio ci sono oltre 200 libri illustrati da Tony Wolf. La mostra ripercorre la sua intera carriera. Una grande sezione è dedicata alle storie del bosco che hanno reso celebri i suoi libri: gnomi, folletti, giganti, fate e draghi sono i protagonisti delle sue opere che finalmente saranno visibili al pubblico.

Il 2 dicembre a Cremona, nello spazio di Santa Maria della Pietà, all’interno dell’inaugurazione della mostra verranno svelati i 48 illustratori selezionati a seguito del concorso (12 dei quali verranno anche pubblicati sul calendario 2018 di Tapirulan), nonché i nomi dei vincitori del primo premio di 2000€ assegnato dalla giuria e del premio popolare di 500€, per il quale sarà decisivo il voto del web.

La mostra, dopo la permanenza a Santa Maria della Pietà, sarà visitabile negli spazi delle Raccolte Frugone dei Musei di Genova-Nervi.

Parallelamente alla mostra CIAO, presso lo Spazio Tapirulan (corso XX settembre 22, Cremona) si svolgerà Disordine la mostra personale di Giulia Pastorino, che ha vinto la precedente edizione del concorso.

In occasione dell’evento verrà pubblicato anche un catalogo dedicato alla mostra monografica di Tony Wolf, pubblicato dalle edizioni Tapirulan: 168 pagine che racchiudono l’opera di questo maestro dell’illustrazione.

Disponibile anche il catalogo delle opere dei quarantotto illustratori selezionati, il calendario 2018 con le immagini realizzate dai primi 12 classificati e il catalogo della mostra Disordine di Giulia Pastorino.

L’allestimento della mostra è curato dall’Associazione Tapirulan. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione del Comune di Cremona e del Comune di Genova, e sostenuta da Regione Lombardia.

Con il patrocinio di Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, Sàrmede paese della fiaba, Associazione Culturale Hamelin, Associazione Illustri, AI – Associazione Autori di Immagini, Inchiostro Festival, Ticonzero.

Partner dell’iniziativa: tipografia Fantigrafica di Cremona, che cura la stampa dei cataloghi e del calendario illustrato, Legatoria Venturini e Cremona Hotels.

Mailup, il quotidiano La Provincia, il magazine online FrizziFrizzi, l’emittente Cremona1 sono media partner dell’edizione 2018

Nissoli(FI): L’operosità degli italiani in Messico è motivo di orgoglio per il nostro Paese

Ieri, l’on. Nissoli ha partecipato all’incontro presso l’Ambasciata italiana in Messico, promossa dall’Ambasciatore d’Italia, Luigi Maccotta, in occasione della sua visita alla Comunità italiana che vive a Città del Messico.

Un incontro costruttivo dove l’on. Nissoli ha avuto modo di dialogare con i presenti tra cui: oltre all’Amb. Maccotta, il Console generale, Paolo Epifani, la coordinatrice di Forza Italia Messico, Paola Pace Donati, il Presidente della Camera di Commercio, Alberico Peyron , il Direttore ICE, Giuseppe Manenti, Il Presidente della Dante Alighieri, Othon Leopardi, il giornalista, Massimo Barzizza, la Presidente dell’Associazione Italiana di Assistenza , Regina Casalini, il Presidente del Comites, Gianluca Brocca, il Direttore di International Business Centre PwC Messico, Luca Torosani, l’ex Presidente della Camera di Commercio Italiana, Antonio Cossu e Patrizio Baroni dell’Associazione Italiani Riviera Maya.

“Ringrazio l’Ambasciatore Maccotta – ha detto l’on. Nissoli – per avermi dato l’opportunità di incontrare esponenti di una Comunità italiana veramente operosa e che fanno onore al nostro Paese in un’area del globo veramente strategica per gli interessi dell’Italia, anche in seguito alla riforma costituzionale messicana che ha aperto la porta a un sistema energetico più competitivo, efficiente e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che  finanziario”.

 

“ANCHE LE TARTARUGHE”, UN PERCORSO DIDATTICO PER GLI ALUNNI DELLA PEDIATRIA DELL’ISTITUTO NAZIONALE TUMORI

Da molti anni sulla terrazza del reparto di Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori vivono tre tartarughe.

Da molti anni sulla terrazza del reparto di Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori vivono tre tartarughe.Non fanno le uova come le galline, né producono il latte come le mucche, e nemmeno portano in groppa come i cavalli. Eppure sono animali importantissimi, che accolgono e stimolano la fantasia e lo stupore dei bambini che, dalle camere del reparto, raggiungono lo spazio aperto per giocare. E per esprimere attraverso il gioco e il disegno le proprie emozioni in modo da riuscire – con l’aiuto delle tre tartarughe e della Sezione Didattica del Comune di Milano, attiva dal 1977 presso l’Istituto dei Tumori, dove da settembre 2010 è presente anche una cattedra di scuola primaria ospedaliera statale – a rivedere la propria storia e raccontare i propri timori in modo meno spaventoso.

La pediatria oncologica da molti anni sa che il proprio compito è anche proteggere il percorso di crescita emotiva ed educativa del bambino durante la malattia. Ecco allora perché, quando la tartaruga Maria Stuarda si è ammalata ed ha avuto bisogno del veterinario, il suo percorso di cura e di convalescenza è diventato lo spunto per costruire un laboratorio di gioco e narrazione, coordinato dal dottor Carlo Alfredo Clerici e realizzato dalle educatrici della Sezione Didattica.”Il servizio delle sezioni didattiche del Comune di Milano, con l’eccellenza educativa e la creatività artistica e relazionale che le contraddistingue, arriva in tanti luoghi della città, in musei, monumenti, orti botanici ed ospedali. Ovunque ci siano bambini è importante dare risposte ai loro bisogni educativi. Questo è vero a maggior ragione per l’Istituto dei Tumori – dichiara la vicesindaco e assessore all’Educazione, Anna Scavuzzo – dove la nostra sezione didattica svolge un lavoro preziosissimo con la sensibilità e la professionalità particolari richieste dal contesto, ma con la fantasia che richiede il diritto al gioco e al sorriso di ogni bambino”.

“Consentire ai piccoli pazienti della Pediatria Oncologica di poter continuare il programma scolastico intrapreso prima della diagnosi anche durante il percorso di cura – afferma Enzo Lucchini, Presidente dell’Istituto Nazionale del Tumori di INT – è molto importante per il nostro Istituto, che è grato alle maestre e alle educatrici per il loro prezioso lavoro quotidiano. Grazie a loro, e ai numerosi volontari, i bambini possono dedicarsi ad attività didattiche stimolanti, come dimostra il libro ‘Anche le tartarughe’, affrontando il percorso di crescita personale anche tra le mura dell’Istituto”.”Tutte le persone che si ammalano hanno bisogno che qualcuno si prenda cura di loro. La vicenda narrata in “Anche le tartarughe” mostra che è necessario tenere sempre in considerazione le necessità di ciascuno – afferma Maura Massimino, Direttore Struttura Complessa Pediatria Oncologica dell’INT – e che bisogna agire nei modi e negli ambienti adeguati. Infatti, la tartaruga Maria Stuarda è stata portata dal veterinario, vi è rimasta per alcune settimane e, al suo rientro in Istituto, è stata sistemata in una confortevole dimora preparata dai bambini e adeguata alla convalescenza. Seguendo le indicazioni del medico veterinario, Maria Stuarda ora sta bene. C’è sempre qualcuno che può avere bisogno di noi e per il quale possiamo essere utili e importanti».

UNICEF: lancia il nuovo rapporto “OLTRE LE FONTIERE”

Presentato un piano per la protezione dei bambini coinvolti nelle migrazioni in vista dell’incontro internazionale sulle migrazioni che si terrà in Messico.

  • 50 milioni di bambini sono coinvolti nelle migrazioni a livello mondiale, 28 milioni dei quali sono stati sfollati a causa di conflitti.

  • Gli accordi globali in materia di migrazione e rifugiati dovrebbero includere impegni per la protezione dei bambini, l’UNICEF sollecita i leader mondiali ad assumere un ruolo guida. Italia tra le “buone pratiche”.

    I diritti, la protezione e il benessere dei bambini sradicati, “sperduti”, dovrebbero essere al centro degli impegni delle politiche migratorie globali, ha dichiarato oggi l’UNICEF in vista dell’incontro in Messico, a Puerto Vallarta (4-6 dicembre), sulle migrazioni sicure e regolate. In anticipo rispetto all’incontro, l’UNICEF ha anche lanciato “OLTRE LE FONTIERE/Beyond Borders: How to Make the Global Compacts on Migration and Refugees work for Uprooted Children”un nuovo rapporto che evidenzia le migliori pratiche per la cura e la protezione dei bambini rifugiati e migranti. Il rapporto contiene esempi pratici del lavoro di governi, partner della società civile e comunità di accoglienza per sostenere e integrare i bambini “sperduti” e le loro famiglie.

    L’incontro in Messico rappresenta un passo importante verso la stesura del Global Compact sulle migrazioni, un accordo intergovernativo di riferimento che coprirà tutte le dimensioni della migrazione internazionale. È il momento in cui i leader mondiali cominceranno a creare un consenso sugli impegni politici e finanziari in linea con la Dichiarazione di New York per i Rifugiati e i Migranti e con la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.“I leader globali e i responsabili politici che si riuniscono a Puerto Vallarta possono lavorare insieme per rendere la migrazione sicura per i bambini”, ha dichiarato Ted Chaiban, Direttore dei programmi dell’UNICEF. “Il nostro nuovo rapporto mostra che è possibile, anche in paesi con risorse limitate, attuare politiche, servizi e investimenti che sostengano efficacemente i bambini rifugiati e migranti nei loro paesi d’origine, mentre attraversano le frontiere e quando raggiungono le loro destinazioni”. I bambini rifugiati e migranti sono particolarmente vulnerabili alla xenofobia, agli abusi, allo sfruttamento sessuale e alla mancanza di accesso ai servizi sociali. Secondo il rapporto, è indispensabile disporre di politiche che li proteggano nel corso del loro viaggio.

    Il rapporto presenta casi studio riusciti di tutto il mondo, tra cui l’attuazione di norme minime di protezione per i bambini rifugiati in Germania, sistemi transfrontalieri di protezione dell’infanzia nell’Africa occidentale e la ricerca di alternative alla detenzione di bambini migranti in Zambia. Altri paesi citati nel rapporto sono Afghanistan, Italia, Giordania, Libano, Sud Sudan, Vietnam, Uganda e Stati Uniti. Ogni iniziativa può essere replicata in diversi contesti e può offrire informazioni per azioni e cambiamenti di politica incentrati sui bambini, a livello nazionale, regionale e globale, da concordare nell’ambito del Compact.

    Italia – Per quanto riguarda l’Italia il rapporto mette in evidenza come buona pratica l’adozione della legge n. 47/2017 recante “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, meglio conosciuta come Legge Zampa. Il rapporto, in particolare, sottolinea come un eguale trattamento dal punto di vista legislativo sia cruciale per il processo di inclusione sociale dei minorenni migranti. La nuova legge, in questo senso, crea una cornice legislativa per la protezione dei minorenni stranieri non accompagnati (MSNA) e definisce un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza, a rafforzamento degli strumenti di tutela già garantiti dall’ordinamento e per assicurare omogeneitànell’applicazione delle disposizioni in tutto il territorio nazionale.

    Inoltre, nel rapporto c’è la testimonianza di un ragazzo che dall’Africa occidentale è migrato in Italia, resa sotto forma di intervista ad una sua coetanea italiana. Nelle sue parole è possibile ritrovare le difficoltà del viaggio e dell’impatto con il nuovo Paese, ma anche la speranza di un futuro migliore: “[l’Italia] l’ho trovata diversa [da come l’immaginavo] perché non avevo mai avuto esperienza di un tale livello di razzismo… Sono consapevole del fatto che non tutti sono razzisti; in una società ci sono persone buone e persone cattive… Sono interessatissimo alla lotta al razzismo e alla discriminazione. Dal mio punto di vista dovrebbero essere eliminati poiché stanno davvero compromettendo lo sviluppo mondiale”.

    Il rapporto presenta inoltre il programma d’azione dell’UNICEF in sei punti, che costituisce la base delle politiche volte a proteggere i bambini rifugiati e migranti e a garantirne il benessere:

    1. Proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza.
    2. Porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migranti, introducendo una serie di alternative pratiche.
    3. Tenere unite le famiglie, come migliore mezzo per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento di uno status legale.
    4. Consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e di altro tipo, di qualità.
    5. Chiedere di intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati.
    6. Promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e marginalizzazione nei paesi di transito e di destinazione.

    Principali dati globali sui bambini “sperduti”:

    • 50 milioni di bambini sono coinvolti nelle migrazioni a livello mondiale, 28 milioni dei quali sono stati sfollati a causa di conflitti.
    • 200.000 bambini non accompagnati hanno presentato domanda di asilo in circa 80 paesi nel periodo 2015-2016.
    • 100.000 minorenni non accompagnati sono stati arrestati al confine tra Stati Uniti e Messico nel 2015-2016.
    • I bambini rappresentano circa il 28% delle vittime della tratta di esseri umani a livello globale.
    • L’Africa subsahariana e l’America centrale e caraibica registrano la percentuale più alta di bambini tra le vittime della tratta di esseri umani scoperte, pari rispettivamente al 64% e al 62%.

Il Galateo Aziendale protagonista per un giorno ai “Soliti Ignoti” di Rai 1

La fondatrice di Etiquette Italy Simona Artanidi è stata ospite del programma “I Soliti Ignoti”condotto da Amadeus nell’access prime time di Rai 1 per far conoscere agli oltre 5 milioni di spettatori del noto game show la nuova professione del Consulente di Galateo Aziendale.

È andata in onda ieri, 29 novembre, la puntata de “I Soliti Ignoti” che ha visto ospite la fondatrice di Etiquette Italy Simona Artanidi, in qualità di massima esperta in Italia di Galateo Aziendale, Stile e Immagine, ideatrice e docente di un fitto calendario di sessioni formative di Business Etiquette di gran successo che si tengononella sede di Bolognae anche a livello nazionale.

La partecipazione al game show condotto da Amadeus, in onda tutti i giorni su Rai 1 nella seguitissima fascia oraria del pre-seratacon una media di 5.552.000 spettatori pari al 20,4 % di share (fonte Auditel), ha rappresentato per la prima Scuola italiana di Galateo, Business Etiquette e Immagine Professionale l’occasione ideale per comunicare al vasto pubblico della trasmissione – presente in studio e telespettatore da casa – la centralità e l’imprescindibilità del ruolo del Consulente di Galateo Aziendale nell’universo professionale odierno. L’alto standard raggiunto dalle nuove figure professionali, infatti, richiede a manager, liberi professionisti, event planner e consulenti dei più svariati settori l’acquisizione di una serie di competenze formali, oltre che sostanziali, per imporsi nell’affollato panorama lavorativo italiano e internazionale.

Il consulente Galateo Aziendale rappresenta attualmente una figura in forte ascesa in tutto il mondo ed è estremamente ricercata, soprattutto all’estero. Il professionista delle buone maniere è in grado di offrire consulenze in ambito aziendale operando in svariati settori quali per esempio la Business Etiquette (ovvero come relazionarsi al meglio nel mondo degli affari), l’Accoglienza Professionale (per titolari e commessi di esercizi commerciali, studi medici, hotel e luoghi di accoglienza), l’Immagine Professionale (dall’abito al linguaggio del corpo, dal make up giusto al bon ton ecc.) e la Netiquette (utilissima per evitare gaffes e errati modi di comportarsi con le nuove tecnologie, social network, chat, whatsapp, sms ecc.).

Inoltre il Consulente di Galateo Aziendale è in grado di aiutare i propri clienti a risolvere varie situazioni delicate , tese per esempio ad ottenere una buona prima impressione durante un colloquio di lavoro, parlare in pubblico con grazia ed eleganza, fare affari a tavola evitando gaffes e insicurezze, fornire consigli per viaggi in paesi con culture diverse dalla nostra (business etiquette internazionale) o per la scelta dell’abbigliamento giusto per un salto di carriera o un importante cambiamento professionale/personale.

Etiquette Italyè stata la prima in Italia a credere fortemente in questa professione e, di fatto, a promuoverla attraverso uno specifico corso di avviamento ideato e tenuto dalla fondatrice Simona Artanidi. Etiquette Italysi rende inoltre disponibile ad avviare una collaborazione diretta con i neo consulenti certificati, o ancora a supportarli nello svolgimento della propria attività individuale, mettendo in campo un continuo servizio di aggiornamento affinché il nuovo ruolo assunto risulti sempre appropriato, rigoroso e qualificato.

 

LAVORO. SCALE, NASCE A MILANO IL PRIMO NETWORK EUROPEO PER STARTUP

Tajani: “Un progetto che permette  alle giovani aziende di allargare i propri orizzonti di crescita, confrontandosi con i mercati più attivi e sensibili alle innovazioni e alle nuove forme della creatività”

Agevolare la nascita di startup orientate ad attività  d’impresa nei mercati europei, favorire la connessione tra i nuovi progetti d’impresa e le grandi corporate oltre a costituire il primo network tra grandi città europee espressamente rivolto al mondo dell’innovazione.

Questo l’obiettivo di SCALE, Startup City Alliance Europe. I contenuti del progetto e il portale internet dedicato sono stati presentati questa mattina all’Urban Center di Milano dall’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani con la Camera di Commercio e Assolombarda, insieme ad altri operatori del settore.

“Grazie all’adesione di Milano a questo progetto permettiamo alle giovani  aziende di allargare i propri orizzonti di crescita, confrontandosi con i mercati più attivi e sensibili alle innovazioni e alle nuove forme della creatività – commenta l’assessore alle Politiche per il lavoro e Attività produttive Cristina Tajani -. In un’economia sempre più globalizzata è necessario che le aziende siano in grado, attraverso idee e prodotti, di superare i confini territoriali. Iniziative come questa proseguono e allargano il percorso già portato avanti dall’Amministrazione per favorire la nascita e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali che riescano, nei diversi ambiti, ad affermare il Made in  Italy”.

Il programma SCALE connette oltre venti città europee tra cui Milano, Amsterdam, Barcellona, Berlino, Londra, Madrid e Roma, con l’intento di agevolare la reperibilità d’informazioni per chi vuole fare impresa in Europa, passando da una dimensione locale ad una internazionale. A supportare i giovani imprenditori nell’espansione della loro attività all’estero, oltre alle singole municipalità anche le agenzie per lo sviluppo economico. Un progetto che favorisce la cooperazione tra le varie città e che intende sviluppare un approccio imprenditoriale condiviso, volto a cogliere le opportunità offerte dal mercato unico europeo. Grazie a questa cooperazione tra le varie amministrazioni, i giovani imprenditori potranno partecipare a veri e propri “bootcamps” di due-tre giorni allo scopo di creare una prima rete di contatti utili con i vari interlocutori locali: dalle camere di commercio, alle associazioni di categoria sino agli investitori privati e al sistema di incubatori e coworking presenti in ogni singola città. Tutto questo è anche a portata di  mouse grazie al portalewww.startupcityalliance.eu dove gli imprenditori e le giovani startup possono trovare tutte le informazioni per agevolare il loro sbarco nei paesi e nei mercati di riferimento.

La presentazione del progetto Scale è stata anche l’occasione per introdurre, insieme al Consolato Olandese a Milano, le sette startup milanesi, selezionate dal Comune di Milano attraverso bando pubblico, che parteciperanno al primo “bootcamp” che si volgerà ad Amsterdam dal 12 al 14 dicembre. Le aziende potranno quindi contare sul sostegno di entrambe le strutture locali per l’organizzazione degli incontri con investitori, stakeholder ed eventuali clienti ma anche per conoscere la comunità imprenditoriale olandese nel suo insieme, oltre alla possibilità di venire in contatto con makerspaces e la rete di incubatori in sintonia con le  caratteristiche proprie e di mercato delle imprese selezionate al fine di individuare possibili azioni di marketing e relazioni pubbliche.

Milano e Amsterdam sono capitali economiche e finanziarie che ospitano comunità internazionali e che, grazie alle Amministrazioni locali, trovano un punto di raccordo e confronto necessario a favorire lo sviluppo economico e sociale delle due metropoli e dei giovani imprenditori.

Inaugurazione a Roma presso lo Spazio MatEr, Iside: segni e sogni, mostra personale di Giorgio Piccaia

Venerdì 1 dicembre presso Spazio Mater – Roma, Via Ludovico Muratori 11, ore 18,30. Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra la galleria MA-EC, Milan Art & Events Center e lo Spazio MatEr Loft Gallery. Saranno esposti i lavori più recenti di Giorgio Piccaia, molti realizzati quest’anno proprio per questa mostra. 

Composizioni fluide e armoniose che disegnano lo spazio e alternano colori primari a bianchi e neri, elementi dorati e grigi sfumati, sintesi finale di un lavoro pittorico non casuale ma dettato da una profondità concettuale e tecnica di forte impatto emozionale e visivo. 

 

Perché una mostra su Iside? Scrive Piccaia: “Il mio amore per questa dea viene dal liceo, ed è stato alimentato l’anno scorso da una mostra temporanea vista a Torino al Museo Egizio: Il Nilo a Pompei. La folgorazione mi ha colpito visitando la galleria romana di Ilaria Sergi che si trova vicino a piazzetta Iside, dove ci sono alcuni ruderi di un tempio dedicato alla dea egizia. Ho ripreso vecchi testi dedicati a Iside. Ho parlato con l’archeologo Ermanno Arslan, curatore dell’importante mostra Iside, mito, misteri e magia che si è tenuta a Milano al Palazzo Reale nel 1997. Ho letto il saggio Il velo di Iside di Pierre Hadot. Insomma mi sono documentato. Il progetto espositivo si sviluppa con opere sul mito egizio di Iside. Una esperienza esoterica e iniziatica incredibile. Iside è la dea del viaggio iniziatico, dalle tenebre alla luce”.

Iside, che sposa Osiride, ne cerca il corpo smembrato dopo l’uccisione, lo trova, gli ridà vita e genera il figlio Oro, è rappresentazione dell’eterna rinascita della natura. Iside, madre buona e terribile, è l’archetipo della Grande Madre: è la dea Madre che prende possesso della terra, sedendosi letteralmente nel suo grembo, e tra i suoi simboli appaiono il sistro, il nodo, il triangolo. L’iconografia di Iside viene reinterpretata in chiave simbolica e stilizzata nelle opere di Piccaia, dove raffigurazioni di elementi naturali, triangoli, figure appena accennate alludono alla simbologia del mito sotto forma di citazioni colte e raffinate che si traducono in eleganza compositiva e cromatica. Linguaggio visivo fluido, quasi rarefatto tra forme astratte e visioni archetipiche, pregne di significati altri.  Gli archetipi dell’inconscio collettivo compaiono nei miti in forma analoga in tutti i tempi e in tutti i popoli e sorgono spontaneamente dall’inconscio dell’uomo moderno. Come afferma Neumann, tramite il simbolo, l’umanità si eleva dalla fase primitiva dell’assenza di forma, corrispondente alla psiche inconscia, alla fase della configurazione della forma, in cui l’immagine costituisce una premessa essenziale dell’origine e dello sviluppo della coscienza. Segni e Sogni: una ricerca continua e infinita per raggiungere l’immortalità.

 

 

Note biografiche


Giorgio Piccaia nasce nel 1955 a Ginevra. È figlio d’arte, suo padre Matteo è un Maestro del Novecento, e con lui frequenta l’ambiente artistico di Ginevra e di Milano. Studia architettura al Politecnico di Milano, è allievo di Corrado Levi.  A Milano realizza performance e happening. Fonda nel 1981 con amici poeti, attori, pittori e registi il giornale artistico Anastasia. Tra il 1970 e il 1982 lavora in Polonia e in Italia con Jerzy Grotowski, grande drammaturgo del teatro contemporaneo. Oggi lavora tra Agrate Conturbia e Camaiore. Sue opere sono presenti in importanti collezioni private. Nel 2016 presenta a Milano, presso la Galleria MA-EC, Milan Art & Events Center la mostra personale Piccaia in Kaleido, che riscuote numerosi apprezzamenti da parte del pubblico e dei critici, con diverse uscite anche su riviste e siti web specializzati, tra cui Il Sole 24 Ore, Artribune e ArtsLife.

Giorgio Piccaia è inserito in La Guida per investire 2017 di Corriere della Sera e Corriere Economia, capitolo sull’Arte, tra i 305 artisti più attivi in Italia da seguire nel 2017.

Le Sirene dei NOI PRIMI

I paesi che una volta erano visti come il “mondo libero” si trovano minacciati da un pericolo che molti consideravano solo un ricordo del passato, il nazionalismo cieco.

di Gianni Pezzano

Due notizie di mercoledì puntano il dito su una situazione internazionale che può prendere direzioni inattese e quindi potenzialmente pericolose per la salute delle democrazie moderne. A peggiorare questa situazione è la mancanza quasi totale di un leadership forte tra i paesi che una volta erano visti come il “mondo libero”, che si trovano minacciati da un pericolo che molti consideravano solo un ricordo del passato, il nazionalismo cieco.

Mercoledì straordinario

 Mercoledì le cronache internazionali hanno riportato la notizia del suicidio all’Aia dell’ex generale Slobadan Praljak durante la lettura della condanna di vent’anni per reati contro l’umanità, commessi dalle forze armate da lui comandate in Bosnia. Il suo commento finale prima di bere il veleno “Non sono un criminale”, non era rivolto tanto ai giudici in aula quanto al pubblico nei Balcani per dire che la causa da lui difesa era legittima, e quindi le sue azioni erano legittime in difesa della sua patria.

Una volta questa difesa aveva un altro nome e fu alla base delle origini della Grande Guerra, l’autodeterminazione dei popoli.

Poche ore dopo il mondo è rimasto sbalordito da uno scambio straordinario tra Donald Trump il Presidente degli Stati Uniti, quasi alla fine del primo anno del suo mandato, e Theresa May, il Primo Ministro contestato del Regno Unito, dopo che Trump aveva condiviso un post di un gruppo politico britannico di estrema destra con filmati che sembravano mostrare orrori compiuti da fondamentalisti islamici. Nel bel mezzo di questo  scambio  il governo olandese ha ufficialmente smentito che quello girato in Olanda fosse legato all’islamismo estremo.

La reazione sdegnata della Primo Ministro inglese ha avuto una reazione ancora più concitata da parte del presidente americano senza precedenti nella storia diplomatica tra i due paesi, almeno da quando sono diventati alleati stretti durante la Grande Guerra un secolo fa.

A rendere questa vicenda così straordinaria è il semplice fatto che lo scambio era pubblico e in tempo reale tramite il mezzo preferito del miliardario americano. Una volta queste differenze sarebbero state trattate con comunicazioni segrete, spesso da diplomatici professionali.

Di nuovo il mondo ha  avuto la prova che il 45° Presidente degli Stati Uniti è un politico che va ben oltre i limiti del comportamento della politica tradizionale, e nessuno ne può immaginare ancora le conseguenze, a partire dalla situazione con la Corea del Nord. Inoltre, questo presidente sembra confermare i timori di molti che lo additano come simpatizzante dei suprematisti bianchi del proprio paese, particolarmente dopo i complimenti di David Duke, il capo del Ku Klux Klan, sui tweet di Trump.

Noi Primi

 I messaggi di Praljak e di Trump sono pericolosi perché sono legati all’utilizzo di una parola che ormai fa parte di forze politiche nazionaliste in molti paesi.

Il tweet originale che Trump ha condiviso era di un esponente del Britain First, un gruppo ultra nazionalista e apertamente xenofobo. Infatti, Jayda Fransen  l’autrice di questo tweet, è stata condannato per molestie  xenofobe a immigrati. Recentemente la Commissione Elettorale del Regno Unito ha privato il Britain First del riconoscimento di partito politico a causa di questo loro comportamento.

Senza dimenticare poi il simpatizzante del gruppo responsabile dell’assassinio della deputata laburista inglese Jo Cox, nota per le sue posizioni pro migranti, che durante l’aggressione omicida urlava “Questo è per la Britannia!”.

La parola “First” (Primi) non appare solo nel nome del gruppo politico britannico, ma anche nella terminologia politica di Trump stesso con il suo “Make America great again” che non è altro che un sinonimo che viene ripetuto dai sui simpatizzanti sui social media con l’acronimo MAGA come parte delle loro risposte alle critiche.

Abbiamo visto l’uso dei “Prima gli italiani” anche da alcuni esponenti politici italiani, a partire da Matteo Salvini della Lega e in altri paesi come la Germania, l’Austria, la Francia e in modo particolarmente grande nei paesi dell’Europa orientale come l’Ungheria e la Polonia.

Fino a poco tempo fa il potere politico di Angela Merkel ha potuto fornire il contrappeso a queste pressioni, ma l’esito precario del recente voto tedesco ha lasciato anche l’Europa senza una guida decisa.

Conseguenze

 Ma quali possono essere le conseguenze di queste politiche che a molti sembrano una semplice frase comune? La risposta è abbastanza semplice e chi ha vissuto all’estero come migrante capirebbe al volo.

Dire “”NOI PRIMI” vuol dire automaticamente che chi non è come NOI non fa parte del nostro paese e quindi è da trattare con regole diverse e spesso discriminatorie. Questo aspetto si nota subito quando si tratta dei servizi sociali che non utilizzano origini per decidere a chi dare contributi. Infatti chi ha più bisogno di assistenza in un determinato momento in base a precise direzioni legali ed etiche, come situazioni finanziarie, stato di saluto di membri di una famiglia, minacce da parte di ex compagni ecc. Nell’ultimo caso decidere in base alle  origini invece del bisogno vero mette a rischio la vita delle vittime.

L’esistenza di priorità in base alle origini, vere o presunte, vuol dire effettivamente creare circostanze di membri della nostra società di prima e di seconda classe, con tutte le eventuali conseguenze per la qualità di vita dei diretti interessati e dello stato democratico vero di un paese.

Difatti, la Costituzione di quasi tutti i paesi, compresa la nostra Italia, riconosce parità di trattamento per tutti, cittadini o no, perché tutti i residenti di una democrazia moderna hanno gli stessi diritti e doveri. Basta fare una ricerca veloce per scoprire che la Corte Costituzionale ha più volte confermato questa clausola che alcune forze politiche vorrebbero togliere.

Inoltre, bisogna anche riconoscere che queste stesse clausole di parità di trattamento negli statuti di altri paesi, sono quelle che proteggono i diritti dei nostri concittadini che decidono di fare una vita nuova all’estero o semplicemente ci si recano per le vacanze o per lavoro.

Prezzo

 La tecnologia moderna ha aumentato il potere dei messaggi diretti e semplici come “NOI primi”, ed è stato proprio l’uso di questi mezzi che ha permesso a Trump di ottenere una vittoria che  nessuno aveva previsto 12 mesi prima.

Ma la vita non è semplice con temi in bianco o nero (in tutti i sensi) e ci troviamo sempre con molte sfumature nascoste da quella parola “primi”. Dobbiamo sempre ricordare che le risposte semplici a problemi non fanno altro che peggiorare situazioni. Basta aprire i libri di Storia per capire che il prezzo pagato nel passato per questi sbagli è stato troppo grande.

Come società abbiamo davvero voglia di ripetere questi orrori?

 

 

 

NATALE. A MILANO SI ACCENDE PER LE FESTIVITÀ, 35 KM E 180 VIE DI LUCI E COLORI

Tornano a illuminarsi Corso Vittorio Emanuele e Corso Sempione. Tajani: “La collaborazione tra attori pubblici e privati per accendere dalle periferie al centro la città”

Dalla fine di novembre sino ai primi giorni di dicembre, Milano inizia ad accendersi di luci e colori per le festività natalizie. Dalla periferia al centro sono 180 le vie che si animano e scintillano grazie alla collaborazione tra Comune di Milano, Confcommercio Milano, Associazioni di via, sponsor e laboratori di quartiere.

La novità quest’anno è che tornano le luminarie anche in altre due vie simbolo della città: Corso Vittorio Emanuele e tutta la parte pedonale di Corso Sempione. Un totale di circa 35 km di strade illuminate (27 km da parte delle Associazioni di Via e 8 km da parte degli sponsor, ai quali si aggiungono i suggestivi giochi di luci realizzati da MM sui palazzi interessati dai cantieri della M4). Un progetto di animazione della città nato nel segno della solidarietà tra i diversi quartieri e le associazioni del centro e della periferia.

“Grazie all’efficacia del metodo di collaborazione tra Comune, associazioni del commercio, associazioni di via e laboratori di quartiere siamo riusciti a illuminare in maniera diffusa la città, valorizzando sia i principali assi commerciali che le vie esterne alla circonvallazione, oltre a due luoghi simbolo di Milano come Corso Vittorio Emanuele e Corso Sempione dove quest’anno torna l’atmosfera del Natale”. Cosi l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività Produttive e Commercio Cristina Tajani, che prosegue: “Un metodo di valorizzazione delle energie vive della città da esportare in tutti gli ambiti dell’Amministrazione”.

In periferia sono numerose le vie che si illumineranno: da Baggio a piazza Selinunte, da via Casoretto, via Saponaro e via Baroni al Gratosoglio, passando per via Montecengio a Rogoredo, un tratto di via Meda e via Aprea a Ponte Lambro. Senza dimenticare Calvairate passando per Corvetto e Piazzale Martini.

“Le luci di Natale che illuminano le vie principali dello shopping possono brillare anche quest’anno nelle periferie della nostra città. E Milano è più bella, aperta e inclusiva con le luminarie diffuse sul territorio – afferma Gabriel Meghnagi, presidente della rete associativa delle vie di Confcommercio Milano –  Vi è stato un grande impegno da parte di tutti: gli operatori commerciali hanno bisogno di ottimismo e di rafforzare la ripresa dei consumi”.

Si inizierà questa sera, con l’accensione in blu dell’area dell’Arco della Pace fino a tutta l’isola pedonale di Corso Sempione, grazie all’intervento di Cartasi-Nexi che illuminerà i marciapiedi e gli alberi ispirandosi ai suggestivi Champs Elyseés.

Il 30 novembre sarà la volta di Corso Buenos Aires che, da piazzale Loreto ai Caselli di Porta Venezia, accoglierà un miglio di luci e scintillanti sfere dorate realizzate da Liu Jo. Venerdì 1 dicembre toccherà a via Dante e via Mercanti addobbate con sfere e frange luminose con il contributo di Dyson, mentre corso Como sarà decorata con installazioni colorate di ispirazione liberty realizzate da Nuncas e Cameo. Corso Vercelli (e vie limitrofe) si vestirà invece di bianco con sfere e giochi di luce grazie a Satispay.

Imperdibile sarà l’appuntamento di lunedì 4 dicembre con l’accensione della volta della Galleria Vittorio Emanuele che splenderà con 50mila led blu posti a 45metri di altezza che copriranno interamente gli 800 metri quadri della cupola realizzata grazie a Urban Up-Gruppo Unipol, che affiancherà lo scintillante e ormai tradizionale albero Swarovsky posizionato all’Ottagono del Salotto di Milano. In contemporanea si accenderà nuovamente Corso Vittorio Emanuele con lampadari ispirati alle sagome di golose caramelle e bastoncini di zucchero, in un’atmosfera magica e colorata che da San Babila arriverà fino a Piazza Duomo. Il tutto offerto da ODStore: Ovunque Dolce  Salato.

Immancabile la magica atmosfera del Quadrilatero della moda che vedrà in via Montenapoleone musica, eventi e spettacoli oltre a uno sfavillante albero di Natale in piazza Croce Rossa. Non mancherà proprio qui un pensiero solidale con l’allestimento di un set fotografico in una caratteristica cabina telefonica inglese rossa dove scattarsi selfie e foto ricordo con un’offerta libera a favore di Oxfam, onlus specializzata in progetti umanitari contro la povertà. In via della Spiga torneranno gli eleganti archi di pino verde con le decorazioni tipiche del Natale.

Addobbate grazie alle Associazioni dei commercianti di via con le più svariate luminarie natalizie anche corso di Porta Romana (stelle di Sant’Andrea e alberi di luce sospesi), via Paolo Sarpi, via Marghera e piazza De Angeli, via Belfiore (sfere natalizie di pino verde), il Distretto Isola (stelle cometa), corso Venezia, via Rembrandt e via Pisanello, via Padova, via Crema, via Adige e via Piacenza oltre alle altre strade limitrofe. Sui Navigli e alla Darsena saranno ancora protagonisti i filari di luce che si specchieranno nelle acque creando suggestivi riflessi. In Via Vigevano, via Corsico e via Gorizia risplenderanno le classiche stelle comete. Cristalli di neve in via Festa del Perdono, piazza Santo Stefano, via Laghetto e via Bergamini. Mentre Brera e nelle vie vicine saranno sormontate da un lungo tetto luminoso che costituirà la coda di una grande Stella cometa. Stelle e ornamenti di luce anche in via Piero della Francesca, fiocchi di neve e filari di luce in Mac Mahon e Principe Eugenio mentre cascate di luce si alterneranno lungo tutta via Lorenteggio. Illuminati tutti i quartieri storici della zona nord Bruzzano, Affori e Dergano.

Saranno invece accese da venerdì 1 dicembre le caratteristiche luminarie allestite nei pressi dei cantieri della M4, la nuova metropolitana di Milano. Da Ovest ad Est, da Segneri a corso Plebisciti passando per il centro, lungo tutto il tracciato della Blu e con particolare attenzione alle periferie e alle vie dove sono presenti esercizi commerciali, sono davvero tanti i punti in cui le luci natalizie illumineranno le aree dove si sta realizzando la nuova grande opera per la mobilità sostenibile a Milano.

Da sottolineare, per quanto riguarda le aree periferiche, l’iniziativa dell’istituto IIS G.Galilei- R. Luxemburg denominata “Ars et Lux agli Olmi”: tale progetto è stato ideato dagli studenti delle classi II e III dei corsi di “Grafica Multimediale” e “Manutenzione e Assistenza Tecnica” e prevede la realizzazione di luminarie innovative e originali legate ad elementi simbolici di opere d’arte di famosi artisti della street art da Bansky a Keith Haring a Basqiat. Un progetto che pone al centro la creatività e l’impegno dei giovani e la loro collaborazione con alcune aziende del settore elettrico ed elettronico.

UNICEF/Siria: circa 200.000 bambini intrappolati sotto assedio a Ghouta orientale

La violenza, lo scarso accesso umanitario e i prezzi del cibo alle stelle stanno aggravando la malnutrizione tra i bambini nella parte orientale di Ghouta (Siria), sotto assedio. Circa 400.000 persone – la metà delle quali è stato stimato sono bambini – sono intrappolate nell’area, sotto assedio da metà del 2013.

Secondo una recente indagine condotta ad inizio novembre su 27 località nell’area orientale di Ghouta, l’11,9% dei bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione acuta – il più alto tasso registrato in Siria dall’inizio del conflitto, iniziato circa sette anni fa. Uno studio simile, realizzato a gennaio di quest’anno, ha mostrato che il 2,1% dei bambini sopravvissuti a Ghouta orientale soffriva di malnutrizione acuta.

Oltre un terzo dei bambini dell’indagine soffre di rallentamenti della crescita, che aumenta i rischi di ritardi nello sviluppo, di contrarre malattie e di morire. I tassi di malnutrizione acuta tra i bambini molto piccoli sono tra i più alti. Madri di bambini con meno di due anni, secondo quanto riportato, hanno ridotto o interrotto l’allattamento a causa della loro scarsa nutrizione e della costante violenza.

La rapida crescita dei prezzi del cibo di base e degli utensili per cucinare hanno reso per la maggior parte delle persone molto difficile preparare un pasto. Il prezzo di una porzione minima di pane costa 85 volte di più a Ghouta orientale che a Damasco – che si trova a soli 15 chilometri di distanza. Ad agosto, il pane costava 24 volte di più a Ghouta orientale che a Damasco. Oggi, una bombola di gas a Ghouta orientale costa 300 dollari rispetto ai 44 nella capitale.

“I bambini a Ghouta orientale vivono in condizioni estremamente difficili. L’assedio deve essere interrotto per garantire subito l’assistenza salva vita di cui hanno bisogno,” ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Questo sensibile incremento della malnutrizione – se fossero necessarie ulteriori prove – conferma che l’acuirsi delle violenze e l’assedio hanno rovinato la salute dei bambini.”

L’accesso dei bambini ai servizi per la salute e la nutrizione è gravemente ristretto a causa degli intensi combattimenti a Ghouta orientale. L’assedio ha permesso a pochi, se non a nessun convoglio di aiuti di entrare nella zona limitando la distribuzione di supplementi nutrizionali essenziali per i bambini e le madri che allattano.

“I bambini sono i primi a soffrire per le terribili conseguenze dell’assedio. L’UNICEF chiede un accesso umanitario senza impedimenti, incondizionato e sostenuto ai bambini in Siria, non importa dove essi trovino,” ha continuato Cappelaere.

 

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