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Vogue UK compie 100 anni

redazione

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A Londra parata di stelle al party esclusivo, workshop con stilisti internazionali e una Kate Middleton raggiante sulla cover di giugno.

di Roberta Grendene

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Roma, 26 Maggio – Lo scorso weekend si è tenuto a Londra il Vogue Festival 2016 in occasione dei cento anni della rivista icona e must have nel panorama fashion mondiale. Tantissimi gli ospiti internazionali presenti alla festa esclusiva che si è svolta ai Kensington Gardens: designer, celebrities e volti noti del fashion system. Lisa Eldrige, Alexa Chung, Demi Moore, Claudia Schiffer, Kate Moss, Stefano Dolce e Domenico Gabbana per citarne alcuni. E proprio i due stilisti italiani, ospiti di uno dei numerosi seminari tra quelli che erano in programma durante il weekend di festeggiamenti, su un tema caldo in questo momento per il sistema moda, ovvero il ready to buy, hanno voluto chiarire il loro disaccordo sull’argomento. “Un designer continua a lavorare e a cambiare un dettaglio per sei mesi fino a un attimo prima della sfilata. Il sogno ha bisogno di respiro, se pensi solo a fare i vestiti da vendere fai del commercio”, ha spiegato il duo, lasciando intendere che la macchina produttiva si muove in conseguenza dei tempi dello stilista.  Stessa posizione conservativa anche su un altro argomento al centro delle polemiche nelle ultime fashion week, ovvero la decisione di far sfilare insieme il womenswear e il menswear. “L’uomo è uomo e la donna è donna, almeno per quel che ci riguarda: la donna vestita da donna è sexy, ma l’uomo con il vestito. La moda maschile per noi è importante e continueremo a farli sfilare separatamente”, hanno sottolineato i due designer alla platea della Royal Geographical Society di Londra. Quanto al futuro, Stefano Gabbana ha risposto con ironia: “Immaginate Dolce e Gabbana fatto da uno scandinavo? No, dai. Uno strano mondo quello odierno: giovani stilisti di cultura e stili completamente diversi si susseguono a disegnare marchi creati da geni come Christian Dior; risultato: Dior non è più Dior, è un’altra cosa. Come dire che un famoso artista viene sostituito con qualcun altro che crea con il suo nome. Ebbene io non ci sto. Mi rifiuto di vedere il nostro marchio snaturato. Morto io, stop”. Meglio un Dolce e Gabbana oggi, che un chissà chi domani.

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