TERRORISMO, L’ANALISI DI MARIO CALIGIURI AL CONVEGNO SUL RADICALISMO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

By 23 giugno 2017Italia

Il parere del Direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria Mario Caligiuri in occasione del convegno “Dal radicalismo islamico all’evoluzione del terrorismo” svoltosi a Roma – Camera dei Deputati


“Le relazioni tra immigrazione e terrorismo oggi non sono per nulla evidenti ma inquadrate nel medio e lungo periodo sono alla luce del sole. Pertanto, la risposta al terrorismo islamico va orientata sia sul piano politico che su quello educativo”. È quanto ha sostenuto a Roma alla Camera dei Deputati il Direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria Mario Caligiuri in occasione del convegno “Dal radicalismo islamico all’evoluzione del terrorismo” che si è svolto nella sala “Aldo Moro”, introdotto dal Questore di Montecitorio Stefano Dambruoso. Nel corso del suo intervento, Caligiuri ha evidenziato le asimmetrie nel confronto tra Stati e organizzazioni terroristiche a vantaggio di queste ultime, il ruolo del web e dei media nella lotta al terrore con l’inevitabile diffusione degli esiti e le possibili strategie culturali ed educative per contenere il fenomeno. Il docente ha anche ribadito come l’intelligence rappresenti uno strumento fondamentale, che da un lato non può però avere assegnata la funzione di “arma segreta” contro il terrore per contrastarne in modo puntuale le azioni e dall’altro non può neanche costituire un comodo capro espiatorio sul quale fare ricadere le responsabilità della mancata previsione degli attentati. In conclusione, ha auspicato una strategica collaborazione internazionale fondata sopratutto sull’Intelligence umana e tecnologica e poi con le nazioni musulmane moderate. Infine ha ribadito la necessità di una nuova risposta culturale, basata sulla scuola, visto il fallimento evidente del multiculturalismo. Insieme a Caligiuri sono intervenuti il giornalista di “Repubblica” Giampaolo Cadalanu, il Presidente del Centro Studi “Space” di Lugano Sergio Piazza e l’analista strategico Claudio Bertolotti.

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