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Roma Caput Mundi e la pista ciclabile sul Tevere“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”

Paolo Buralli Manfredi

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Nella nostra Capitale, Roma la città Eterna, che  ha compiuto 2.774 anni, su parte del Lungotevere di Castel Sant’Angelo purtroppo è stata nuovamente riasfaltata la pista ciclabile, un obbrobrio sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista storico.

Che cos’è l’educazione Civica? Perché la cosa comune non è di nessuno? Quale rispetto il primo cittadino dovrebbe avere della città che amministra? Come dovrebbe reagire un popolo che cammina ogni giorno sopra 2774 anni di storia?

Partendo dal concetto di “Educazione Civica” che altro non è che una forma di educazione determinata dalla politica o tradizione etica, una sorta di educazione dei cittadini che li porta ad un rispetto generalizzato della vita comune e della cosa pubblica, si arriva già alla risposta del secondo quesito dove evidentemente con una buona educazione civica si determina un’etica ed un’educazione che porta gli stessi a comprendere che la cosa pubblica è di tutti e non a pensare che non sia di nessuno.

Il primo cittadino, il Sindaco, al contrario dovrebbe essere il primo a comprendere che la cosa pubblica non è cosa personale e dunque dovrebbe agire per il bene dei cittadini e per il bene ed i beni che amministra, e coloro che amministrano i comuni italiani dovrebbero avere una minima base di conoscenza storico-artistica e culturale ed un forte senso identitario, visto che i quasi 8000 comuni italiani portano con sé millenni di Identità, storia, arte, cultura e tradizioni.

Ugualmente i cittadini che popolano questi comuni dovrebbero, tramite l’educazione civica ed etica, tutelare i loro stessi beni e controllare coloro che li amministrano per nome e per conto proprio, tramite le elezioni che determinano i gestori dei loro beni cioè i Sindaci, gli Assessori ed i Consiglieri comunali.

Detto questo e snocciolato in breve i ruoli di chi amministra e di chi è amministrato, ci duole vedere che nella nostra Capitale, Roma la città Eterna, che non più di qualche settimana fa ha compiuto 2.774 anni, su parte del Lungotevere di Castel Sant’Angelo purtroppo è stata nuovamente riasfaltata la pista ciclabile, un obbrobrio sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista storico, visto che quell’asfalto ha coperto e probabilmente danneggiato irrimediabilmente san pietrini e Lungotevere che portano con sé millenni di storia romana, sanpietrini e Lungotevere su cui verosimilmente hanno camminato Papi, Imperatori, Senatori dell’antica Roma e condottieri oltre che gli antichi abitanti della città più bella del mondo.

E le immagini di questa incolta gestione romana ovviamente hanno fatto il giro del mondo approdando in quell’Agorà, i Social Network che sono le nuove piazze virtuali dove tutto viene portato per essere masticato ed inghiottito dalle popolazioni di tutto il Pianeta, con la conseguenza che purtroppo il primo cittadino di Roma ha pensato bene di aggiungere allo schifo la sua totale stoltezza nell’affermare che non è stata lei a creare quella pista ciclabile, ed il suo intervento era dovuto all’usura della stessa quindi, nella sostanza il Sindaco di Roma ha dichiarato pubblicamente di perpetrare un errore dell’amministratore  precedente, Amministratore,  che aveva avuto questa brillante idea: “Rovinare ed abbruttire una parte storica di Roma”; e quindi ci par giusto ricordare al Sindaco il detto latino: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

E l’affermazione del Sindaco romano ci riporta alla questione di chi una volta eletto ha il dovere di amministrare per conto del popolo il Comune ed i beni che lo stesso possiede, cercando evidentemente di rimediare anche agli errori commessi nel passato e non perpetrandoli come ha fatto il Sindaco di Roma per sua stessa ammissione, che la pone in una posizione peggiore di colui che l’ha pensata quella schifezza e che in qualche modo la rende inadeguata a gestire un patrimonio storico-artistico e culturale come quello di Roma che ha assoluto bisogno di persone che abbiano almeno una minima base di cultura storico-artistica. O quantomeno che sia supportata da chi insieme al Sindaco, l’Assessore ai Beni Culturali, dovrebbe tutelare quel patrimonio che il mondo ci ha sempre invidiato e che, ricordo al Sindaco di Roma, non è un patrimonio personale ma è il patrimonio storico-artistico e culturale di sessanta milioni di Italiani. 

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