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RIMBORSI AUTOSTRADALI. Dal primo giugno si può chiedere la restituzione del pedaggio
Dal primo giugno, entra ufficialmente in vigore una novità attesa da milioni di automobilisti: sarà possibile ottenere il rimborso del pedaggio autostradale nei casi di gravi disagi causati da cantieri o blocchi del traffico.
di Francesca Fontana
Lunghe code in autostrada e tanta rabbia per il pedaggio. E’ capitato a tutti certamente più di una volta. Ma l’autorità garante per i trasporti ha deciso di mettere fine all’indignazione.
Dal primo giugno, entra ufficialmente in vigore una novità attesa da milioni di automobilisti: sarà possibile ottenere il rimborso del pedaggio autostradale nei casi di gravi disagi causati da cantieri o blocchi del traffico.
La misura, introdotta dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti e ricordata dal Codacons, punta a tutelare gli utenti che ogni giorno percorrono la rete autostradale e che spesso si trovano ad affrontare lunghe code, rallentamenti e attese dovute ai lavori in corso.
Le principali concessionarie hanno già pubblicato sui propri siti internet le informazioni necessarie e i moduli per presentare le richieste di rimborso. Non è ancora disponibile la piattaforma unica prevista per semplificare le procedure.
Il sistema non riguarderà tutti i percorsi, almeno all’iizio. I rimborsi per i ritardi dovuti ai cantieri saranno riconosciuti solo quando tutto il tragitto si trova sulla rete gestita dallo stesso concessionario. Per le tratte che coinvolgono più gestori si dovrà aspettare fino al primo dicembre.
Ma quando si ha diritto al rimborso?
Per i disagi legati ai cantieri le regole cambiano in base alla lunghezza del percorso. Se il tragitto è inferiore ai 30 chilometri, il rimborso può essere riconosciuto indipendentemente dall’entità del ritardo. Per percorsi compresi tra 30 e 50 chilometri, invece, il ritardo deve essere più di dieci minuti. Se la tratta supera i 50 chilometri, l’ attesa deve essere di almeno quindici minuti.
Sono previsti rimborsi anche più alti in caso di blocco del traffico. In queste situazioni la restituzione sarà della metà del pedaggio quando l’interruzione dura tra 60 e 119 minuti. La quota sale al 75% per blocchi compresi tra 120 e 179 minuti. Se invece il traffico resta fermo per oltre tre ore, l’automobilista avrà diritto al rimborso totale.
Ma non mancano tuttavia le eccezioni. Niente soldi quando sulla tratta interessata sono già previsti sconti del pedaggio. Restano esclusi i cantieri aperti per ragioni di emergenza, per esempio dopo incidenti stradali, eventi meteorologici estremi come frane o altre situazioni imprevedibili che richiedono interventi urgenti per garantire la sicurezza.
Almeno nella prima fase saranno esclusi anche i cosiddetti cantieri mobili, quelli legati alla manutenzione ordinaria come il taglio dell’erba, la pulizia delle carreggiate o la sostituzione dei cartelli della segnaletica.
Un altro aspetto importante riguarda l’erogazione delle somme. I rimborsi, purché superiori a dieci centesimi, verranno accreditati soltanto quando l’importo complessivo raggiungerà almeno un euro.
L’obiettivo della nuova legge è quello di aumentare la trasparenza e garantire più equilibrio tra i costi sostenuti dagli utenti e la qualità del servizio. Una novità che potrebbe rappresentare un primo passo verso una maggiore tutela degli automobilisti, soprattutto in un periodo in cui i cantieri autostradali sono numerosi e i disagi alla circolazione continuano a essere una delle principali criticità segnalate da chi viaggia in automobile.
