Attualità
Olimpiadi invernali “Cortina 2026”: un grande viaggio nello sport, destinato a lasciare il segno
Un evento imponente che dopo 20 anni (Torino 2006) ritorna sulle nostre montagne con un impatto economico che sfiora i 5,3 miliardi di euro.
di Angela Celesti
Gli occhi del mondo sono puntati dal 6 febbraio sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. La più grande manifestazione sportiva, ad alta quota, in un territorio diffuso che comprende Milano, Cortina d’Ampezzo, Verona, Val di Fiemme e la Valtellina. Un evento imponente che dopo 20 anni (Torino 2006) ritorna sulle nostre montagne con un impatto economico che sfiora i 5,3 miliardi di euro.
Conti a parte, la cosa che interessa e soprattutto che serve alla nostra società, ormai in declino, è la boccata d’ aria fresca o… fredda, per dirla tutta. Quelle montagne innevate ospitano i migliori atleti al mondo di sport invernali in 16 discipline: non solo sci (fondo, alpino, salto, combinata nordica, freestyle, snowboard) ma anche pattinaggio, bob, skeleton, hockey su ghiaccio, slittino e il curling che tanto ci ha preso, uno sport che unisce tattica, fair play e strategia mentale, una disciplina visivamente affascinante, che non richiedendo una forma fisica particolare, diviene molto simpatica e popolare. Ciò che appare agli occhi del mondo, 2 miliardi di spettatori, è una combinazione di spettacolo, emozioni e capacità umana. Le prestazioni atletiche ci conducono verso una “tregua olimpica” – ekecheiria – che invita (e non sempre ci riesce) a cessare le ostilità dal 30 gennaio al 15 marzo 2026, considerando anche le paralimpiadi che seguiranno. Gli atleti, visti spesso come eroi, non si ergono però sull’Olimpo, ma si concedono ai fan comunicando personalmente attraverso i social media, rendendo l’evento multidimensionale. Le prestazioni atletiche ci portano a far parte di un qualcosa di più grande e consolatorio che accresce la nostra coscienza di valori positivi.

La visione degli atleti che si sfidano in modo leale, nel pieno rispetto delle regole e del fair play, ci trasmette speranza e unione, offrendoci una pausa rassicurante dalle divisioni del mondo reale e irrazionale. Questa grande “comunità” globale si unisce nella condivisione di discipline come il bob, il curling o lo snowboard, sport che non si vedono spesso ma che attraggono come novità meravigliosamente umane, tra paesaggi mozzafiato dove la montagna non è più uno sfondo, ma parte attiva della competizione. I trampolini del salto con gli sci, dominano la Valle del Boite (Veneto), la Val di Fiemme (Trentino), l’Alta Valtellina (Bormio e Livigno), la Valle Anterselva (Alto Adige). Gli atleti arrivano da ogni parte del mondo o quasi, mancano per questioni politiche grandi paesi con prestigiosi atleti che rendono “stonate” le selezioni. Assenze e presenze ingombranti non hanno però risparmiato qualche polemica nel momento più alto degli sport invernali.

Si avviano intanto alla conclusione le gare delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, tantissime le medaglie che hanno avvolto il collo degli atleti con la Norvegia in testa – ad oggi 16 oro, 8 argento e 10 medaglie di bronzo -, seguita dagli USA con 27 medaglie e dall’Italia con 26 medaglie splendenti davanti alla Francia. Federica Brignone è stata una delle protagoniste – con doppio oro: sci alpino e Super G femminile -, e poi Arianna Fontana, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Pietro Sighel con Chiara Betti e Luca Spechenhauser – short track, staffetta mista -, Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di figura, Lisa Vitozzi nel biathlon, Flora Tabanelli nello sci acrobatico. E ancora medaglie alla squadra di curling misto, a Federico Pellegrino ed Elia Barp nello sci di fondo, al doppio slittino con le coppie Rieder-Kainzwaldner e Woetter-Obernofer…
Questo grande viaggio olimpico Milano-Cortina 2026 terminerà domenica 22 febbraio con una sontuosa Cerimonia di chiusura, l’ultimo rito collettivo per celebrare non solo i risultati e l’eredità dei giochi, ma i 2990 atleti, provenienti da oltre 90 paesi, che ci hanno resi orgogliosi della loro sana competizione. Insomma le Olimpiadi Invernali 2026 ci salutano, destinate a lasciare un segno nello sport e nell’immaginario dei tanti paesi che ci hanno guardato. Ospitalità, paesaggi mozzafiato e un’organizzazione ineccepibile, tutta italiana!
