Ambiente & Turismo
Mielexpo: il miele protagonista del territorio
Sabato 20 e domenica 21 giugno, dalle ore 10 alle ore 20, la Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini propone MIELEXPO, la prima esposizione del miele che si produce sugli splendidi colli del territorio a sud-est di Roma
di Alessio Zedda
Sabato 20 e domenica 21 giugno, dalle ore 10 alle ore 20, la Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini propone MIELEXPO, la prima esposizione del miele che si produce sugli splendidi colli del territorio a sud-est di Roma, fino al preappennino abruzzese. La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche passa attraverso una nuova consapevolezza, unita alla capacità di fare rete, tutelare una filiera importante per trasformarla in un vero e proprio asset sul quale costruire il benessere di un bacino residenziale molto numeroso e in netta crescita. Il Commissario Straordinario della Comunità Montana, l’Avvocato Marco De Carolis, ha da poco istituito formalmente il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo: “un complesso archeologico di grande valore, spesso sottovalutato, quasi mai centrale nella progettualità dell’Ente”. Con MIELEXPO, invece, “Tuscolo conquista la sua centralità nella proposta culturale che abbiamo in mente”.

MIELEXPO vuole essere il simbolo della rinascita del territorio, che deve fondare la sua forza sulla valorizzazione di ciò che esiste già, senza inventarsi formule magiche, senza perdere alcune delle peculiarità che la caratterizzano. Il miele non è solo un’eccellenza, ma una consolidata tradizione del quotidiano, in un contesto che conta numerosi apicoltori, dalle produzioni anche molto grandi fino all’autoconsumo. Una consuetudine così radicata, che il legame con il mondo delle api possiamo farlo risalire ad una storia millenaria, costruita sull’intreccio con la sacralità della terra, una sacralità capace di accomunare la semplicità della vita contadina con il rango delle famiglie nobiliari.
La fertilità dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini ha trovato nelle api il proprio simbolo di operosità, il cui valore è impresso nell’araldica delle famiglie che hanno governato i territori del Lazio, prime fra tutte la Famiglia Barberini, che stabilì il proprio centro di comando a Palestrina, nel cuore dei monti Prenestini. Gli originari 3 tafani, che traevano significato dall’origine toscana dei loro avi, vennero sostituiti dalle tre api d’oro su fondo azzurro. Non solo forma, tuttavia, perché l’ape divenne il manifesto politico, il sigillo di una dinastia, quello che oggi definiremmo il “brand”.

L’ape divenne il marchio di fabbrica di un’epoca intera, decorazione di portoni, fontane e monumenti, dalle chiese alle residenze estive, dai Castelli ai Palazzi storici. Laboriosità feconda e concretissima e simbolica allo stesso tempo: le api scolpite nella pietra. Questo insetto perfetto, delicato e forte, prezioso e fragile, ci racconta della magnificenza di una famiglia influente e fa molto di più che celebrarla, la collega alla tradizione contadina, che nell’apicoltura ha trovato costantemente la propria identità, nelle fasi di benessere e, forse ancora di più, in quelle dove le crisi alimentari avrebbero rischiato di cancellarne l’esistenza. MIELEXPO celebra questo connubio identitario, la nostra storia, il nostro futuro.
