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Italia

La Prosciutteria di Firenze – Vivere Toscano con un tocco Vintage

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Il 24 settembre alle 18.00

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Apre il 24 Settembre alle ore 18:00 nel cuore del quartiere di Chiaia a Napoli un nuovo locale che guarda al passato per riscoprire il gusto ed i valori di un tempo. La Prosciutteria di Firenze è il classico luogo non luogo, è un po’ ristorante un po’ bottega, è wine bar con una enorme gamma di vini a bicchiere dai prezzi contenuti ma anche un posto dove si possono assaggiare i piatti tipici della cucina toscana come la pappa al pomodoro, la ribollita, le lasagne al cinghiale o il peposo. A La Prosciutteria si può andare anche per un bicchiere di vino o per una schiacciata ripiena, la tipica focaccina toscana bassa ed oliosa, da farcire a piacere scegliendo gli ingredienti direttamente dal banco. Il Locale non ha un menù, si fa tutto a voce e tutto espresso, scordatevi i panini preparati il giorno prima con ingredienti industriali o pane congelato, anche la schiacciata toscana viene fatta fresca tutte le mattine seguendo una ricetta segreta di famiglia e il ben di dio che potete mettere nel vostro panino o sui chilometrici taglieri sono prodotti direttamente dalla Loro azienda agricola “Renascimentho – Firenze” che si trova a Montespertoli, sulle prime colline di Firenze, nel cuore del Chianti. La filosofia del locale ci viene spiegata direttamente dal titolare del Franchising di qualità de La Prosciutteria Firenze, Dario Leoncini e dal gestore del locale di Napoli, l’avvocato partenopeo Massimo Romano Il nostro primo locale è nato nel cuore pulsante di Firenze, il quartiere di Santa Croce, alcuni anni fa. Non nasce da uno studio di mercato, non ci sono calcoli, architetti, venture capitalist, finanziarie consulenti dietro a questo progetto. Nasciamo Contadini Chiantigiani (firmano le loro mail …con Chiantigiana Passione!) piccoli agricoltori non grandi coltivatori con una grande passione per il nostro lavoro, per la terra, per il buon vino ed il cibo semplice della tradizione.

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Nei nostri locali i salumi, i formaggi, il vino buono “da bere”, come dico io e non da “annusare”, fanno da padroni. Quando ci dicono che abbiamo avuto una bella idea, una bella invenzione, dice Dario, io rispondo sempre “noi non ci siamo inventati niente di nuovo, sono gli altri che si sono scordati di tutto. Un tempo i locali erano tutti come i nostri, informali semplici, economici, amichevoli, una festa insomma. Sono i ristoratori moderni, continua Dario, ad aver voluto i grandi chef stellati pagati come piloti di formula uno, cinquanta camerieri e un servizio pesante, petulante, ingessato, pretenzioso, noioso, insomma “vecchio”, da noi si viene anche per divertirsi (La Prosciutteria è tutto self service). Nei ristoranti classici che vendono solo vini famosi presenti sulle guide gastronomiche pagandoli una follia non trovi niente da bere sotto i 18 euro e poi ti fanno pagare l’acqua 4 euro, il dolce 8 euro, più 5 di coperto a testa. A La Prosciutteria con i costi di acqua e coperto (grauiti) di un ristorante normale si mangia abbondantemente e si beve pure bene.“ E come è possibile questo, perché gli altri non lo fanno? Risponde Dario “semplice noi siamo produttori diretti e siamo anche appassionati e competenti. Producendo e vendendo direttamente possiamo abbattere i costi di distribuzione, inoltre essendo nel settore da generazione abbiamo un grandissimo gruppo di amici artigiani che ci trattano con un occhio di riguardo per quei cibi e quei vini che non produciamo in Toscana. I nostri costi di gestione sono infinitamente più bassi degli altri non avendo cucina, cuochi, lavapiatti, camerieri, si ordina al banco e quindi si velocizza anche il lavoro e da noi un tavolo in una sera accomoda anche 7 turni di persone contro il massimo dei due turni di un ristorante classico: da noi la festa è continua e si mangia e si beve no stop dalle dieci la mattina a mezzanotte sette giorni su sette. Se venite da noi nessuno alle due del pomeriggio o alle nove e mezzo di sera nessuno vi dirà mai la classica odiosa frase da ristorante…torna domani la cucina è chiusa…alla quale io solitamente rispondo, per me potete chiudere anche tutto il locale. Siamo osti e bottegai e stiamo qui per servire la gente non siamo l’ufficio postale!“ Il locale si presenta come una vecchia bottega d’inizio secolo che include elementi di recupero davvero interessanti. La lavagna è fatta con una enorme specchiera dorata dell’ottocento, alcuni tavoli hanno come base le vecchie macchine da cucire in ghisa con il pedale, altri hanno come piano antiche imposte in legno di castagno di una stalla aziendale e le gambe tornite di un tavolo da sacrestia di chiesa. Il bancone è rivestito con casse di legno del vino, mentre gli scaffali son fatti con cassette da frutta, le lampade sono ottenute con latte di acciughe e sardine riadattate. Il pane viene servito in scolapasta in metallo con il logo del locale oppure nelle vecchie tazze per bollire il latte, anche i piatti sono in ferro smaltato. Non c’è niente di nuovo in questo locale, è tutto riciclo e riutilizzo, ma non si tratta dei soliti pancali trasformati in divano che si vedono ormai ovunque, qui c’è ricerca, passione e si vede. C’è un angolo del locale con dei tavoli molto bassi corredati da delle commoventi seggioline in legno da asilo e tante strane cose alle pareti, anche una bici da fornaio. Chiediamo la storia di questo angoletto così particolare “abbiamo deciso di salvare questi oggetti così belli e pieni storia dalla loro distruzione”. Alle pareti e sui piani dei tavoli, antiche foto di famiglia, vecchie fatture con intestazioni liberty fatte a mano, foto coloniali, navi da guerra partenti per l’impero, lettere commerciali, perfino una lettera d’amore del 1931. Cosa si Mangia a La Prosciutteria di via della Cavallerizza a Chiaia? Sul bancone di marmo fanno bella mostra di se i prosciutti da affettare a mano, ce ne sono sempre tre a rotazione fra Cinghiale (quello vero con tanto di pelo e piede), Cinta Senese, Grigio del Casentino, Prosciutto gigante di Scrofa (più di 20 kg), San Daniele, Parma invecchiato due anni, Abruzzese, Norcia, prosciutto medievale arrosto e il superbo Pata Negra Spagnolo di Jabugo il migliore della categoria, prodotto con maiali allevati liberi nei boschi alimentati solo a ghiande e stagionato 3 anni. Nei panini è possibile mettere tutto quello che si vuole, il prezzo è sempre lo stesso 4,50 euro, anche se i prosciutti speciali sopracitati costano un po’ di più. Si può scegliere anche tra 8 tipi di salami (da non perdere la tipica finocchiona sbriciolona con semi di finocchio selvatico) e altri 30 insaccati toscani italiani e spagnoli. I pecorini sono sempre prodotti dall azienda che è socia di un caseificio della Maremma Grossetana. Il classico marzolino, il paglia e fieno, il formaggio alle noci, al tartufo, al pepe nero e peperoncino e poi sottoli verdure grigliate e tante salse artigianali accompagneranno le vostre scelte, da non perdere quella gorgonzola e tartufo, una vera goduria. Altra cosa particolare è l’eclettica e variegata selezione musicale proposta direttamente da RADIO PROSCIUTTERIA, che suona in tutti i locali della catena. Qui si spazia da Pavarotti a Celentano, dal Fox Trot al Rap, da Claudio Villa ai Fratellis passando per il Flamenco la Bossanova fino a Little Tony, Zaz, Carosone e alle colonne sonore dei film di Tarantino. Ci dicono sempre i titolari “la musica per noi è una delle voci più importanti del menù…si può aprire il locale anche senza aver prosciutto da affettare, ma senza musica è inutile aprire, la festa non comincia!” Il must de La Prosciutteria però resta sempre il TAGLIERE. Bello, enorme, in ulivo e buonissimo. Il prezzo a persona per degustarlo è davvero contenuto viste quantità e qualità: 5 euro da aperitivo, 10 da pranzo o cena e 15 se si vogliono anche assaggiare delle cose più ricercate. Molto semplice ! I vini? Si parte da 2,5 € per un calice bello pieno di sangiovese toscano prodotto direttamente dall’azienda e pensate, la bottiglia di vino della casa costa 8 euro, in centro a Milano! La gamma è ampia e ci sono quindi vini per tutti i gusti e tutte le tasche, a rotazione si trovano sempre 40 vini fra rossi, bianchi, champagne, rosati e vini dolci da dessert. Nota di merito e di attenzione, la lavagna dei vini è divisa in due parti, i vini “ di Nostra produzione” ed i vini “degli Amici”. Ci spiega Dario “siamo produttori da sempre e oltretutto ho studiato alla facoltà di enologia di Firenze e quindi nei nostri locali vendiamo non solo i nostri vini ma, per avere una gamma più ampia, abbiamo anche prodotti di altre aziende gestite da amici, conoscenti o compagni di studio. Non cercate etichette famose, vini blasonati o roba che finisce sulle guide dei fantomatici esperti… non ci sono. Qui c’ è qualità passione ed un prezzo molto corretto. Non vendiamo inoltre nessun prodotto che si trova in grande distribuzione, supermercati, autogrill ecc ecc. Non ci interessano, siamo filosoficamente troppo distanti. “

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