Connect with us

Mondo

Indonesia, eseguite 6 condanne a morte su trafficanti di droga. Cinque di loro erano stranieri

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

L’Indonesia ha ripreso le esecuzioni nel 2013, dopo un gap di cinque anni. A nulla sono valsi i richiami di Olanda e Brasile paesi di origine di alcuni condannati a morte

fucilazioneMelbourne 19 gennaio – L’ufficio del procuratore generale della provincia di Central Java in Indonesia riferisce che cinque stranieri, del Malawi, Nigeria, Vietnam, Brasile e Olanda, e un indonesiano sono stati giustiziati mediante fucilazione da un plotone poco dopo la mezzanotte di domenica scorsa. L’accusa dei condannati a morte era di essere trafficanti di droga. A nulla è servito l’intervento delle ambasciate di Brasile e Olanda, paesi di origine di due dei cinque stranieri, che invano hanno chiesto clemenza. “Si tratta di una forma rigorosa del governo indonesiano che non entrerà mai in compromesso con gli autori, rivenditori e sindacati di droga”, ha spiegato con durezza il procuratore generale Muhammad Prasetyo. Il presidente indonesiano Joko Widodo, che si è insediato nel mese di ottobre, ha respinto le richieste di clemenza in ottemperanza ad una linea di condotta rigida nei confronti di reati di droga. Il ministro degli Esteri olandese Bert Koenders ha definito le  esecuzioni “una punizione crudele e disumana che è un’inaccettabile negazione della dignità umana e dell’integrità.” Una dichiarazione del governo brasiliano spiega che con la pena di morte appena eseguita su suoi cittadini si inaspriscono gravemente le relazioni tra i due paesi. Per lo stesso motivo il ministro degli Esteri Julie Bishop lamenta che  il governo federale ha sollevato i casi di due australiani nel braccio della morte in Indonesia più di 50 volte, senza nessun esito positivo. Del caso ha fatto denuncia Amnesty International che definisce la pena di morte come una grave violazione dei diritti umani