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Cinema & Teatro

Incontro con Michele lo Foco: salvare la magia del cinema

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Tempo di lettura: 3 minuti

“Non resta che salvare la magia del cinema da soli e solo con buone storie e buoni film” così  Michele lo Foco  l’avvocato sempre  dalla parte dei produttori indipendenti.

Michele Lo Foco, avvocato specializzato in diritto d’ autore, ha scritto molti saggi, romanzi, libri di poesia e filosofia ma anche molti libri tecnici sul cinema, ha prestato molte volte la sua professionalità, competenza e passione anche nel campo amministrativo, ha svolto incarichi pubblici come Amministratore a Cinecittà holding, Zetema, RAI, Fondazione cinema per Roma, ma lo scopo primario del suo impegno resta da sempre la difesa dei produttori indipendenti.

Il cinema indipendente da sempre ha dovuto fare grandi sforzi per finanziarsi e tutelarsi eppure proprio dal cinema indipendente sono nati, nascono e fioriscono, nuovi autori, registi, attori e anche grandi film, quelli che indirizzano le tendenze. Il momento storico che stiamo vivendo spinge gli indipendenti ancora una volta a individuare strade alternative in mezzo a nuove e ancora più pesanti difficoltà e incertezze senza tutela. Quale il suo pensiero?

“La principale componente del cinema è la libertà espressiva e l’ostacolo maggiore è la burocrazia e lo strapotere dei burocrati che lo esercitano per sopperire alle loro carenze, in particolare quelle sessuali.   Poi è incredibile la definizione di produttore indipendente che molte volte invece di agevolare gli indipendenti veri, facilita i gruppi dominanti collusi con le televisioni “

La distribuzione delle nuove proposte cinematografiche si trova in questo momento, forse come mai, in un momento ti totale nebulosità: le sale sono chiuse, causa pandemia anche se già da prima erano in grande crisi e vedono l’affermazione delle piattaforme con il rischio di non avere pluralità di tutela.  Il cinema, la televisione, il web, i social, un momento di grande caos, cosa ne pensa?  Come vede questa situazione e cosa si potrebbe proporre alle politiche del settore?

“Avevo suggerito di usare Rai Play per sostituire momentaneamente sale e teatri, la politica ha scelto di pagare i debiti di Chili (Piattaforma streaming) come ha scelto di pagare i debiti di Cinecittà. Il riacquisto da parte dello Stato  dei teatri  di posa di Cinecittà coperti di debiti e senza i DURC (documento unico regolarità contributiva)per creare  un hub europeo di teatri di posa, è un proposta fuori tempo, la creazione di un mostro mitologico inanimato che per giunta viene  consegnato  a un manager in fuga da Sky e da Vision (Nicola Maccanico) Dopo  il centro sperimentale, alcune Film Commission, Rai, per alcuni aspetti, Anica, ora anche Cinecittà si trasforma in un organismo senza anima e senza potere ma prono al potere.  Così non si va da nessuna parte.”

Ha pubblicato molte opere di genere diverso, dai saggi, ai testi tecnici sul cinema, ai romanzi, alle raccolte di poesia. Tra i tanti, – Il praticante Play boy -, storia di un’epoca mai raccontata, spaccato di un genere di società viva negli anni 60/80 del secolo scorso, un romanzo ma in fondo anche un saggio?  Ce ne vuol parlare?   

“Il praticante playboy è la descrizione di un mondo di seduttori seriali che vivevano non per essere ma per essere visti e che non avevano alcuna moralità. Ne ho fatto parte solo in quanto avevo anch’ io una forte attrazione per il genere femminile, che ritengo sia il sale della vita, ma non ho condiviso con loro la mancanza di entusiasmo e di speranze. I play boy erano un gruppuscolo di disperati che dovevano mantenere una forma senza avene la sostanza, si sono estinti dopo il   1976/7. Morte prematura ma anche mancanza di eredi veri. Oggi sono sostituiti dalle donne (Surama Belen, Gregoraci , veline varie) che cambiano uomini senza vergogna seminando fotografie”

Il cinema indipendente oggi e le giovani generazioni, che ne pensa?

“Le giovani generazioni sono molto più tecnologiche. Il cinema in Italia è destinato ai bambini e ai ragazzi, con argomenti adatti alla loro generazione, gli adulti saranno marginalizzati e vedranno i film in televisione quando potranno essere trasmessi. Penso che la sala sarò meno frequentata di prima ma per anni non scomparirà.”

Ricordando un sua bellissima citazione “Il cinema è liquido, scorre, ti bagna, entra nella tua mente, diventa ricordo e sensazione” quali potrebbe essere le  azioni per sostenere e salvare il buon cinema indipendente e i suoi esponenti ? 

“C’e un solo sistema per sostenere il cinema, fare buoni film da buone sceneggiature e lavorare con professionalità sul genere, per realizzare intrattenimento non eccellente ma decoroso”