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Cinema & Teatro

Emmanuel Casaburi, un giovane attore ed il suo impegno civile

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Tempo di lettura: 4 minuti

Incontro con l’attore Emmanuel Casaburi: cinema e teatro sono gli strumenti più idonei a promuovere il ruolo dell’artista come mediatore culturale e promotore dell’impegno civile. Per una felice coincidenza, la conversazione si è tenuta proprio nei giorni dell’incontro del Papa con gli artisti…

Momento magico per Emmanuel Casaburi: lo short film da lui interpretato DIALOGOS è stato premiato dal Comune di Roma come una delle migliori iniziative nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Pasolini, su cui l’Amministrazione Capitolina ha investito molto lo scorso anno…

Insieme al film maker Michele Savaiano, con cui avevo già girato un cortometraggio dedicato a Gabriele D’Annunzio, abbiamo tratto ispirazione dal dramma Pilade di Pasolini, per mettere a confronto la pedagogia dell’autore con le nuove istanze giovanili del nostro tempo: è venuto fuori un prodotto audiovisivo profondamente originale, che sta riscuotendo interesse in tutte le manifestazioni che hanno richiesto il film. La lavorazione è stata faticosa, anche perché indossavo una pesante armatura di stile greco, ricostruita dalla famosa Ditta Rancati sui disegni di quelle originali, e alternavo scene in costume con sequenze in abiti moderni, ma il riscontro positivo ha gratificato sia me che il regista e la produzione…

 

Sei reduce da un impegno molto importante nell’ambito del Festival dell’Ecologia Integrale…

Si tratta di una rassegna che alla sua terza edizione ha compiuto un bel salto di qualità, diventando un festival di rilevo nazionale: il TG1 ha riservato alla manifestazione un ampio servizio, la presentazione è avvenuta in Vaticano presso la Sala Marconi e il Santo Padre ha inviato a Mons.Fabio Fabene, ideatore e promotore dell’evento, un messaggio di sostegno e apprezzamento. Con la sua cultura e il suo spessore teologico, Monsignore ha saputo valorizzare la città di Montefiascone, che fin dal Medioevo è un centro culturale legato alla storia della Chiesa e dei Papi, ricco di beni artistici straordinari.

 

Raccontaci qualcosa in più sui contenuti del Festival, dedicato alla tutela del Creato, che quest’anno ha avuto come filo conduttore la custodia dell’acqua, bene essenziale per la vita umana.

Ho avuto il compito di coordinare gli spettacoli, fra cui particolare rilievo hanno assunto il NOTTURNO FRANCESCANO, in cui ho recitato un testo poco noto di Hermann Hesse, con Paolo Conticini che ha interpretato i testi classici delle fonti francescane, e un testo inedito che il Festival ha commissionato, in cui ho avuto il privilegio di recitare accanto a Michele Placido…

….Infatti l’evento finale ha suscitato l’entusiasmo del pubblico per il suo carattere di novità!

Il Maestro ha offerto una straordinaria interpretazione di un elemento naturale come l’acqua, che per la prima volta racconta il suo punto di vista sugli uomini e i luoghi che incontra, e ha avuto la generosità di intrecciare i suoi testi con i miei, in un dialogo fecondo fra attori di differenti generazioni ma entrambi molto attenti all’impegno civile, che come persone dobbiamo osservare.

Nel prossimo inverno uscirà un film in cui sei protagonista, per il quale hai preso lezioni di equitazione a causa del ruolo previsto dal copione…

Il film è stato girato in un ambiente naturale splendido, in Lombardia nel febbraio scorso, con un freddo terribile, ma in un territorio incontaminato, in cui l’interazione fra attori e paesaggio è stata fondamentale, come accaduto negli ultimi film di Alessandro Borghi, attore che stimo molto per le sue scelte artistiche inconsuete. Ma del film parleremo meglio dopo la prima…In queste settimane sono molto concentrato a studiare un testo di Pirandello che reciterò a Palermo dopo l’estate.

Dopo queste importanti esperienze, quale può essere il ruolo di un attore nella difesa del Creato?

Quello di assumersi l’onere, ma in fondo anche anche l’onore, di diventare testimone del suo tempo, con tutte le problematiche che lo contraddistinguono. Penso per esempio ad Alessandro Gassmann, che scrive frequentemente di temi ambientali, protestando per l’inadeguatezza delle istituzioni territoriali demandate alla difesa della natura. Come mediatori culturali fra l’idea creativa degli autori, che siano scrittori, sceneggiatori o registi, e il vasto pubblico teatrale, televisivo o cinematografico, abbiamo il dovere di mettere al servizio della pubblica opinione le arti espressive del mestiere più bello del mondo per disseminare il senso di responsabilità. Nel suo discorso agli artisti, il 23 giugno nella Cappella Sistina, Papa Francesco ha detto che “l’arte tocca i sensi per animare lo spirito e fa questo attraverso la bellezza “… Non trovo parole migliori per sintetizzare la mia riflessione mentre mi sto avvicinando a compiere trent’anni.

E davvero Emmanuel Casaburi nel suo breve ma intenso percorso professionale dimostra una semplice verità: che la recitazione e l’interpretazione di ruoli sempre nuovi e diversi acuisce un sentire interiore, una sensibilità profonda che permette all’artista di vivere, anche solo per poche settimane, la realtà di chi sta interpretando, una cosa che solo il vero attore riesce a fare, entrando in simbiosi con il personaggio che deve portare in scena. Un lavoro davvero complesso ma che rende l’attore un soggetto duttile e capace di capire e trasmettere a tutti gli altri questa sua particolare sensibilità, divenendo così difensore anche di ogni fragilità umana e promotore di cultura, che è il motivo stesso per cui il cinema, la settima arte, ha un valore umano così profondo e così tanto può incidere sulle scelte umane.

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