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E’ scomparsa Sofia Corradi, ideatrice del programma Erasmus che permette scambi di studio ai giovani della UE

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Intercultura e mobilità nelle università di tutto il mondo attraverso il programma Erasmus, ideato da una delle menti italiane più brillanti e visionarie: Sofia Corradi, scomparsa pochi giorni fa a Roma

di Angela Celesti

La maggior parte delle grandi idee nascono da dinieghi ingiustificati e dalla caparbietà di persone illuminate che sanno perfettamente di possederne una. Questo è il caso di Sofia Corradi pedagogista, professore di Educazione Permanente presso l’Università Roma Tre e consulente scientifico dei Rettori Italiani per le relazioni internazionali.

Ma cominciamo da lontano. Sofia Corradi, classe 1934, frequenta l’Ateneo La Sapienza di Roma come studentessa di giurisprudenza e, quando mancano pochi esami alla laurea, si reca con sua sorella negli Stati Uniti, alla Columbia University per una borsa di Studio Fullbright. Immaginate in quegli anni (1957) cosa significasse per una giovane donna varcare i confini dell’Italia per perfezionare i suoi studi in America, presso una prestigiosa università. Ma una volta rientrata in Italia la delusione: non gli viene riconosciuto, ai fini della laurea, il Master conseguito e gli studi alla Columbia. Una vera ingiustizia dovuta il più delle volte alla incapacità, da parte di chi detiene il comando ministeriale per l’istruzione, di guardare oltre.

Sofia Corradi si laureerà alla Sapienza e comincerà la sua carriera universitaria, tenendo viva  la sua idea e ricoprendo nel frattempo – e non a caso –  l’incarico di Consulente scientifico dei Rettori delle Università Italiane in ambito internazionale;  un ruolo che le permetterà  di promuovere il suo principio – era il 1969 – attraverso un  memorandum scritto di suo pugno contenente la prima bozza del Progetto Erasmus: “Lo studente, anche se non appartenente a famiglia residente all’estero, può chiedere di svolgere parte del suo piano di studio presso università straniere, presentandolo all’approvazione del Consiglio di Facoltà per la dichiarazione di equivalenza…”  Lotterà per 18 anni, “a colpi di ciclostile”, come lei stessa afferma, per la realizzazione della sua utopia. Seguiranno conferenze e presentazioni presso il Ministero dell’Istruzione e, a Parigi, in seguito a un ampio comunicato della Corradi ai giornali francesi dal titolo: “La conferenza dei Rettori italo-francesi: accordi per il riconoscimento degli studi fatti all’estero”, la stampa consacra il suo progetto.

Il passaggio del principio promosso da Sofia Corradi arriverà il 9 febbraio del 1976 all’allora Comunità Economica Europea, che incoraggerà gli scambi tra le università di diversi Paesi. Solo 11 anni dopo l’Erasmus arriverà in Italia e alla sua prima edizione parteciperanno circa 3200 studenti. Migliaia da allora, intraprendono il programma Erasmus, spesso inconsapevoli della fatica e della determinazione di una donna come Sofia Corradi che, con grande abnegazione, ha regalato loro nuovi orizzonti, convinta che “democratizzare gli studi universitari significa promuovere la Pace nel mondo, perché questi contatti di ragazzi in ambienti diversi dal proprio, sviluppano la comprensione tra le persone, tra i popoli, fra le culture, quindi la Pace”. Un concetto che mai come ora è fondamentale per le future generazioni affinché lascino alle spalle gli odi e le guerre.

Il progetto Erasmus, ha permesso a milioni di giovani di studiare all’estero, promuovendo non solo la loro formazione e istruzione, ma l’inclusione e il riconoscimento delle competenze formali e informali, linguistiche e interculturali anche sul piano del mercato del lavoro.

Vi starete chiedendo perché il nome Erasmus? Un semplice omaggio all’umanista Erasmo da Rotterdam ma anche acronimo di European Community Action Scheme for Mobility of University Students.

Sofia Corradi ha ricevuto molti premi e riconoscimenti per la sua lungimirante idea che, evolutasi negli anni, conserva i suoi principi cardini. Tra i tanti, il premio Carlos V, consegnatogli dal Re Filipe VI di Spagna e dall’allora Presidente Europeo Martin Shulz. In Italia, uno tra gli ultimi a Montefalco (Umbria) nel 2019: il “Premio per le Donne, dalle Donne” dell’Associazione A.I.NET (Associazione Italiana Tumori Neuroendocrini) con una scultura dal titolo “Volare Oltre”  dell’artista Pasquale Basile consegnata dall’ex Presidente  della Comunità Europea, Enrique Baròn Crespo. Sofia Corradi ha saputo “volare oltre”, lasciando a noi tutti, e soprattutto alle donne, l’insegnamento che la passione per le proprie idee porta il più delle volte a regalare alle generazioni future nuove possibilità. La Corradi, in un’intervista, ribadisce con fermezza che “L’Erasmus insegna ai giovani la comprensione dell’altro… l’erasmiano di ritorno ama il diverso e soprattutto non giudica”. Felice di averla conosciuta!

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