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Italia

Crotone in ginocchio, l’alluvione spazza via una parte della cittadina calabrese

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Già nel ’96 Crotone aveva subìto i danni di una potente alluvione. Da quel giorno nulla è stato fatto per evitare il peggio

di Benedetta Parretta

Non bastava l’emergenza covid19, non era abbastanza l’incapacità del governo di Giuseppe Conte nel non saper individuare una figura istituzionale come commissario della Sanità calabrese. Ci si mette anche il cattivo tempo. Il nubifragio che ha colpito Crotone in questi ultimi due giorni ha fatto il resto. Crotone è nel disastro totale.

Innumerevoli i danni a cose e persone.

Dopo l’alluvione tragica del’ 96, abbiamo assistito anche questa volta all’esondazione del fiume Esaro, straripati gli argini con l’acqua che ha invaso la strada cittadina ed è entrata nei piani bassi, portando tutto con sé. Sommerso Poggio Verde e molti quartieri della citta’ e della periferia.

Paura e sgomento ma soprattutto smarrimento negli occhi chi ha guardato la morte in faccia e si è visto portare via le poche cose che aveva.

Un plauso va fatto alle forze dell’ordine tutte impegnate nei soccorsi, la protezione civile che ha fatto arrivare una task force di automezzi speciali dalla vicina Campania, e lodevole la Croce Rossa impegnata sia sul fronte covid che sull’emergenza alluvione.

Innumerevoli i soccorsi avvenuti con i canotti e gli elicotteri, prontamente intervenuti ma a parte il grave disagio della popolazione non ci sono stati morti anche perché con la memoria dell’alluvione precedente e consapevoli delle condizioni dei lavori non fatti dalle precedenti amministrazioni, la gente si e’ allertata da sola con il passaparola.

Sono 19 le famiglie con bambini senza dimora, ospiti dell’hotel Casarossa, e 40 famiglie senza corrente e riscaldamenti e altre 48 nel quartiere Fondo Gesù nelle stesse condizioni; famiglie che hanno perso tutto ma non la loro grande dignità.

Ancora una volta Crotone è in ginocchio ed ancora una volta la lezione da imparare è sempre la stessa che oggi nel dopo alluvione diventa il monito principale per la nuova giunta cittadina: i soldi pubblici vanno spesi per il territorio e non per un tornaconto personale.

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