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CORONAVIRUS. Tutto si ferma, il 5G no – Everything stops except the 5G

By 25 Marzo 2020 Novembre 18th, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

CORONAVIRUS – Tutto si ferma, il 5G no

Il mondo è nel panico, crollano le borse e il prezzo del greggio, tutti bloccati nelle abitazioni, a chi giova? L’Italia “appestata” di Coronavirus, eppure il 23 marzo l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) conferma solo 12 casi di decesso per Covid-19 su un campione di 300 già esaminati con un totale di decessi di circa 7 mila persone, in poche parole meno dell’1% sono morti di coronavirus. La strategia del terrore è uno dei metodi coercitivi più utilizzati, durante ogni emergenza reale o inventata si colpevolizzano le persone, per ottenere dalle stesse l’interiorizzazione della narrazione dominante su ciò che accade, al fine di evitare qualsiasi tentativo di ribellione. Il terrorismo, l’impatto ambientale, la guerra atomica, la corea del nord, Iran, lo spread, il crollo finanziario, tutto estremizzato come adesso l’impatto del COD19. Milioni di contagiati di influenza Asiatica, migliaia di morti, ma il mondo non si era fermato, prima ancora l’influenza “Spagnola” milioni di morti e il mondo non si era fermato. Ci sono diverse teorie su questa pandemia e una più di tutte accreditata da studi, depistamenti e che non fa presagire nulla di buono da parte dei soliti idioti planetari, e io non sono un amante della teoria del complotto, anche perché da studioso dei sistemi adattivi complessi so le cose vengono influenzate e tendono a sfuggire di mano a “mutare” nel tempo.

Ma lasciamo le cospirazioni, le dietrologie e concertiamoci sull’adesso. Se c’è una cosa che questa crisi ha messo in evidenza è il bisogno di connettività, così di colpo cadono tutte le remore, tutte le difese e ci si offre impauriti e confusi nelle fauci di una digitalizzazione che si fa sempre più minacciosa e spietata. Chi non è d’accordo scompare, viene emarginato, tagliato fuori dal sistema, lo stesso sistema che decide chi legge i tuoi post, chi può comprare i tuoi libri, raggiungere il tuo sito, che ti fa diventare influencer o ti atomizza nell’universo infinito di un internet sempre meno democratico e più invasivo, non a caso l’autorità Europea ha di fatto abrogato la legge sulla privacy aprendo la strada all’utilizzo di programmi per la tracciabilità dei singoli individui sul modello usato dalla Corea. La quale ha ammesso di aver tracciato le persone sospettate di essere positive al Cod19 attraverso i cellulari, documenti, spese elettroniche e telecamere biometriche. Lo ha fatto per il bene del mondo, per il loro bene, e siamo felici li l’epidemia sia stata circoscritta in breve tempo. Ma il dubbio rimane: dove finiscono tutti i nostri dati? Chi ci garantisce che non verranno utilizzati per altri scopi?  In un mondo senza più regole ed etica i presidenti delle nazioni parlano su Twitter e Facebook, la diplomazia è il vessillo di un mondo scomparso che metteva gli uomini al centro di una società e in cui c’era margine di manovra, scambio, comprensione, crescita, contrasto. Il tutto non era ridotto al sensazionalismo edonico, non era una questione di click, di “like” di numero di contagi e morti, e non importa se le cifre sono inattendibili perchè generate da sistemi diversi di calcolo e gestione, l’importante è esserci, fare scalpore.


Il “politically correct” impone cordoglio e rispetto, nessuno esca dalle righe e si faccia domande, c’è gente che soffre c’è gente che muore! La domanda però è, che valore ha sopravvivere in un mondo imbavagliato, oppresso, schiavo, incoerente e irreale? In questa schizofrenica fiera del nulla internet ha dato voce a tutti non ascoltando nessuno. Tutti sono schedati, registrati seguiti. Cosa siamo dunque disposti a diventare e a cosa rinunciamo pur di sopravvivere? La domanda non è retorica è molto seria e ha a che fare con il senso della vita quel senso che a volte sa ridefinire gli orizzonti e fa vincere sfide impossibili. Quel coraggio e determinazione che i più sembrano aver perso o di averlo barattato per un nuovo smart phone. Caso strano mentre tutto si ferma il 5G si afferma, contro il parere e volere di migliaia di persone, scienziati, medici, diventa realtà in 120 comuni d’Italia. Il mondo trasformato dallo stato di crisi in isole collegate dalle reti cellulari, si scopre accondiscendente ad una tecnologia pericolosa e invasiva di cui non conosciamo neanche fino in fondo la pericolosità, non solo a livello biologico ma anche in termini di sicurezza di protocolli e operativa. Il futuro non si ferma qualcuno inneggia, ma questo non è futuro è speculazione e ancora una volta ci troveremo a pagarne danni chiedendoci come sia stato possibile non accorgersi prima di quello che alcuni tramavano alle nostre spalle per mero profitto e sogni di vanagloria. Forse questa crisi servirà a svegliare le coscienze e noi speriamo a costruire un futuro migliore, dove si possa tornare a difendere gli uomini e i loro diritti inalienabili e non solo i profitti di grandi potentati.

di emigrazione e di matrimoni

CORONAVIRUS – everything stops except the 5G

The world is panicking, the collapse of the stock markets and the price of crude oil, we are all stuck in our houses, to whom benefit? Italy “plagued” by Coronavirus, and yet on March 23rd, the Higher Institute of Health confirms only 12 cases of death for Covid-19 out of a sample of 300 already examined with a total of about 7 thousand deaths. The strategy of terror is one of the most used coercive methods, during every real or invented emergency people are blamed, to obtain from them the internalization of the dominant narrative about what happens, in order to avoid any attempt of rebellion. Terrorism, the environmental impact, the atomic war, North Korea, Iran, the economic spread, the financial collapse, all sectionalized for one reason only as now the impact of the COD19. Millions where infected when the “Asians flu” hit, thousands of deaths, but the world did not stop, before the that the “Spanish flu” millions of deaths and the world did not stop. There are several theories about this Cod19 pandemic and one more than all of them accredited by studies, misdirection’s, and that does not bode well for the usual planetary idiots, and I am not a lover of conspiracy theory, also because as a scholar of complex adaptive systems I know things are affected and tend to get out of hand to “change” over time. But let’s leave the conspiracies, the behind-the-scenes.

If there’s one thing that this crisis has highlighted is the need for connectivity, then suddenly all the qualms, all the defences fall away and you offer yourself frightened and confused in the jaws of a digitization that is becoming increasingly threatening and ruthless. Those who disagree disappear, are marginalized, cut off from the system, the same system that decides who reads your posts, who can buy your books, who can reach your site, who makes you become an influencer or atomizes you in the infinite universe of an increasingly less democratic and more invasive internet. It is no coincidence that the European authority has in fact repealed the privacy law paving the way for the use of individual tracking programs on the model used by Korea. As a matter of fact South Korea has admitted of having tracked the people suspected of being positive for Cod19 through their cell phones, documents, electronic expenses and biometric cameras, but it did so for the good of the world, for their own good, and we are happy there the epidemic was quickly circumscribed there. In a world without rules and ethics where the presidents of nations speak on Twitter and Facebook, diplomacy is the banner of a disappeared world that puts humans and their relations at the center of a society, where there was room to manoeuvre, exchange, understanding, growth, contrast. The whole process of socialization was not reduced to a hedonic sensationalism, it was not a matter of clicks, or “likes” the number of contagions and deaths. It does not matter if the figures are unreliable because are generated by different systems of calculation and management, the important thing is to be there is to impress. The “politically correct” imposes respect, no one goes out of line and asks questions, there are people who suffer, there are people who die! But what is the value of surviving in a world that is gagged, oppressed, enslaved, incoherent and unreal? In this schizophrenic fair of the internet nothingness everyone can talk no one is heard. But everyone’s on record, followed. So, what are we willing to become and what have we ready to give up in order to survive? The question is not rhetoric, it is very serious and has to do with the meaning of life, that sense that sometimes redefines the horizons and makes us overcome impossible challenges. That courage and determination that most people seem to have lost or to have bartered for a new smart phone.

While everything stops 5G is affirmed, against the opinion and will of thousands of people, scientists, doctors the 5G network is coming to place with hundreds of satellites and thousands of new antennas and devices ready to start experimentation and service in many territories, in Italy becomes reality in 120 municipalities. The world transformed by the state of crisis into islands connected by cellular networks, we find ourselves condescending to a dangerous and invasive technology of which we do not even fully know the danger not only at the biological level but also in terms of protocol and operational safety. The future does not stop someone praises, but this is not future is speculation and once again we will find ourselves paying for it wondering how it was possible not to notice beforehand what some people were plotting behind our backs for mere profit and dreams of vainglory. Perhaps this crisis will serve to awaken consciences let’s hope so.  Let’s hope we will be able to return to defend human rights.


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