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Diritti umani

Carlo Calcagni e quella forza misteriosa che lo spinge ad essere il testimonial della lotta per la vita e per la pace

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In anteprima a Trevignano grande successo per  la proiezione del film ‘IO SONO IL COLONNELLO’, di Michelangelo Gratton, che racconta le straordinarie vicende di Carlo Calcagni, colpito da contaminazione da metalli pesanti durante una missione di peacekeeping nei Balcani negli anni ’90.

 di Tiziana Primozich

Anche Piero Angela e Bruno Vespa all’anteprima di Venerdì 13 Aprile di ‘IO SONO IL COLONNELLO’ docufilm di Michelangelo Gratton sulla vita del Colonnello Carlo Calcagni, partito in missione di pace per Sarajevo nel ‘96 e colpito da sindrome dei metalli pesanti al suo rientro.

“Questo straordinario capolavoro di Michelangelo Gratton è il simbolo e la testimonianza che una TENACIA… che è fermezza nella volontà, costanza nell’azione, resistenza nella decisione… consente di AFFRONTARE e SUPERARE anche i LIMITI di una MALATTIA INVALIDANTE, che offre quotidianamente motivi di cedimento ed abbandono del campo di battaglia che… altro non è… se non la VITA stessa” spiega Calcagni al termine del film sulla sua incredibile vita, in una sala gremita e che vede molte divise militari. Tra tutte quelle del Colonnello Barduani , ufficio stampa dello Stato Maggiore della Difesa, e del Colonnello Pilota dell’Aeronautica militare Sismondini, responsabile della comunicazione dell’Aeronautica militare.

Un film che narra la vita di un uomo, Carlo Calcagni, temprato dalle difficoltà sin da bambino. Figlio di emigranti salentini in Germania non beneficia di nessuno sconto nel corso della sua vita e impara ben presto che per salire la vetta bisogna credere nel proprio obiettivo e vivere con spirito di sacrificio.

Una escalation fatta di privazioni, ma anche di traguardi raggiunti e di molte vite umane salvate. Calcagni non si arrende, non si arrende mai! Neanche quando appena rientrato in patria, appena sposato e proiettato ormai verso una vita più tranquilla a Viterbo come istruttore di volo, in forza dell’esperienza acquisita, si accorge che qualcosa non va. La sua salute non è più la stessa, lui di forte tempra fisica comincia a perdere colpi. Poi la diagnosi, difficile e misteriosa. Come altri in teatri di guerra ha respirato polveri sottili cariche di metalli pesanti che hanno stravolto il funzionamento del suo organismo. Calcagni oggi è in attesa di trapianto del midollo osseo, soffre di  “Sensibilità Chimica Multipla” ed è affetto tra le molteplici patologie dovute all’accumulo di metalli, da polineuropatia cronica, degenerativa ed irreversibile con Parkinson.

“Molti di noi – spiega al termine del docufilm il Colonnello Barduani – hanno operato nei luoghi in cui anche Calcagni ha svolto il suo ruolo con coraggio e onore. Sono i rischi del nostro lavoro, noi siamo stati fortunati, lui come altri purtroppo si è ammalato”. Un motivo in più per restare uniti, come in una missione di pace, per non abbandonare mai chi resta indietro, come Carlo Calcagni non ha mai fatto con i suoi, coloro che lui sentiva di dover proteggere.

Malattie degenerative e terribili quelle di Calcagni che però non fermano la sua ferrea volontà: i medici gli consigliano attività fisica e lui riscopre l’amore per il ciclismo. E pedalando partecipa alle paralimpiadi dove vince due medaglie d’oro in Coppa del Mondo di ciclismo paralimpico  e poco dopo altre tre, sempre d’oro, agli Invictus Games di Orlando, in Florida, nel 2016. A questo punto della sua difficile vita il suo destino si incrocia  con quello di Michelangelo Gratton, fondatore di Ability Channel, che della disabilità ha fatto la sua missione artistica. Gratton apprezza subito la grande determinazione di Calcagni ed in poco tempo decide di narrane la storia in una sorta di lunga intervista che poi diventa il docufilm ‘Io sono il Colonnello’, un titolo non casuale che già in sé racchiude tutta la voglia di vivere e di lottare di Calcagni, a cominciare dal suo enorme senso del dovere e dello Stato.

Un esempio di vita che finisce con il coinvolgere anche alcune tra le più affermate organizzazioni nazionali a tutela dei diritti umani come la Lidu onlus ( Lega italiana dei diritti dell’uomo) e Donne per la Sicurezza onlus, che hanno patrocinato il docufilm. Perché va ricordato che i nostri militari che rischiano la vita in ogni loro missione, sono spinti dal senso del dovere e addestrati per dare il miglior risultato nelle peggiori condizioni. Come a Sarajevo dove l’imperativo era salvare più vite umane possibili, al termine di un conflitto tra i più atroci e disumani dell’ultimo secolo. Esempi di eroismo gli uomini come Calcagni, che vanno ricordati e valorizzati, e che sono i testimonial veri ed efficaci della tutela dei diritti dell’uomo, perché la guerra, qualsiasi guerra, porta con sé solo orrore e distruzione.

“Dopo 15 anni di sofferenze, i Vertici dello Stato Maggiore della Difesa, i miei Superiori, hanno deciso di mettersi al mio fianco, nel senso più completo che tale espressione esprime. E si sono messi a disposizione per difendere e sostenere  la mia battaglia. – dice Calcagni a margine dell’evento – Non smetterò mai di combattere questa battaglia, e continuerò a portarla avanti fino in fondo,  per me stesso e per chi con me e come me ne condivide gli ostacoli. Per tutti coloro che hanno perduto le speranze e la forza di combattere, per chi ha già donato la sua VITA per la Patria… affinché ognuno di noi possa lasciare ai nostri figli… non un carico di solitudine… ma l’ONORE di un’eredità ricca di DIGNITÀ e SENSO del DOVERE”.

L’anteprima ha avuto anche finalita’ benefiche: l’associazione Lago per tutti onlus raccogliera’ fondi per contribuire alla realizzazione di una spiaggia attrezzata e accessibile ai disabili sul lungolago di Trevignano.

 

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