Angelo Forgione e la cultura napoletana

By 14 giugno 2016Italia
[AdSense-A]

Intervista ad

Di Francesca Rossetti

Senza-titolo-53

Angelo Forgione è uno storico, giovane ma molto valido, specializzato soprattutto su , sua città d’origine: a lui la parola.

Chi è Angelo Forgione e di che cosa si occupa?

“Mi occupo di rilettura della storia d’Italia, del Sud e di Napoli. Leggo documenti d’archivio, testi diversi e quotidiani d’epoca per ricostruire alcuni passaggi occultati. La storia non può aderire a una sola versione dei fatti e il mio lavoro prova a dare un contributo alla revisione degli eventi, quella seria e corretta, che è benefica e depura dalla contaminazione dei racconti. In Italia siamo figli di una cultura unica risorgimentalista che nega quelle locali, cioè quelle rappresentano la linfa vitale del Paese. Il fatto è che i piemontesi hanno conquistato Napoli e il Sud, e la prima vittima che hanno lasciato sul campo di battaglia è stata la verità.”

Lei è napoletano doc e scrive libri sulla cultura partenopea: cosa ha di particolare e caratteristico come civiltà, usanze, tradizioni, religione che la distinguono dal resto del mondo?

“La cultura napoletana è porosa come la roccia piroclastica su cui la città è stata costruita. Napoli ha assorbito tutto quello che le numerose dominazioni hanno apportato, filtrando il meglio, stratificandolo e conservandolo nei secoli. Non esiste nessuna città al mondo che abbia conservato quanto Napoli la sua identità. E Napoli è più di ogni altro luogo del mondo il riferimento per quelle antiche metropoli che hanno smarrito il loro orientamento. Del resto è proprio l’Unesco a motivare l’inclusione del Centro Storico di Napoli nella lista dei patrimoni dell’umanità con una eloquente motivazione: “I suoi luoghi conservano traccia di preziose tradizioni, di incomparabili fermenti artistici e di una storia millenaria. Nelle sue strade, piazze ed edifici, è nata e si è sviluppata una cultura unica al mondo che diffonde valori universali per un pacifico dialogo tra i popoli”.

 Come si intitolano i Suoi libri e di cosa parlano nello specifico?

“I due lavori in libreria sono  e Dov’è la Vittoria. Il primo è una delucidazione approfondita sull’intero scibile della cultura napoletana, dal Seicento a oggi, l’ultima grande cultura italiana, capace di influenzare il mondo intero. Un libro luminoso e convincente, ormai considerato “la bibbia dei napoletani”, apprezzato anche da chi napoletano non lo è e vuol capire quanta Napoli vi sia negli usi e nei costumi italiani, europei e più ampiamente occidentali. Il secondo è invece una ricostruzione del processo sociale che ha portato alla creazione e alla configurazione del campionato nazionale di Calcio, che è un aspetto mai trattato, prima del mio lavoro, della Questione meridionale. La nostra Serie A è espressione degli squilibri territoriali e di quell’unicum che l’Italia rappresenta nel panorama dei paesi economicamente avanzati, è emanazione di quel divario Nord-Sud che non ha eguali in Europa, per dimensioni e continuità di sedimentazione, e che si palesa in ogni aspetto della vita del Paese, anche nei 104 scudetti del movimento calcistico settentrionale contro gli 8 di quello meridionale, e nella disomogenea distribuzione territoriale di club in un campionato in cui le squadre meridionali approdano con fatica e con ancor più estrema difficoltà riescono a vincere. Quasi mai.”

Quali sono i grandi personaggi che hanno fatto la storia di Napoli e cosa ci insegna ciascuno di essi?

“Io darei valore al significato del territorio napoletano nel momento in cui ha potuto esprimere appieno tutte le sue enormi potenzialità, quando ogni fermento produceva qualcosa di importante in ogni settore sociale. Potrei citare Giambattista Basile, senza la cui opera seicentesca non esisterebbero Cenerentola e tutte le fiabe postume. Potrei citare Luigi Vanvitelli, l’architetto che ha cambiato l’architettura per il mondo, mettendo in soffitta il tardo Barocco e inventandosi il Neoclassicismo sulla scorta della sua esperienza visiva dei reperti vesuviani che veniva alla luce a metà del Settecento. Potrei citare i grandi musicisti della Scuola Napoletana del Settecento, da Jommelli a Cimarosa, solo per fare due nomi, capaci di influenzare fortemente Mozart e provocare la forte gelosia dei musicisti tedeschi. Potrei citare Antonio Genovesi, creatore dell’Economia Civile che è attualissima ma occultata dall’Economia Politica di Adam Smith, che è incivile perché non crea posti di lavoro, non rispetta i lavoratori, non protegge l’ambiente, non migliora i beni e non sviluppa i servizi.  Potrei citare il giurista Gaetano Filangieri, che ha teorizzato il diritto alla felicità, inserito da Benjamin Franklin e i suoi connazionali nella Costituzione americana. Oggi Napoli è meno fertile di allora, piegata e piagata, ma continua ad essere la città più espressiva d’Italia, quella che rappresenta l’italianità e il buon vivere nel mondo. Chiedete a uno straniero le parole che associa all’Italia e vi risponderà pizza, spaghetti, canzoni, sole, mare.”

Come può la cultura superare problemi quali la camorra e l’immondizia?

“Preciserei che il problema dell’immondizia è attualmente risolto, almeno per quel che riguarda la sua criticità espressa anni fa. C’è da migliorare la situazione in alcune periferie e l’ordinario in centro, indubbiamente, ma bisogna staccare da Napoli l’etichetta di città sommersa dai rifiuti. In ogni caso, la cultura non può superare i problemi di nessun posto al mondo. La camorra non è un problema locale ma centrale, e toccherebbe allo Stato combatterla seriamente. Un contrasto vero non c’è e non c’è mai stato perché la risacca della malavita è funzionale al consenso elettorale, da sempre. La cultura può però costruire alla lunga una politica migliore, più fiera e seria. Se gli italiani cominciassero a leggere e si scrollassero di dosso l’onta di popolo disaffezionato alla lettura, e si iniziasse ad attuare in maniera incisiva una politica promozionale promozione della lettura, forse tra qualche anno potremmo ritrovarci dei politici diversi. Il problema è anche più forte al Sud. Traetene voi le conclusioni.”

Per informazioni https://angeloxg1.wordpress.com/

Lascia un commento