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Arte & Cultura

Accademia Nazionale di Santa Cecilia: Inaugurazione Stagione Sinfonica

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Un inno all’amore e alla libertà. Antonio Pappano dirige “Fidelio” di Beethoven

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Continuità programmatica per l’inaugurazione della Stagione Sinfonica 2016-2017: giovedì 20 ottobre (Sala Santa Cecilia ore 19.30, repliche sabato 22 ore 18.00, lunedì 24 ore 20.30) Sir Antonio Pappano, sul podio dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia, dirigerà Fidelio di Ludwig van Beethoven, dando così seguito al percorso beethoveniano avviato lo scorso anno con l’esecuzione delle nove Sinfonie.

Fidelio è un’opera che celebra la donna e  l’amore, su uno sfondo politico cupo, ma che si chiude nella luce del do maggiore – ci racconta il Maestro anglo-italiano – Volevo garantire una certa continuità con la stagione dello scorso anno. Beethoven non era solo un grande compositore di sinfonie. La sua ambizione si concretizza nella summa del Fidelio: l’idea della moglie che salva il marito è struggente e gli ostacoli che deve affrontare, tipici della musica romantica tedesca soprattutto, sono funzionali.Fidelio è un’opera che celebra la donna e l’amore, ma senza melodrammi, in modo difficile e complicato”.

A dar voce all’unica opera scritta dal musicista tedesco un cast con nomi del calibro di Simon O’Neill (Florestan), Rachel Willis-Sørensen (Leonore), Günther Groissböck (Rocco), Amanda Forsythe (Marzelline), Sebastian Holecek (Don Pizarro),Maximilian Schmitt (Jaquino), Julian Kim (Don Fernando). Maestro del Coro Ciro Visco.

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Gli interpreti

Nato in Nuova Zelanda, Simon O’Neill è considerato tra i maggiori Heldentenöre delle scene internazionali ed è ospite abituale del Metropolitan di New York, Royal Opera House-Covent Garden di Londra, Teatro alla Scala di Milano, Festival di Bayreuth e di Salisburgo, Deutsche Oper di Berlino. Nel corso della sua carriera ha collaborato con le maggiori orchestre e direttori quali Antonio Pappano, James Levine, Riccardo Muti, Valery Gergiev, Daniel Barenboim, Pierre Boulez, Charles Mackerras, Colin Davis, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Donald Runnicles, Simon Rattle, Thomas Hengelbrock e Christian Thielemann. Tra i suoi impegni recenti e futuri segnaliamo Il canto della terra a San Francisco, Miami, Kennedy Center e Carnegie Hall di New York con Michael Tilson-Thomas e la San Francisco Symphony, La Valchiria (1° atto) in concerto a Dallas e Adelaide, l’Ottava Sinfonia di Mahler con Daniel Harding, i Gurrelieder di Schönberg con Runnicles, La Valchiria alla Staatsoper di Berlino con Barenboim e alla Bayerische Staatsoper con Kirill Petrenko. Inoltre debutterà con i Berliner Phiharmoniker diretti da Rattle con La Valchiria in forma di concerto. Simon O’Neill è ospite abituale dei concerti di Santa Cecilia.

Il soprano statunitense Rachel Willis-Sørensen ha fatto parte per tre anni dell’ensemble vocale della Semperoper di Dresda dove ha cantato, tra l’altro, La vedova allegra, Così fan tutte, La clemenza di Tito, Idomeneo e La Bohème. Recentemente ha debuttato al Metropolitan di New York e al Royal Opera House-Covent Garden di Londra con Le nozze di Figaro e Così fan tutte di Mozart. Nel 2014 si è aggiudicata il prestigioso concorso Operalia. Tra i suoi prossimi impegni: l’Ottava Sinfonia di Mahler con la Dresdner Staatskapelle e Myung-Whun Chung, Don Giovanni e Le nozze di Figaroalla Wiener Staatsoper. Lo scorso dicembre ha preso parte al Lohengrin diretto alla Deutsche Oper di Berlino da Donald Ruinnicles e in ottobre ai Maestri cantori di Norimberga diretti alla San Francisco Opera da Mark Elder. La sua ultima presenza a Santa Cecilia risale allo scorso ottobre (Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Antonio Pappano).

Il basso austriaco Günther Groissböck è ospite abituale dei teatri più importanti del mondo: Staatsoper e Deutsche Oper di Berlino, Bayerische Staatsoper di Monaco, Staatsoper di Vienna, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Real di Madrid, San Francisco Opera, Chicago Opera, Metropolitan di New York, Théâtre du Châtelet e Opéra National de Paris, Festival di Salisburgo e di Bayreuth, sotto la direzione di Franz Welser-Möst, Riccardo Chailly, Donald Runnicles, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Bernard Haitink, Nikolaus Harnoncourt, Riccardo Muti, Valery Gergiev, Seiji Ozawa, Kent Nagano, Roger Norrington, Philipp Jordan, Christoph Eschenbach, Ivor Bolton e Marek Janowski. Tra i suoi appuntamenti recenti e futuri segnaliamo Il cavaliere della rosa al Metropolitan di New York e alla Scala di Milano, Lohengrin alla Bayerische Staatsoper, I maestri cantori di Norimberga all’Opéra Bastille di Parigi con Philippe Jordan. Nel 2012 a Santa Cecilia ha preso parte alLibro dei sette sigilli di Franz Schmidt e lo scorso dicembre alla Creazione di Haydn diretta da Orozco-Estrada.

Amanda Forsythe si esibisce con grande successo in concerto e nei teatri d’opera europei e statunitensi. Il suo debutto in Europa ha avuto luogo con Il viaggio a Reims di Rossini al Rossini Opera Festival di Pesaro, dove è tornata successivamente anche per Guillaume Tell e perL’equivoco stravagante di Rossini. Ha interpretato i principali ruoli del repertorio nei teatri dell’opera di Ginevra, Lussemburgo, Monaco di Baviera, Seattle, Covent Garden di Londra, Théâtre des Champs-Élysées di Parigi. Il suo repertorio operistico include i ruoli di Dalinda (Ariodante), Niobe e Manto (Niobe, Regina di Tebe), Nannetta (Falstaff), il ruolo del titolo inAgrippina, Iris (Semele), Poppea (L’incoronazione di Poppea). Nel marzo 2015 è stata ospite dell’Accademia di Santa Cecilia prendendo parte alMagnificat di Bach diretto da Antonio Pappano. Lo scorso gennaio ha debuttato con la Boston Symphony Orchestra diretta da Andris Nelsons nel Sogno di una notte di mezz’estate di Mendelssohn. Tra le sue incisioni discografiche ricordiamo La descente d’Orphée aux enfers di Marc-Antoine Charpentier  con l’Orchestra e il Coro del Boston Early Music Festival e premiata nel 2015 con un Grammy Award nella categoria “Best Opera Recording”.

Sebastian Holecek, baritono, è nato a Vienna e ha studiato canto all’Università della sua città natale e in Italia. Nel 1991 ha debuttato alla Staatsoper di Vienna nel ruolo di Papageno (Il flauto magico). È ospite dei teatri dell’opera e delle sale da concerto di Berlino, Madrid, Barcellona, Napoli, Parigi, Amsterdam, New York, Montreal, Città del Capo, Monte Carlo, Santiago del Cile, Torino e ha collaborato con Zubin Mehta, Fabio Luisi, Daniel Barenboim, Kirill Petrenko, Wolfgang Sawallisch, Gerd Albrecht, Horst Stein, Peter Schneider, Marcello Viotti e Michael Schønwandt. In recital si è esibito, tra l’altro, al Musikverein e al Konzerthaus di Vienna e alla Carnegie Hall di New York. A Parigi ha cantato con Gwyneth Jones e Nicolai Gedda. La scorsa stagione ha preso parte al Fidelio in scena al Festival di Salisburgo e a Innsbruck, e in  questa stagione ha cantato alla Volksoper di Vienna, Staatsoper di Monaco di Baviera (Hänsel und Gretel) dove tornerà nel 2017 per la Donna senz’ombra, Staatsoper di Stoccarda (Tosca). Nel 2017 sarà ospite del Covent Garden di Londra per I maestri cantori di Norimberga.

 Il tenore Maximilian Schmitt nelle ultime stagioni è stato diretto da Welser-Möst, Harding, Hengelbrock, Luisi, Orozco-Estrada, Pinnock, Jacobs, Ticciati e si è esibito, tra l’altro, con la Akademie für Alte Musik Berlin, Tonhalle-Orchester di Zurigo, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, WDR Sinfonieorchester, Wiener Symphoniker, Cleveland Orchestra, Swedish Radio Symphony Orchestra e Gewandhausorchester di Lipsia oltre che con le maggiori orchestre parigine. Diretto da Claudio Abbado si è esibito al Festival di Lucerna e nel 2009 ha preso parte a Santa Cecilia alla Creazione di Haydn diretta da Jacobs con la Freiburger Barockorchester. Ha aperto questa stagione con Il canto della terra di Mahler eseguito al Festival di Zermatt, quindi ha debuttato a Strasburgo nel ruolo di Idomeneo, è stato ospite della Wiener Staatsoper (Don Giovanni) e in concerto si è esibito con l’Orchestre de Paris. La sua attività è testimoniata da molti dischi e dvd per varie case discografiche tra cui la Creazione di Haydn per Harmonia mundi France, la Passione secondo Matteo, con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Chailly, per Decca e l’Oratorio di Natale di Bach con l’Akademie für Alte Musik di Berlino e il Coro della Radio Bavarese diretti da Peter Dijkstra (BR Klassik).

Julian Kim, nato a Seoul, vi inizia lo studio del canto per proseguirlo al Conservatorio di Milano dove si diploma nel 2010 con Stelia Doz, perfezionandosi anche con Nino Tagliareni, Dalton Baldwin, Mietta Sighele e Veriano Luchetti. Premiato ai concorsi Tebaldi, Viñas e Voci Verdiane e vincitore al Concorso di Toulouse nel 2012, dal 2008 si esibisce in Italia e all’estero in opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini, Mascagni e Mozart. Ha collaborato con registi come Michieletto, Vick, Livermore, Micheli, Brockhaus e con direttori come Valčuha, Rustioni, Beltrami, Montanari, Frizza. Dal 2010 ha collaborato in più occasioni con Myung-Whun Chung, che lo ha diretto in Simon Boccanegra, La traviata e La Bohèmè e in concerto al Festival di Pasqua 2013 a Salisburgo. All’Opera di Roma ha debuttato come Marcello (La Bohème) nel 2014. Nel 2015 ha cantato I Puritani a Firenze e L’elisir d’amore a Parma e a novembre ha debuttato al Petruzzelli di Bari nel ruolo di Marcello. A maggio prenderà parte al Barbiere di Siviglia di Rossini che andrà in scena al Teatro Comunale di Bologna e successivamente prenderà parte alla stessa opera alla Fenice di Venezia.

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