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Aborto: Papa Francesco riaccende la guerra dentro e fuori la Chiesa

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Si è riaccesa la guerra sull’aborto, dentro e fuori la Chiesa Cattolica, dopo la pubblicazione della Lettera Apostolica Misericordia et misera di Papa Francesco, a chiusura del Giubileo straordinario. Nella Lettera si legge: “concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto”, sottolineando che “l’aborto è un grave peccato”, ma che “non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito”. Dopo la decisione di Papa Francesco si sono riaccese forti le polemiche tra abortisti e antiabortisti, dentro e fuori la Chiesa Cattolica, ed in tanti hanno ripreso a polemizzare sul diritto, o meno, delle donne di abortire. C’è ad esempio chi accusa il Papa persino di “perdono facile” e che la Chiesa così autorizza la persecuzione dei medici obiettori. Dibattuto da decenni, tanto da un punto di vista etico quanto giuridico, il tema dell’aborto o interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è previsto e regolamentato in Italia dalla legge n. 194 del 22 maggio 1978. Per analizzare meglio la questione la piattaforma di dibattito pubblico Pro\Versi (www.proversi.it) ha pubblicato oggi un testo di approfondimento sull’aborto, dove sono poste a confronto le opinioni favorevoli e contrarie a un tema tornato in primo piano in questi giorni proprio grazie alla decisione di Papa Francesco. Tre i punti controversi sui quali si concentra la discussione Pro\Versi:

  • un primo punto riguarda l’aspetto etico e morale del tema: se nei primi 90 giorni di vita (termine entro il quale la legge italiana permette l’aborto) il feto vada considerato o meno persona umana, e dunque se l’aborto rappresenti o meno un omicidio.
  • Un secondo punto di dibattito riguarda la questione giuridica: se vada considerata di primaria importanza la salute della donna e il rispetto del suo libero arbitrio o, piuttosto, la salvaguardia dell’embrione, futura vita che deve nascere.
  • Il terzo punto oggetto dell’approfondimento riguarda il diritto o meno dei medici e degli operatori medico-sanitari di scegliere l‘obiezione di coscienza e le cause che portano al fenomeno dell’aborto clandestino.
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