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Groenlandia, traguardo storico

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Dopo mesi di tensioni e minacce con Danimarca ed Unione europea, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver ottenuto il controllo permanente sulla sicurezza e su ogni altra esigenza della Groenlandia.

Di Francesca Fontana

Per Donald Trump si tratta di un traguardo storico. Dopo mesi di tensioni e minacce con Danimarca ed Unione europea, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver ottenuto il controllo permanente sulla sicurezza e su ogni altra esigenza della Groenlandia. Il tycoon assicura che l’accordo non prevede costi per Washington e chiarisce che d’ora in poi nessun avversario potrà stabilire basi militari o fare investimenti ingenti nell’area, senza l’approvazione scritta degli Stati Uniti.

Non si conoscono ancora i dettagli, ma l’accordo verrà ratificato la prossima settimana a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. L’annuncio, però, contrasta con le reazioni distese di Danimarca e Groenlandia.

La premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro dell’isola Jens-Frederick Nielsen parlano di un’intesa vantaggiosa che rafforza la sicurezza comune e tutela la sovranità e il diritto all’autodeterminazione.

Anche la Nato ha accetto con favore il patto.

Insomma sembra proprio che non ci siano né vincitori né vinti. Ma forse, come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli. Quei particolari che non sono ancora stati resi noti.

Ciò che ha sempre detto Trump è che dietro la pressione della Casa Bianca non c’è solo uno scontro politico con l’Europa, ma una esigenza strategica per contrastare le eventuali mire territoriali di Russia e Cina. La Groenlandia, infatti, è decisiva per il controllo del varco navale del Giuk Gap, fondamentale per monitorare la flotta russa che si sposta nell’Atlantico, e per dare l’allerta tempestiva sui missili che sorvolerebbero il Polo Nord verso l’America. Qui gli Stati Uniti contano già sulla base di Pituffik.

Ma c’è di più. Le tanto decantate ricchezze del suolo della Groenlandia, che man mano che avanza lo scioglimento dei ghiacci, sarà possibile raggiungere. Trump, quindi, punta a inserire la Groenlandia nel suo sistema di difesa missilistica Golden Dome e a bloccare l’accesso di Pechino alle immense risorse del sottosuolo dell’isola. Terre rare, grafite, nichel, uranio e litio rappresentano giacimenti chiave per ridurre la dipendenza dal monopolio cinese. L’accelerazione americana arriva proprio alla vigilia del vertice del 24 settembre tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, dove i dossier caldi spazieranno dai dazi a Taiwan, dall’intelligenza artificiale fino ai minerali critici.

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