Cinquanta foto in mostra per promuovere l’Etna

Appuntamento a Bronte per il vernissage di premiazione del concorso fotografico bandito dal Polo d’attrazione Taormina Etna

vriut_etnaTaormina, 31 luglio -Entra nella fase finale il concorso fotografico bandito dal Polo d’attrazione Taormina Etna per promuovere il territorio. Dopo le votazioni online e della giuria tecnica – che nella seconda metà di luglio hanno determinato le cinquanta foto finaliste fra le oltre centottanta inviate – è ora il momento del vernissage di premiazione. L’appuntamento è per oggi  nel Castello di Nelson a Bronte a partire dalle 18.30. Saranno presenti il presidente del Consorzio Taormina Etna Antonino Borzì, l’amministratore delegato Salvatore Spartà, il sindaco di Bronte Graziano Calanna e il fotogiornalista Chris Warde-Jones del New York Times e del Times, presidente della giuria tecnica.  La serata prevede appunto l’esposizione delle cinquanta foto selezionate e la premiazione dei primi tre autori scelti: per loro riconoscimenti in denaro nonché l’opportunità di trascorrere un pomeriggio con il fotogiornalista Chris Warde-Jones. Le foto selezionate raccontano paesaggi, monumenti, eventi e folklore, sempre sotto lo sguardo del Vulcano, descritto in tutte le sue stagioni e momenti. Il Polo d’attrazione Taormina Etna racchiude sei comuni dell’area e un patrimonio senza eguali di natura, cultura e tradizioni fra la stessa Bronte, Maletto, Randazzo, Linguaglossa, Trecastagni e Nicolosi. Per far conoscere e comunicare l’identità di un territorio sempre attivo, nella promozione del suo ricco calendario di eventi che comprende feste religiose, spettacoli, folklore, emozioni e suggestioni uniche, il Polo è molto attivo sui social network come ha testimoniato appunto la fase di votazioni del concorso fotografico sulla pagina Facebook “Taormina Etna”.

FederAnziani: boom animali domestici tra over 65, il 39% ne ha uno

Secondo l’Osservatorio Senior Italia gli over 65 spendono 1,4 MLD annui per i “pet”, che possono far risparmiare 4 MLD al SSN. Solo il 38% va in vacanza con i propri animali, spesso si rinuncia perché le strutture non sono attrezzate, ma comunque non li abbandonano mai

cane_passeggio_infophoto.630x360Roma, 31 luglio 2015 – Il 39% degli over 65 in Italia, ovvero 2,1 milioni di persone, possiede un animale domestico, ed è disposto a spendere quasi 800 euro all’anno, una parte importante della propria – spesso esigua – pensione per prendersi cura del proprio “pet”, una compagnia che il 93% degli anziani giudica importante. L’Osservatorio di FederAnziani Senior Italia ha passato al setaccio usi e abitudini dei senior rispetto al loro rapporto con gli animali domestici, attraverso un’indagine condotta su un campione di 5.790 over 65. Dall’indagine emerge come il 39% dei senior intervistati possegga un animale domestico, e per esso spenda 786 euro ogni anno, di cui circa 125 per le spese veterinarie, circa 425 per il cibo e circa 236 per l’igiene del proprio animale domestico, spese che risultano più elevate al Nord rispetto alle altre macroregioni italiane. A livello nazionale, complessivamente, sono 2,1 milioni i senior proprietari di un animale domestico, per un valore economico di circa 1,4 miliardi annui. Alla domanda su quanto sia importante la compagnia fornita dall’animale domestico la somma delle risposte “molto” e “abbastanza” arriva al valore elevatissimo del 93%. Quasi nove su dieci di coloro che dichiarano di possedere un animale domestico hanno un cane (54%) o un gatto (33%). A poco meno della metà del campione analizzato (47%) l’animale domestico è stato regalato, un quarto lo ha trovato, e solo uno su dieci lo ha acquistato in un negozio di animali. Uno su due del campione dichiara di occuparsi in prima persona del proprio animale domestico. Dai dati dello studio risulta che i possessori di cani sono molto attenti alle necessità del loro amico a quattro zampe, infatti l’82% del campione porta il suo “fido” a passeggio ogni giorno. I senior mostrano un buon livello di conoscenza della Pet Therapy (78%) e il 97% degli intervistati la ritiene molto o abbastanza importante nel dare sollievo dalla malattia o beneficio allo stato d’animo delle persone. L’85% del campione dichiara di portare regolarmente il proprio animale domestico dal veterinario. Dallo studio si rileva che mediamente i possessori di cani si recano più frequentemente dal veterinario di quanto non facciano i possessori di gatti. Il vaccino è ritenuto fondamentale, infatti più dell’87% del campione vaccina il proprio animale. La deplorevole pratica dell’abbandono degli animali non appartiene agli anziani, per i quali l’amico a quattro zampe è un vero compagno di vita: il 38% del campione è solito portarli con sé in vacanza; la metà del campione li lascia nelle abitazioni di figli, parenti o amici; il 12% li lascia in strutture/hotel appositi per Pet. Circa il 20% degli intervistati ha rinunciato ad una vacanza perché la struttura di destinazione non accettava animali domestici. “L’indagine evidenzia l’enorme importanza della compagnia degli animali domestici per gli over 65 – commenta Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia. – Un’importanza che è altrettanto elevata per l’SSN. Proprio FederAnziani, attraverso il suo centro studi, ha stimato che il possesso di un animale domestico, unito ad una corretta alimentazione, produrrebbe 4mld di euro di risparmi annuali per il SSN nella gestione delle malattie croniche (ipertensione, diabete, depressione). L’attività fisica legata al possesso di un animale, infatti, contribuisce alla prevenzione e al contrasto delle patologie metaboliche, mentre la sola presenza di un animale da compagnia contribuisce alla riduzione dell’ipertensione oltre a rappresentare, soprattutto per gli anziani soli, un efficace mezzo di contrasto della solitudine e della depressione che spesso si associa ad essa”.

 

Mostra MITO E NATURA. Dalla Grecia a Pompei

Le opere provengono dal Museo Archeologico di Atene, il Kunsthistoriches Museum di Vienna e il Louvre di Parigi

160-P74

Milano, 31 luglio 2015 – La mostra MITO E NATURA. Dalla Grecia a Pompei ideata in occasione di Expo 2015 e in programma a Palazzo Reale di Milano dal 31 luglio 2015 al 6 gennaio 2016 presenta, attraverso più di 200 opere d’arte greca, magnogreca e romana, un aspetto poco noto del mondo classico: la rappresentazione della natura nei suoi vari aspetti, l’azione dell’uomo sulla realtà naturale e sull’ambiente. Sono così proposte al pubblico le ricerche più avanzate di un affascinante aspetto, fin qui poco noto, delle nostre radici classiche. Le opere provengono da musei italiani e internazionali fra cui il Museo Archeologico di Atene, il Kunsthistoriches Museum di Vienna e il Louvre di Parigi. Il progetto espositivo è promosso dal Comune di Milano – Cultura, insieme all’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Salerno, il Museo Archeologico di Napoli e la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia ed è prodotto e organizzato da Palazzo Reale con la casa editrice Electa. La mostra, curata da Gemma Sena Chiesa e Angela Pontrandolfo fa parte di ExpoinCittà, il palinsesto di iniziative che accompagna la vita culturale di Milano durante il semestre dell’EXPO 2015, ed ha il patrocinio del Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’allestimento è a cura di Francesco Venezia. Questa mostra ha un forte legame con Expo e i suoi temi perché mette in luce l’influenza della natura sulla cultura occidentale e sulle sue origini. – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Nel semestre durante il quale il mondo a Milano punta a declinare un nuovo rapporto con l’ambiente è importante, infatti, sottolineare la relazione antica tra la storia della rappresentazione, il Pianeta che abitiamo e le sue risorse, indagando il rapporto sia dal punto di vista scientifico che da quello artistico. Palazzo Reale propone questo approfondimento con un taglio curatoriale prestigioso e con opere antiche e preziose che hanno il potere di affascinare ed emozionare, trasportandoci come per incanto alle radici più profonde della nostra civiltà”. Vasi dipinti, terrecotte votive, statue, affreschi e oggetti di lusso come argenterie e monili aurei sono ordinati cronologicamente (dal VIII sec. a.C. al II sec. d.C) e per temi in 6 sezioni nelle sale di Palazzo Reale, con un’attenzione maggiore sulla produzione artistica magno greca e in generale dell’Italia meridionale, a quella ellenistica e romana. Un focus particolare viene dedicato ai reperti archeologici di area vesuviana con una selezione di capolavori di pittura parietale pompeiana. Le prime raffigurazioni di età arcaica (nella sezione Lo spazio della natura) rappresentano una natura selvaggia: rocce, alberi, caverne ma soprattutto frequenti scene marine come nel caso del famoso naufragio, dipinto in maniera grandiosa e inquietante, del vaso della fine del VIII secolo a.C. dal Museo di Ischia decorato con una famosa scena di naufragio dipinta in maniera grandiosa e inquietante. Il mare e la sua fauna sono celebrati anche più tardi nelle celebri pitture funerarie di Paestum e continueranno ad apparire su grandi vasi a figure rosse della Magna Grecia di V e IV secolo a.C. Caratteristici i cosiddetti piatti da pesce provenienti dall’Apulia(odierna Puglia), con realistiche rappresentazioni di diverse specie, tutte ben riconoscibili e ancora oggi presenti nell’Adriatico. Ben presto nell’arco del tempo il rapporto dell’uomo con l’ambiente si sviluppa in senso simbolico (La natura come segno e metafora) come dimostra l’eccezionale lastra funeraria detta del Tuffatore dal Museo di Paestum. Emerge inoltre il valore metaforico di singole piante o animali (palma, alloro, ulivo) in specie nella ceramografia greca e magnogreca del V e IV secolo a.C. L’arte figurativa elabora le storie di Dioniso legate al vino, quelle di Demetra legate al grano e all’alternarsi delle stagione nonché di Trittolemo, l’essere divino che ha insegnato all’uomo a seminare. Tra le opere della sezione La natura coltivata dono degli dei, la statua di Trittolemo dal Museo di Santa Maria Capua Vetere e le lastre votive (pinakes) di Locri, splendidi esempi di bassorilievi in terracotta di V e IV secolo a.C. rappresentano magnifiche raffigurazioni delle divinità della vite e del grano. La mostra prosegue nella sezione Il giardino incantato raccontando come si diffonda il gusto per una rappresentazione decorativa di una natura esuberante che evoca giardini magici riferiti alla vita beata dopo la morte e alla rinascita in un mondo incantato. La natura è raffigurata in maniera più ornamentale che realistica e in composizioni di grande eleganza. I motivi naturalistici presenti sui vasi a figure rosse del IV secolo a.C. (eccezionali in mostra gliesemplari delle collezioni Intesa Sanpaolo e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) si tramandano fino ad epoca romana su vasi, dipinti, elementi architettonici e d’arredo, su argenterie e su rilievi marmorei come il notissimo Rilievo Grimani prestato dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, con pecora e i suoi cuccioli in un ricco ambiente naturale. In mostra sarà anche esposto il celebratissimo “Vaso blu” (I sec. d.C.) da Pompei ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un prezioso reperto lavorato nella stupefacente tecnica del vetro-cammeo, con scene di amorini vendemmianti in bianco su fondo blu. L’opera, ottenuta eccezionalmente per l’esposizione, ritornerà a Napoli dotata di una nuova vetrina antisismica e antisfondamento grazie al supporto di Fondazione Bracco.
Le opere della quinta sezione della mostra Il paesaggio documentano come con l’affinarsi delle conoscenze naturalistiche, il paesaggio dipinto faccia il suo ingresso nell’arte di età ellenistica. Sia nella corte macedone che ad Alessandria, la raffinata produzione artistica è caratterizzata da scene paesistiche come sfondo di cacce regali e da storie mitiche, nonché da rappresentazioni di paesaggi di campagne idilliache con alberi, rovine, pastori. Il gusto per il paesaggio giunge a Roma, dall’inizio del I secolo a.C., con importanti testimonianze nelle decorazioni delle abitazioni non solo dell’aristocrazia ma anche della ricca borghesia di età imperiale. Un esempio sono le storie di Ulisse dei Musei Vaticani affreschi provenienti da una ricca domus romana con grandiose scene mitiche sullo sfondo di ampi paesaggi di rocce, piante, animali ed anche le pitture provenienti dalle case pompeiane con scene mitologiche ora al Museo Archeologico di Napoli. Il percorso espositivo prosegue con uno sguardo all’influenza che i modelli delle lussuose ville marittime edificate lungo le coste laziale e campana dall’aristocrazia ebbero sulle grandiose dimore lacustri costruite nel corso delle romanizzazione nell’Italia del Nord. (Il mediterraneo ai piedi delle Alpi). I ricchi ceti municipali ricostruirono sulle rive dei laghi prealpini il modello delle coste campane, ridisegnando anche l’ambiente naturale. Accanto sono radunati spettacolari esemplari di pittura illusionistica di giardini (Il verde reale e il verde dipinto) che specialmente nel I secolo d.C. decoravano le domus romane, per decorarle e per amplificarne gli spazi. In mostra sono affiancati ad oggetti d’arredo, come piccole sculture e puteali che ornavano gli spazi verdi ed erano riprodotti nelle pitture. Molti anche gli affreschi notissimi o meno noti (molti restaurati per l’occasione) che, assieme ad alcune celebri pitture con scene di ville e paesaggi marini, documentano il tono lussuoso delle dimore campane. Tra questi, straordinariamente ben conservati, sono gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro da Pompei. Un genere che nasce nel mondo ellenistico-romano e avrà molta fortuna nella pittura moderna è quello della “natura morta”. Dalle città vesuviane ci sono giunti affreschi di grande gusto coloristico che rappresentano frutti riprodotti insieme a vasellame e ad animali. Alcuni esemplari di semi, di frutti e di pani da Ercolano e Pompei ci riportano alla realtà alimentare di età romana con un sorprendente gioco di specchi fra la natura dipinta ed i suoi modelli reali. A questa sezione che orienta lo sguardo sulla natura morta, è stata aggiunta una “settima stanza”, nella quale la natura morta contemporanea ritrova profondità temporale nel rapporto con l’antico. Inizialmente non prevista nel progetto dell’allestimento, la stanza ospita tre quadri di Filippo de Pisis, tre nature morte. Come scrive in catalogo Francesco Venezia: “L’allestimento della settima stanza è stato concepito, nelle tre dimensioni della sala, quasi come finzione di un quadro ingigantito dell’Artista: piani cromatici sovrapposti, quel certo non so che di disequilibrato, di obliquo – i tre quadri veri entrando nel gioco compositivo della finzione…” “Non ho mai trovato – aggiunge Francesco Venezia – esplicito riferimento per l’opera di de Pisis alle nature morte di Pompei. Eppure queste, ne sono certo, si sono misteriosamente rinnovate nella memoria –e nelle tele- di questo grande pittore contemporaneo.” In occasione della mostra, Orticola di Lombardia, associazione botanica senza scopo di lucro, grazie a Hermès e in collaborazione con Io donna, il settimanale del Corriere della Sera, allestisce un giardino, a cura degli architetti Marco Bay e Filippo Pizzoni, che si ispira e rievoca il viridario delle case romane e in cui trovano dimora piante in uso duemila anni fa. Il giardino è ospitato nello spazio all’aperto retrostante Palazzo Reale, è quindi la prima volta che un percorso verde entra in una mostra a Palazzo Reale. Il catalogo della mostra edito da Electa è introdotto dai testi delle curatrici e ripercorre il percorso espositivo con oltre 200 illustrazioni delle opere e con saggi d’approfondimento di autori internazionali: Alain Schnapp, Nikolaus Dietrich, François Lissarrague, Eliana Mugione, Cornelia Isler-Kerényi, Giampiera Arrigoni, Claude Pouzadoux, Nikolina Kei, Federica Giacobello, Elisabetta Gagetti, Mauro Menichetti, Agnés Rouveret, Valeria Sampaolo, Fabrizio Slavazzi, Maria Grazia Facchinetti, Elena Calandra, Francesca Ghedini, Fabrizio Pesando.

Edilizia scolastica: dall’Ance il progetto di una scuola mediterranea: ecosostenibile e monitorata dalle tecnologie 24 ore su 24

Biancofiore (Presidente del Gruppo Pmi Internazionale dell’Ance e di Ance Foggia):  le strutture educative devono diventare il centro pulsante delle politiche urbane. La formazione sarà il pilastro di smart city ed eco quartieri  per il rilancio delle  città e dei territori

Planivolumetrico__finale_7Foggia, 31 luglio- Una Scuola Mediterranea. Un nuovo modello di istituto comprensivo, vale a dire che riunisce nella stessa organizzazione scuole dell’infanzia, primarie (ex elementari) e secondarie (ex medie) di primo grado, adattabile e ripetibile a tutti i territori caratterizzati dal clima mediterraneo. Il progetto nasce da un’esigenza concreta: molti Comuni hanno l’esigenza di dotare il territorio di edifici scolastici, nuovi, sicuri, tecnologicamente avanzati e con apparecchiature da laboratorio all’avanguardia, al fine di assicurare percorsi formativi in grado di preparare gli studenti di oggi a diventare eccellenti lavoratori e imprenditori di domani. “Il progetto di una Scuola Intelligente – dichiara Gerardo Biancofiore, Presidente del Gruppo Pmi Internazionale dell’Ance e di Ance Foggia – è stato concepito insieme al nostro Gruppo Giovani, con la collaborazione del Miur e di alcune associazioni a sostegno delle diversità. E’ una scuola da costruire ‘a chilometro zero’, con materiali del territorio. E’ conforme ai principi della progettazione bioclimatica, che protegge dall’eccessiva calura tipica dei paesi mediterranei, utilizzando il meno possibile impianti energivori. E’ una struttura armoniosa, in cui un sapiente gioco di luci, colori e vegetazione locale accomuna in uno stile tipicamente italiano ambienti interni ed esterni. Nell’istituto è previsto un riciclo totale dei rifiuti. Le strutture educative devono essere il centro pulsante delle politiche urbane (smart city ed eco quartieri ) per il rilancio delle  città e dei territori”.

Scheda tecnica: “La Scuola Mediterranea”

Il progetto riserva particolare cura alla scelta di materiali locali, naturali, sostenibili, con spiccate caratteristiche prestazionali.Nella definizione delle forme architettoniche e nei rapporti tra pareti opache e finestrate, sono stati applicati i dettami della progettazione bioclimatica, in modo da difendere la costruzione dal forte irraggiamento solare e dalla calura estiva che caratterizza il nostro clima mediterraneo, con il minor impiego possibile di impianti energivori. L’equilibrio nella definizione di spazi esterni e aule, e l’utilizzo di arredi innovativi conferiscono al progetto armonia e flessibilità. Uno studio artistico delle luci valorizza al massimo grado forme e colori. Le dotazioni impiantistiche sono in grado di minimizzare i consumi di energia con uno sfruttamento spinto degli apporti provenienti dalle energie rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, trigenerazione e termodinamico). E’ prevista l’applicazione dei più moderni ritrovati tecnologici in tema di comfort ambientale. Il controllo centrale di tutti i sistemi, grazie all’uso di tecnologie di Building Automation, consente un presidio continuo ed efficiente di tutte le strutture e interventi di manutenzione puntuali grazie ad un monitoraggio h24. Gli impianti in dotazione alla struttura saranno essi stessi formativi per gli studenti, che potranno scoprire e toccare dal vivo il contributo dato dalle energie rinnovabili alla limitazione dei consumi energetici viaggiando in un percorso conoscitivo della “farm energetica” in dotazione al complesso. Anche in tema di rifiuti la struttura è dotata di un’organizzazione rivolta al riciclo totale dei materiali “pregiati” (vetro, plastica, alluminio, carta, ecc), oltre al recupero dell’umido con forme istruttive di produzione di fertilizzante per i terreni e di biogas per una piccola centrale dimostrativa. Laboratori specializzati avvicineranno gli studenti all’agricoltura e alle scienze dell’alimentazione, materie in cui l’Italia eccelle nel mondo. All’interno degli istituti scolastici, la tecnologia può essere sfruttata sia per “digitalizzare” i percorsi didattici, sia per raggiungere l’obiettivo della dematerializzazione della scuola grazie allo sfruttamento in combinata di tablet e storage cloud, consacrando il passaggio dalla carta al digitale. La sostenibilità finanziaria dell’operazione è assicurata da un  mix di risorse comunitarie, contributi statali e interventi di privati tramite Project Financing. La Scuola Mediterranea si basa su un modello di scuola sempre aperta, No Limits, al fine di diventare luogo di aggregazione dell’intera comunità anche dopo l’ordinario utilizzo didattico.

Pubblicato il rapporto di monitoraggio delle misure a favore delle PMI

Il Rapporto è stato predisposto dalla Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI.

ministero-sviluppo-economico_6Roma, 31 luglio 2015 – E’ stata pubblicata oggi sul sito del ministero dello Sviluppo economico la sesta edizione del Rapporto di monitoraggio delle iniziative e misure a favore delle Micro PMI adottate in attuazione dello Small Business Act (SBA). Il Rapporto, indicato dalla Commissione europea come esempio di “buona pratica”,  è stato predisposto dalla Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI. Il Rapporto fornisce uno sguardo di insieme sulle principali misure adottate nel corso del 2014 e su quelle approvate nel corso del primo semestre di quest’anno. Emerge, in particolare, il ruolo rilevante delle policy orientate al rilancio degli investimenti produttivi – soprattutto votati all’innovazione – quelle dirette alla modernizzazione della finanza d’azienda e quelle volte al rafforzamento della proiezione internazionale del tessuto produttivo. Sono presenti approfondimenti tematici sui Contratti di rete, sul Fondo di Garanzia per le PMI e sulla “Nuova Sabatini”: tre strumenti di politica industriale largamente utilizzati dalle imprese italiane. Uno specifico focus è dedicato all’ecosistema delle startup innovative, data l’importanza crescente assunta dall’innovazione e dalla nuova imprenditorialità come driver fondamentale per la crescita economica e occupazionale. Trova anche spazio l’illustrazione dei principali risultati dell’indagine condotta dal Ministero dello Sviluppo Economico su un campione rappresentativo di 1.000 MicroPMI, finalizzata ad evidenziare il grado di conoscenza delle imprese sulle principali misure di politica industriale, le loro condizioni di liquidità e di accesso al credito. Infine, negli Allegati sono riportate tutte le principali misure messe in campo dal Governo nel corso del periodo preso in esame, mettendo in luce per ciascuna la corrispondenza con uno o più dei 10 principi dello SBA e, a cura della Commissione Attività Produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, si propone, con la medesima articolazione per principi, una serie di best practiceadottate dalle Regioni italiane a sostegno delle MicroPMI.

 

 

UNICEF/Liberia: rischio esclusione per oltre 70.000 bambini

L’ UNICEF sta supportando una compagna per registrare tutti i bambini nati durante Ebola e non registrati alla nascita.

UNI18823631 Luglio 2015 – L’UNICEF sta supportando una campagna del Governo della Liberia per registrare più di 70.000 bambini che non erano stati registrati alla nascita durante la crisi Ebola, essendo così vulnerabili a marginalizzazione ed esclusione. Secondo i dati del Ministero della Salute, le registrazioni alla nascita nel 2014 e nel 2015 sono calate sensibilmente rispetto ai livelli pre-Ebola. Nel 2013, prima che il virus si diffondesse, erano state registrate 79.000 nascite. Nel 2014, quando molte strutture sanitarie sono state chiuse o hanno rallentato le proprie attività a causa dell’Ebola, il numero di registrazioni è diminuito a 48.000 – un decremento del 39% rispetto all’anno precedente. Tra gennaio e maggio 2015 sono stati registrati alla nascita solo 700 bambini.“I bambini che non sono stati registrati alla nascita ufficialmente non esistono,” ha dichiarato Sheldon Yett, Rappresentante UNICEF in Liberia. “Senza la cittadinanza, i bambini in Liberia, che hanno già subìto terribili sofferenze a causa dell’Ebola, rischiano di rimanere ai margini della società perché potrebbero non avere accesso ai servizi sanitari e sociali, non ottenere documenti di identità e saranno così esposti al pericolo di essere vittime di traffico o di adozioni illegali.” L’UNICEF sta supportando il potenziamento dei sistemi di registrazione e darà il proprio contributo attraverso corsi di formazione, sostegno logistico e attività di sensibilizzazione prima di una campagna nazionale pianificata entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di raggiungere tutti i bambini non registrati nel 2014 e nel 2015.“I bambini sono il futuro della Liberia. Non possiamo mettere a repentaglio il loro futuro perché non sono registrati alla nascita,” ha dichiarato Hon. Bernice Dahn, Ministro della Salute in Liberia. “Abbiamo ampliato i nostri sforzi per superare il numero di registrazioni alla nascita non effettuate da prima dell’epidemia di Ebola e siamo lavorando con l’UNICEF e i suoi partner per pianificare una campagna di registrazioni alla nascita in tutta la nazione nei prossimi mesi.”Nella vicina Sierra Leone, dove l’emergenza Ebola ha indebolito allo stesso modo i sistemi sanitari già fragili del paese, circa 250.000 bambini sono stati registrati nel corso di una recente campagna di 5 giorni per la registrazione delle nascite e di vaccinazioni contro la polio.“Nessun bambino dovrebbe subire questo trattamento, o non avere protezione da uno stato o altri enti, e non avere la possibilità di accedere ai servizi di base cui ogni bambino ha diritto, solo perché la sua identità non è stata registrata”; ha continuato Yett, “Noi non possiamo e non dobbiamo lasciare che questo accada”. Prima dell’epidemia di Ebola, l’UNICEF ha contribuito a incrementare i tassi di registrazione delle nascite in Liberia, dal 4% – allora il secondo tasso più basso al mondo – al 25% nel 2013.

Ad Eilat la 29° edizione del Festival del Jazz

Musica, cultura, divertimento e tanto sole nello splendido Mar Rosso israeliano

ImageProxyTel Aviv 31 luglio- Il popolare Festival Internazionale del Jazz sul Mar Rosso, che si svolge a fine agosto nella città turistica israeliana di Eilat, nel Sud di Israele, è giunto alla sua 29 °edizione. Questo Festival attira decine di migliaia di appassionati di jazz che, da Israele e da tutto il mondo, vengono a godere della grande musica in un’atmosfera rilassante e in una delle località turistiche più popolari di Israele. Il festival, sotto la direzione del musicista e direttore musicale di fama internazionale Eli Degibri, vedrà prendere parte alla rassegna musicisti jazz di fama mondiale e anche giovani artisti locali. Il programma per l’edizione del 2015 del Jazz Festival sul Mar Rosso prevede: il Ron Carter Quartet, il Collettivo Touré-Raichel, il Trio Jack DeJohnette con Ravi Coltrane e Matt Garrison, la performance special di Berry Sakharof, il sassofonista virtuoso Joe Lovano, Daniel Zamir con ospite speciale Eviatar Banai, il cantante francese Cyrille Aimée, il trio Mori Barak featuring Anat Cohen, Kendrik Scott Oracle, il trio Omer Klein Trio, Brass-A-Holics, Ilan Salem Sextet, l’originale Band messicana Sonex, il quintetto Ofer Landsberg, e il trio Leyla McCalla. Il Festival Jazz sul Mar Rosso si tiene dal 1987, sempre alla fine del periodo estivo a Eilat, città turistica situata nel Sud di Israele. L’edizione invernale di questo festival è stata lanciata nel gennaio 2011. Ogni estate il Porto di Eilat si trasforma in un magnifico locale di musica con tre sale all’aperto sotto il cielo del deserto. In inverno questo evento internazionale si svolge invece al chiuso in vari luoghi della città. Il Jazz Festival è un festival pubblico patrocinato dal Comune di Eilat, dal Ministero della Cultura e dello Sport di Israele, dal Ministero del Turismo, dall’associazione degli Hotel di Eilat e altri.

“Seeing Through” Negativi e lastre fotografiche raccontano la storia dei pionieri di Israele

All’Erez Museum di Tel Aviv fino al 15 Ottobre

jpegTel Aviv 31 luglio- Un’affascinante collezione di fotografie che risalgono al periodo del protettorato britannico, proveniente dagli archivi fotografici del KKL (Keren Kayemeth LeIsrael-Fondo Nazionale Ebraico) e comprendente una selezione di rari negativi su vetro, è in mostra al Museo Eretz. Le numerose opere fotografiche della Terra di Israele, realizzate dai pionieri dal 1921 al 1960, sono infatti ora in esposizione. Tra queste sono presenti anche le opere di Schweig, Kluger, Ben Dov, Oron, Malavsky, Feigin e molti altri. Inoltre alcuni di questi frammenti sono ammirabili in scatole luminose che ripristinano lo splendore qualitativo e antico delle fotografie. Gli Archivi del KKL ospitano anche i negativi dei vetri rotti conservati in una speciale scatola. Oded Balilty, curatore della mostra, e Pnina Livni, direttrice dell’Archivio KKL, hanno lavorato insieme alla localizzazione, ricostruzione e screening, a volte anche di decine di piccoli pezzi rotti, al fine di mettere insieme un puzzle creando così un’opera d’arte. Le fotografie perdute, che sembra non siano mai state mostrate, sono visibili presso il Museo per la prima volta. La storia di Israele viene raccontata dagli Archivi KKL, dai giorni precedenti alla nascita ufficiale dello Stato di Israele fino ad oggi, generando una sequenza temporale di oltre 100 anni di storia. Le fotografie mostrano una vasta gamma di tematiche che permettono la comprensione delle questioni cruciali che riguardavano la società nel corso delle generazioni. Il metodo di fotografare su lastre di vetro, inventato alla fine del 19° secolo, è stato utilizzato all’interno del mondo della fotografia fino alla metà del 20° secolo. Questa tecnica veniva particolarmente utilizzata dai fotografi pionieri nella Terra di Israele. I fotografi documentavano i ritratti degli Halutzim (pionieri) nella loro vita quotidiana, la creazione di nuovi insediamenti, eventi speciali, paesaggi e altro ancora. All’interno dell’Archivio KKL sono state conservate circa tremila lastre di vetro che sono servite come negativi per le fotografie diffuse in tutto il mondo, foriere degli eventi cruciali avvenuti nella Terra di Israele. A quel tempo, quando l’incontro tra le persone e la macchina fotografica era un evento raro, i fotografi e le loro macchine fotografiche godevano di un posizione d’onore. Si resero conto che, immortalando la storia, diventavano protagonisti, mentre coloro che erano scelti come soggetti erano orgogliosi di svolgere un ruolo in questi importanti momenti storici. Nella maggior parte dei lavori sembra che volessero “congelare” momenti unici che non sarebbero mai più tornati.

Malpensa. Pisapia: “Ricerca su accessibilità dimostra forza dello scalo”

Pisapia: “I dati comunicati dimostrano il grande lavoro che Sea ha portato avanti in questi anni.”

839018-3247663Milano, 31 luglio 2015 – “I dati comunicati oggi sull’accessibilità dell’aeroporto di Malpensa dimostrano il grande lavoro che Sea ha portato avanti in questi anni. Lo scalo ha saputo rafforzare il proprio ruolo in Europa, pur non essendo un Hub. E di questo ringrazio il Presidente Modiano, il CdA e tutti i lavoratori”. Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. “L’attrattività del territorio, le scelte strategiche della Società, la riqualificazione dello scalo che oggi offre servizi all’avanguardia per compagnie aeree e passeggeri, sono elementi che hanno contribuito a riportare Malpensa ad alti livelli nel panorama europeo e internazionale. Il tasso di crescita che ci vede secondi dietro solo a Istanbul è sicuramente un grande stimolo per continuare a fare sempre meglio. Milano ha sempre creduto nel ruolo di Malpensa e, come ha detto anche il Presidente Modiano, oggi l’aeroporto può camminare sulle proprie gambe e giocare in attacco. Non era scontato, ma anche in questo caso, il gioco di squadra ha funzionato”, ha concluso il Sindaco Pisapia.

Area C. Provvedimento sospeso dal 10 al 14 agosto

Resta attivo solo il divieto di transito per i veicoli di lunghezza superiore a 7,50 metri.

 

183705544-6829528d-7105-4ced-870c-1ad4a1f95710Milano, 31 luglio 2015 – Dal 10 al 14 agosto sarà sospesa Area C: le auto potranno quindi accedere liberamente alla Ztl Cerchia dei Bastioni in tutte le ore della giornata. Resta attivo solo il divieto di transito per i veicoli di lunghezza superiore a 7,50 metri. La sospensione del provvedimento è motivata, come negli anni passati, dalla forte riduzione del traffico nel periodo centrale del mese di agosto. Da quando è attivo il provvedimento Area C, infatti, in questo periodo si registrano valori di traffico molto inferiori rispetto al traffico medio annuale in accesso in Ztl (93.342 nel 2014), con riduzioni variabili tra il 50% ed il 55% (tra i 46.000 e i 51.000 nel 2014).

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
redazione@thedailycases.com