“Seeing Through” Negativi e lastre fotografiche raccontano la storia dei pionieri di Israele

By 31 luglio 2015Mondo

All’Erez Museum di fino al 15 Ottobre


jpegTel Aviv 31 luglio- Un’affascinante collezione di fotografie che risalgono al periodo del protettorato britannico, proveniente dagli archivi fotografici del (Keren Kayemeth LeIsrael-Fondo Nazionale Ebraico) e comprendente una selezione di rari negativi su vetro, è in mostra al . Le numerose opere fotografiche della Terra di , realizzate dai pionieri dal 1921 al 1960, sono infatti ora in esposizione. Tra queste sono presenti anche le opere di Schweig, Kluger, Ben Dov, Oron, Malavsky, Feigin e molti altri. Inoltre alcuni di questi frammenti sono ammirabili in scatole luminose che ripristinano lo splendore qualitativo e antico delle fotografie. Gli Archivi del KKL ospitano anche i negativi dei vetri rotti conservati in una speciale scatola. , curatore della mostra, e , direttrice dell’Archivio KKL, hanno lavorato insieme alla localizzazione, ricostruzione e screening, a volte anche di decine di piccoli pezzi rotti, al fine di mettere insieme un puzzle creando così un’opera d’arte. Le fotografie perdute, che sembra non siano mai state mostrate, sono visibili presso il Museo per la prima volta. La storia di Israele viene raccontata dagli Archivi KKL, dai giorni precedenti alla nascita ufficiale dello Stato di Israele fino ad oggi, generando una sequenza temporale di oltre 100 anni di storia. Le fotografie mostrano una vasta gamma di tematiche che permettono la comprensione delle questioni cruciali che riguardavano la società nel corso delle generazioni. Il metodo di fotografare su lastre di vetro, inventato alla fine del 19° secolo, è stato utilizzato all’interno del mondo della fotografia fino alla metà del 20° secolo. Questa tecnica veniva particolarmente utilizzata dai fotografi pionieri nella Terra di Israele. I fotografi documentavano i ritratti degli Halutzim (pionieri) nella loro vita quotidiana, la creazione di nuovi insediamenti, eventi speciali, paesaggi e altro ancora. All’interno dell’Archivio KKL sono state conservate circa tremila lastre di vetro che sono servite come negativi per le fotografie diffuse in tutto il mondo, foriere degli eventi cruciali avvenuti nella Terra di Israele. A quel tempo, quando l’incontro tra le persone e la macchina fotografica era un evento raro, i fotografi e le loro macchine fotografiche godevano di un posizione d’onore. Si resero conto che, immortalando la storia, diventavano protagonisti, mentre coloro che erano scelti come soggetti erano orgogliosi di svolgere un ruolo in questi importanti momenti storici. Nella maggior parte dei lavori sembra che volessero “congelare” momenti unici che non sarebbero mai più tornati.

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