“LA CITTÀ’ DEL FUTURO”, FORUM INTERNAZIONALE A ROMA 11 E 12 MAGGIO

Road to green 2020 ha organizzato a Roma, per l’11 e 12 maggio prossimi, nell’Auditorium della Tecnica all’Eur, un forum internazionale

Il tema dello sviluppo sostenibile è, ormai da tempo, al centro di un ampio dibattito sulle diverse strade che possono essere percorse per armonizzare la situazione esistente con i progetti futuri di una città o di un territorio, tenendo ben presente l’imprescindibilità della salvaguardia dell’ambiente, a tutela di chi verrà dopo di noi. Un obiettivo che, seppure difficile ed ambizioso, è diventato un momento di confronto tra diverse ”filosofie”, tutte comunque portatrici di valori importanti che riguardano il rapporto tra uomo ed ambiente e, quindi, dell’esigenza di non intaccare il patrimonio naturale che abbiamo ricevuto in eredità e che, a sua volta, passerà alle generazioni future.

E’ per questo che Road to green 2020 ha organizzato a Roma, per l’11 e 12 maggio prossimi, nell’Auditorium della Tecnica all’Eur, un forum internazionale che ha come obiettivo principale quello di elaborare una piattaforma culturale, che, facendo tesoro delle  iniziative avviate e di quanto sino ad oggi è stato fatto, elabori appunto una “piattaforma culturale” che spinga verso l’innovazione e, quindi, salvaguardi interessi e diritti delle future generazioni.

Il profilo della manifestazione, che si avvarrà di competenze internazionali, con contributi frutto di esperienze di esperti di molti Paesi, è confermato dal Patrocinio del Ministero dell’Ambiente; della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; dell’Ambasciata della Slovacchia; dell’Associazione Interparlamentare di amicizia Italia- Azerbaigian; Associazione di amicizia e cooperazione Italia-Egitto; dell’Associazione di amicizia e cooperazione Italia-Emirati Arabi Uniti; di Unindustria.

L’ampiezza dei temi che faranno da filo conduttore del forum trova conferma nelle aree di esposizione previste e che saranno oggetto di dibattiti ed approfondimenti nei due giorni di lavori: Architettura e costruzioni; Energia; Mobilità; Sostenibilità; Healt; Fashion & Beauty.

www.lacittadelfuturo.com

Guardia Costiera: Operazione Surprise

Controlli sulla filiera della pesca in tutta la Sicilia orientale

 

La Direzione Marittima di Catania ha svolto, nelle giornate tra il 26 e il 28 aprile scorsi, un’attività di controllo sull’intera filiera ittica in tutta la Sicilia Orientale.

Gli oltre 100 militari, fra gli uomini e le donne della Guardia Costiera, hanno condotto un’attività di controllo combinato mare/terra, impiegando 20 mezzi terrestri e 25 unità navali, al fine di vigilare su tutte le fasi della filiera della pesca, dalla cattura al trasporto, dalla vendita ed alla somministrazione del pescato, portando a termine oltre 50 controlli, sanzionando con circa 25.000 Euro di pene pecuniarie i trasgressori e sequestrando circa 20.000 kg di prodotto ittico.

Tra le diverse attività condotte nell’ambito dell’operazione, ad Acireale è stata elevata una sanzione amministrativa a carico di un grande distributore di prodotti ittici, che deteneva all’interno delle celle frigo della propria azienda del prodotto ittico allo stato congelato senza tracciabilità, per un peso complessivo di circa 13.600 kg, in violazione  dell’articolo 10 comma 1 lettera z) del D.lvo 9 gennaio 2012 n. 4, punita con sanzione pecuniaria e sequestro amministrativo. Il prodotto ittico senza tracciabilità è stato sottoposto al controllo sanitario dal servizio veterinario dell’ASP distretto di Acireale, che ne hanno dichiarato la non commestibilità al consumo, pertanto è stato lasciato in custodia gratuita al trasgressore in attesa della distruzione. Nel territorio di Riposto è stato deferito all’Autorità giudiziaria il proprietario di una società di distribuzione di prodotti ittici a causa del cattivo stato di conservazione dei prodotti per un peso complessivo di circa 7000 kg, successivamente dichiarato non commestibile e sottoposto a sequestro.

A Catania, invece, il personale della Capitaneria ha proceduto al sequestro di oltre 300 kg di spigole provenienti dalla Grecia, totalmente sprovviste di tracciabilità, trasportate su un furgone isotermico.

I controlli hanno interessato anche le attività di ristorazione, nello specifico, i militari di S. Agata di Militello, hanno deferito, alla competente Autorità Giudiziaria, il titolare di un ristorante nel comune di Tusa (Me), per l’accertato “cattivo stato di conservazione” di circa 30 kg di prodotto ittico, sottoposto a sequestro penale per il successivo smaltimento presso struttura autorizzata. Infine, ad Augusta i militari dipendenti, durante dei controlli al mercato rionale, hanno proceduto al sequestro di 35 kg di pesce in quanto privo di documentazione e irrogato la relativa sanzione amministrativa.

I controlli posti in essere, si collocano nell’ambito dell’attività di contrasto alla pesca illegale e per verificare il rispetto della politica comune della pesca anche in merito all’osservanza delle norme inerenti le taglie minime del pescato, la tracciabilità/rintracciabilità e l’etichettatura del prodotto ittico in tutte le fasi della commercializzazione, a tutela delle risorse ittiche, dell’ambiente marino ed a garanzia della sicurezza alimentare del consumatore che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha assegnato al Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

 

FOCUS YOUNG ARAB CHOREOGRAPHERS Italy 2017

Venerdì 5 maggio 2017 – ore 11, conferenza stampa, MIBACT – Sala Rocca Piazza S. Croce in Gerusalemme 9/a – Roma

Un progetto nato con l’obiettivo di facilitare la mobilità, il dialogo interculturale e lo scambio di pratiche performative tra gli artisti arabi e le realtà del territorio italiano, realizzando momenti di incontro, sessioni di lavoro e serate di spettacolo: questo è FOCUS YOUNG ARAB CHOREOGRAPHERS che attraverserà quest’anno la nostra penisola tra maggio e ottobre, coinvolgendo ben 11 strutture da anni impegnate nel dare pensiero e visibilità alle molteplici pratiche e poetiche della danza contemporanea.
Selezionati all’interno della BIPOD/Beirut international platform of dance, in collaborazione con la Maqamat Dance Theatre di Beirut, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) e il Ministero degli Affari Esteri (MAE), sei giovani coreografi, tutti provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo (Egitto, Libano, Tunisia e Palestina), sperimenteranno i propri lavori di ricerca attraverso performance, masterclass ed incontri di approfondimento in un tour che spazierà da Torino a Matera, all’interno di spazi e contesti molto diversi tra di loro.
Una mappa e una disseminazione di eventi che nel loro insieme disegnano un concreto intervento di sostegno alla danza contemporanea araba e una straordinaria opportunità di conoscenza tanto per gli artisti quanto per i pubblici italiani.
All’incontro con la stampa, in programma venerdi 5 maggio alle ore 11 a Roma, nel quale si presenteranno i giovani artisti, i progetti specifici e il calendario completo delle iniziative, parteciperanno esponenti ministeriali ed i rappresentanti delle strutture coinvolte nella manifestazione.

Saranno presenti:
Donatella Ferrante – Dirigente Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo
Un rappresentante del Ministero degli Affari Esteri

e i direttori delle seguenti strutture e manifestazioni:
ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo Festival Corpografie – Pescara
Anghiari Dance Hub – Anghiari (AR)
Associazione Armunia Festival Inequilibrio – Castiglioncello (LI)
Associazione Basilicata 1799 Città delle 100 scale Festival – Potenza e Matera
Associazione Culturale Danza Urbana Festival Danza Urbana – Bologna
Associazione Culturale Mosaico Danza Festival Interplay – Torino
Associazione Culturale Il Triangolo Scaleno Festival Teatri di Vetro – Roma
C.L.A.P Spettacolo dal vivo La Strada Festival Internazionale – Brescia
Fondazione Fabbrica Europa Festival Fabbrica Europa – Firenze
Inteatro Festival / Marche Teatro – Polverigi e Ancona
LaMamaUmbria International – Spoleto (PG)

Riparte il Festival dell’agriturismo italiano: la biodiversità in tavola con gli Agrichef della Cia

Si apre il 4 maggio la terza edizione della manifestazione promossa dalla Confederazione con Turismo Verde. In primo piano la figura del cuoco agricolo per menù speciali che mettono insieme tradizione, saperi contadini e prodotti di stagione e di prossimità. Primo appuntamento a Cittareale (Rieti) nell’agriturismo Lu Ceppe.

 

Tornano gli Agrichef con l’avvio della terza edizione del Festival dell’Agriturismo Italiano promosso da Cia-Agricoltori Italiani e Turismo Verde. Dal Lazio alla Campania passando per Abruzzo ed Emilia Romagna, saranno tante le aziende agrituristiche associate che ospiteranno altrettanti cuochi agricoli provenienti da tutte le regioni per dare vita, assieme, a menù e degustazioni riservati agli appassionati della cucina secondo campagna.

Già pronto il programma di maggio con nuove esperienze culinarie che uniscono cultura e gastronomia di un territorio, per far conoscere agli ospiti sapori e odori che rendono tipica ogni cucina regionale.

Si parte giovedì 4 maggio con la contaminazione tra Lazio e Abruzzo: l’agriturismo Lu Ceppe di Cittareale (Rieti) ospiterà l’Agrichef dell’azienda Sapori di Bea di Abateggio (Pescara). Il Festival continua l’11 maggio con la tappa in Toscana, dove all’interno dell’agriturismo Le Spighe di Albinia (Grosseto) si potranno degustare le proposte gastronomiche dell’azienda emiliana La terra dei kaki di Montiano (Forlì-Cesena). Si prosegue il 18 maggio con un menù campano-laziale: all’agriturismo Collina di Roseto di Benevento si cenerà con i piatti dell’Agrichef della cooperativa agricola Cobragor di Roma. Ultima data di maggio giovedì 25 con l’agriturismo Fuori di Zucca di Aversa (Caserta) che ospiterà la cooperativa sociale Capodarco di Grottaferrata (Roma).

Chi è l’Agrichef? Intanto si tratta di una definizione che vanta già innumerevoli casi d’imitazione (ma il marchio originale depositato è della Cia). Quelli che hanno ottenuto il riconoscimento sono un centinaio finora. L’Agrichef è un cuoco/cuoca di comprovata abilità ed esperienza che esercita il suo mestiere all’interno della cucina dell’agriturismo. Può essere il titolare d’azienda, un elemento della famiglia ma anche un esterno che però si impegna a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali, o di prossimità, nel rispetto della stagionalità e utilizza nella realizzazione delle pietanze ingredienti legati alla tutela della biodiversità. Questo per favorire, attraverso il consumo di specifici prodotti, la costante coltivazione dei medesimi preservandoli dal rischio dell’estinzione. Un processo virtuoso, quindi, per l’agricoltura nel suo complesso, che rifugge la standardizzazione delle produzioni, mirando all’esaltazione delle differenze anche a discapito delle convenienze sulle rese “quali-quantitative”.

La Cia-Agricoltori Italiani, con oltre 900.000 iscritti, è una delle maggiori organizzazioni agricole professionali europee. Presente in circa 5.000 comuni, vanta una presenza capillare su tutto il territorio nazionale con sedi regionali, provinciali e zonali.

CAMPUS FIAMME GIALLE 2017: I RAGAZZI TRENTINI INCONTRANO IL CAMPIONE, FABRIZIO DONATO

Ventinove gli studenti dell’Istituto di Istruzione “Martino Martini” di Mezzolombardo (Trento) accompagnati da due loro docenti, che hanno partecipato ai quattro giorni del Campus Fiamme Gialle

 

Si concludono domani i quattro giorni del Campus Fiamme Gialle, al quale hanno partecipato, ospiti del Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castelporziano, ventinove studenti dell’Istituto di Istruzione “Martino Martini” di Mezzolombardo (Trento) accompagnati da due loro docenti.

Nella mattinata di oggi i ragazzi hanno assistito ad una lezione sui corretti stili di vita tenuta dal Capitano Medico Vittorio D’Addio, a seguire hanno potuto visitare il Foro Italico, mentre il momento clou del Campus è stato nel pomeriggio l’incontro con il campione dell’atletica leggera gialloverde, Fabrizio Donato. Gli studenti hanno potuto entusiasmarsi per le imprese del fuoriclasse attraverso un filmato a lui dedicato per poi interagire con lui con numerose domande sulla sua attività agonistica, sui suoi progetti futuri e sulla sua vita personale.

Le attività del Campus sono iniziate già il giorno dell’arrivo, dopo il saluto di benvenuto da parte del Comandante del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, per proseguire con lezioni e dimostrazioni di judo, karate e difesa personale con gli atleti e tecnici gialloverdi.

Ieri, dopo aver assistito alla proiezione di un filmato sulle Fiamme Gialle, gli studenti sono stati impegnati con attività di atletica leggera mentre nel pomeriggio hanno potuto ammirare le bellezze della città di Roma.

Altre emozioni ancora domani quando per i partecipanti del Campus é prevista la visita di Ostia Antica e dei suoi scavi archeologici, nella speranza che possano rientrare a casa con molti ricordi ed emozioni da raccontare e con la consapevolezza di quanto grande possa essere il ruolo dello sport e dei suoi valori nella loro crescita personale.

ITALIA, FRANCIA E GERMANIA SUL PODIO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA

LO  RIVELA AVVENIA, IL PLAYER ITALIANO LEADER DELLA WHITE ECONOMY

L’Italia guadagna per il 2017 la palma di Paese più avanzato nel campo dell’efficienza energetica. È quanto risulta dal ranking elaborato da Avvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player italiani nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, che vede l’Italia davanti alle più grandi economie del mondo sul fronte dell’efficienza energetica.

Secondo gli analisti di Avvenia nel nuovo scacchiere geopolitico dell’energia, l’Europa gioca a capotavola, con l’Italia che conquista il primo posto con 92 punti su 100, seguita da Francia al secondo posto con 89 punti, Germania al terzo posto con 86 punti, Regno Unito al quarto posto 83 punti e Giappone al quinto posto con 78 punti.

Per l’Italia, le proiezioni per il 2017 di Avvenia mettono in evidenza una riduzione delle emissioni del 24% rispetto a 7 anni fa. Secondo Avvenia, nel Belpaese sono state implementate misure tra le più efficaci al mondo per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Guardando ad Oriente, invece, la migliore performance secondo il Ranking 2017 di Avvenia è quella del Giappone (78 punti), uno dei Paesi più energivori al mondo, che ha puntato ad un target di riduzione dei consumi energetici del 10% entro il 2030. Come in Germania, anche in Giappone la politica energetica tende a ridimensionare le quote atomiche a favore dell’eolico e del solare.

Seguono poi il Canada (71 punti), l’Australia (65 punti), gli Stati Uniti (54 punti), la Russia (48 punti), la Cina (33 punti), l’India (30 punti) ed il Brasile (28 punti).

PALCO OFF Milano. PAROLE MUTE, una testimonianza sull’Alzheimer

5, 6, 7 maggio 2017 Parole mute è l’ultimo spettacolo della rassegna PALCO OFF: un’occasione per incontrare la Sicilia negli spettacoli, negli incontri e nelle degustazioni di cibi e vini. Di e con Francesca Vitale, al pianoforte Luigi Palombi, voci fuori campo Paolo Bonacelli e Ottavia Piccolo, regia Lamberto Puggelli, ripresa da Manuel Renga, produzione La Memoria del Teatro

 

Parole mute è una testimonianza sull’Alzheimer di Francesca Vitale, autrice e protagonista di questo testo, intimo e profondo. Lo spettacolo nasce da una dolorosa esperienza personale: il padre dell’autrice è scomparso e i suoi ultimi anni di vita sono stati segnati dall’Alzheimer. La costruzione dello spettacolo, un atto unico composto da 17 quadri scanditi da contributi musicali, è una suggestiva commistione fra testo, immagini, voci fuori campo e musica, che in forma di dialogo con l’assente, ripercorrono le tappe di un rapporto mai chiuso. Lamberto Puggelli ha curato la messa in scena; le voci fuori campo sono di Paolo Bonacelli e Ottavia Piccolo.

 

DALLE NOTE DELL’AUTRICE

Parole Mute è una storia vera, la storia mia e di mio padre. Vi racconto l’esperienza e i problemi di una figlia, le sensazioni, i ricordi, le sofferenze e le emozioni. Vi racconto lo sconvolgimento che si prova nel trovarsi faccia a faccia con questa brutalità che è la malattia d’Alzheimer; la pena e lo sconforto che nascono quando sai che un tuo caro è stato aggredito da qualcosa di mostruoso e sconosciuto; vi racconto anche le sensazioni buone, alte, importanti che la sofferenza, talvolta, può dare.

La mia vuole essere una testimonianza, attraverso la mia storia, di quanto si possa imparare da questa esperienza dolorosa, attraverso la comprensione di tutti quei meccanismi di comunicazione extraverbale che questi malati posseggono e che consentono loro di rompere le barriere culturali che noi “sani” abbiamo e che spesso ci impediscono di essere fino in fondo quello che siamo.

Ma vuole essere anche uno strumento di stimolo e informazione per quanti ne vogliano sapere di più su questa patologia: associazioni, famiglie dei malati, operatori, spero che tutti possano sentirsi coinvolti e protagonisti di questa operazione nata dall’amore di una figlia per il suo genitore …

DALLA MOTIVAZIONE DEL PREMIO ENRIQUEZ

“Una malattia tra le più crudeli è l’Alzheimer. Le persone che ne sono colpite vivono un lungo addio alla vita. E in questo viaggio senza speranza sono accompagnate, quasi sempre, soltanto dai loro cari.
Come ultimo atto d’amore verso un grande padre, una figlia, ora avvocato, ma che è stata attrice, ha avuto il coraggio civile di raccontare, in prima persona, in una rappresentazione scenica, una dolorosa storia. Una coinvolgente e toccante testimonianza. Per farci riflettere” .

 

 

 

 

 

 

PER INFORMAZIONI

www.palcooff.it    www.teatrolibero.it

 

Cavallaro ( Cisal): il Lavoro, da principio teorico a diritto concreto

Messaggio del Segretario Generale CISAL per il Primo Maggio: ‘nel nostro ordinamento mancano le disposizioni, previste dalla Costituzione, destinate a fare del Lavoro un diritto effettivo. Necessario e urgente invertire la rotta’.

 

“Ho sempre riflettuto – anche per il ruolo che mi è assegnato – sull’effettivo significato dell’articolo 1 della Costituzione, che pone il Lavoro a fondamento della democrazia repubblicana, da leggere in combinato disposto con il successivo articolo 4, secondo cui “la Repubblica riconosce a tutti cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.  Sfido chiunque a trovare nel nostro ordinamento strumenti che abbiano effettivamente inciso sulle condizioni che dovrebbero rendere il Lavoro un diritto effettivo. Esistono semmai meri enunciati normativi che difficilmente hanno inciso su quelle condizioni, se non addirittura per peggiorarle.

Per comprendere le ragioni della formulazione ambigua adottata nella Carta Costituzionale, bisogna guardare alla battaglia che in Assemblea Costituente si accese attorno al nostro modello di Repubblica, in esito della quale si produsse una formulazione tuttora interpretabile secondo due opinioni: quella di coloro per i quali l’articolo 1 assegna alla categoria del lavoro la funzione di “idea forza”, intendendola cioè come concetto fondamentale che sta alla base di tutta l’architettura costituzionale e l’altra – di segno esattamente contrario – per cui una tale disposizione avrebbe un valore puramente retorico, anche perché una posizione di privilegio per i lavoratori, rispetto a ogni altro cittadino, apparirebbe in contrasto con l’altro principio fondamentale, di eguaglianza, enunciato nel successivo articolo 3.

A quasi settant’anni di distanza dalla scrittura dei principi contenuti nei richiamati articoli, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la seconda opinione ha – purtroppo – avuto prevalenza sulla prima.A ciò dobbiamo aggiungere la posizione servente in cui il legislatore ha relegato il lavoro rispetto agli altri due fattori della produzione – la terra e il capitale – nelle politiche di sviluppo e unagiurisprudenza costituzionale che tenta costantemente di screditare ogni argomentazione fondata sul principio lavorista, nonostante la Costituzione abbia dedicato l’intero suo terzo Titolo, afferente i rapporti economici (artt. dal 35 al 47) proprio al lavoro quale fattore primario sul quale sarebbe stata fondata la Repubblica democratica nella quale ci troviamo a vivere.

La situazione economica e finanziaria in cui oggi ci troviamo – anche per effetto della cessione di quote della nostra sovranità alla Commissione Europea – non consente più di utilizzare il lavoro come motore del sistema; né possiamo ritenere concretamente invocabile quanto prescrive l’articolo 46 della Costituzione secondo cui “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende “, visto che anche queste ultime stanno risentendo di una crisi che difficilmente può orientarle verso un sistema economico di tipo “partecipativo” come quello realizzato – ad esempio – in Giappone.

Per ottenere un simile risultato occorrerebbe infatti riconoscere effettivo valore precettivo all’articolo 39 della stessa Costituzione secondo cui “l’organizzazione sindacale è libera”, poiché – per esser tale – ogni sindacato dotato di un minimo di rappresentatività dovrebbe esser legittimato a stipulare contratti collettivi con efficacia “erga omnes”, mentre sappiamo che così non è, visto che proprio l’articolo 39 (ancora in attesa di piena ed effettiva attuazione) e la libertà di organizzazione sindacale – ribadita dagli articoli 12 e 28 della Carta di Lisbona – sono ancora in attesa di produrre i loro effetti, almeno per quello che si riferisce al dispiegamento della forza dei sindacati autonomi, sia nella contrattazione collettiva che negli ambiti partecipativi che da questa scaturiscono.

Tutto ciò avviene nonostante la Corte Costituzionale abbia da tempo ammonito almeno sul contenuto di questa norma, attribuendole un valore fondativo nazionale che “non può essere circoscritto entro i termini angusti di una dichiarazione di libertà organizzativa, ma, nello spirito delle sue disposizioni e nel collegamento con l’articolo 40 della Costituzione si presenta come affermazione integrale della libertà di azione sindacale” (v. Corte Cost.  n. 29 del 1960).

La difficoltà di dare piena attuazione a questo principio nasce però non solamente dalla volontà del Legislatore che considera la libertà organizzativa e quella associativa dei sindacati come diritti da porre sullo stesso piano, mentre non lo sono affatto, ma anche da successive pronunzie della stessa Corte che troppo spesso si è solo limitata a constatare come “le libertà di associazione di organizzazione sindacale, di cui agli articoli 18 e 39 Cost., rientrano indubbiamente tra i diritti inviolabili dell’uomo”, senza voler tenere conto del fatto che l’eccessivo valore dato alla “maggior rappresentatività” di un sindacato rispetto ad altri  – resi in tal modo “meno uguali degli altri” – genera inevitabilmente una stasi nei passaggi degli iscritti dal primo ad uno dei secondi, andando così a comporre un quadro non molto lontano da quello che, coattivamente, era stato realizzato dal fascismo attraverso la disciplina corporativa del lavoro.

Si realizza in questo modo una distinzione – se non addirittura un contrasto – fra Costituzione vigente e Costituzione vivente che si ritrova in diverse disposizioni legislative, qua e là sparse nel mare magnum dell’ordinamento, distinzione in base alla quale la chiave della legittimazione sindacale è vista, puramente e semplicemente, nella rappresentatività anziché nella rappresentanza: intendendosi la prima come situazione di diritto che sempre deve prevalere sulla seconda, degradata a mera situazione di fatto che può assumere rilievo nella contrattazione collettiva e nei suoi istituti solamente a condizione che non vada a contrastare con gli indicatori che lo stesso legislatore ha stabilito per individuare i maggiori livelli di rappresentatività di un’associazione sindacale rispetto ad un’altra,  per poi  anche conferirle funzioni pubbliche (certificazioni, assistenza previdenziale e fiscale ecc.) dal cui esercizio altre associazioni dello stesso tipo  possono essere – in tutto o in parte –  escluse.

Stabilito dunque il legame fra le diverse norme costituzionali ancora in attesa di essere attuate da parte del legislatore ordinario, onde finalmente conferire al lavoro – in tutte le sue forme – quel ruolo di motore dell’economia che tutti dicono di auspicare, potrei limitarmi a constatare che l’inerzia di questo settantennioci ha condotto al disastro economico e sociale oppure affermare, come ritengo giusto fare, che è arrivato il momento di reagire al declino rivendicando la pienezza della nostra sovranità nel voler attuare quel dettato costituzionale che vede nel lavoro e nei lavoratori la base della nostra democrazia”.

 

MAXXI, OPEN HOUSE ROMA + FORUM URBANITAS

Torna, il 6-7 maggio 2017 per la sua sesta edizione, Open House Roma, l’evento internazionale che, gratuitamente e in un solo weekend, apre le porte dell’architettura più bella e rappresentativa della Capitale.

Nel 2016 OHR ha portato il suo pubblico alla scoperta di Roma con più di 70.000 visite guidate, negli oltre 160 siti e 60 eventi speciali.

Anche quest’anno il programma sarà suddiviso in 5 aree tematiche: città della conoscenza, attraversare la storia, architettura del quotidiano, abitare, factory e produzione creativa.

È soprattutto su quest’ultimo tema che Open House Roma vuole offrire una visione a 360° mettendo in luce i tanti spazi che stanno diventando, con azioni bottom up, distretti creativi del terzo settore e che stanno contribuendo a recuperare molte zone prima abbandonate della città, dal Mandrione a Castel Bolognese, da Portuense al Pigneto.

Tra le tante novità l’apertura straordinaria della sede della FAO in Viale Aventino, con la splendida terrazza affacciata su Roma, ma anche la visita speciale all’Agenzia Spaziale Italiana durante la quale si racconterà la vita sulla Stazione Spaziale, un grande laboratorio che galleggia a 400 km dalla Terra.

Il 6-7 maggio si potrà visitare anche il bellissimo Palazzo della Civiltà Italiana, oggi sede dello storico marchio dell’alta moda FENDI, con accesso privilegiato alla terrazza; si scenderà poi nel cuore della città sabato 6 maggio con la visita alla Stazione San Giovanni della Metro C, un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso gli strati archeologici della città raccontati da un allestimento museale.

Tante le case private aperte durante l’evento al cui interno architetti e progettisti ne racconteranno le caratteristiche, tra le altre Casa Baccina dell’architetto Massimo Adario o il Loft Metropolitano di Matca Studio.

Inoltre in programma 30 tour e 50 eventi speciali tra cui Il Futuro passa da qui, previsto per entrambe le giornate, che trasformerà gli spazi dell’Ex Pastificio Pantanella, oggi sede di AIL e GIMEMA onlus, in un laboratorio per rileggere Roma attraverso le sue molte vesti e per far crescere la voglia di progettualità, di ambizione, di futuro e che ospiterà domenica sera alle 19.00 la festa di chiusura di Open House Roma; ma anche Banda Larga a Piazza Tevere, previsto per sabato alle 18.30 a cura di Tevereterno durante il quale musicisti in formazione di banda si esibiranno sulla banchina del Tevere.

Open House Roma vuole, per questa sua sesta edizione, allargare i suoi orizzonti e il suo sguardo sulla città offrendo un importante momento di confronto, analisi e scambio, inaugurando il suo ricco weekend con Urbanitas, 1° Forum per una città sostenibile, resiliente e creativa, in programma il 4 maggio presso il MAXXI Museo delle Arti del XXI secolo e il 5 maggio alla Sala Convegni AIL in Via Casilina 5.

Alla sua prima edizione, Urbanitas coinvolgerà istituzioni, enti di ricerca, imprese, cittadini, stakeholder nazionali e internazionali per promuovere un dialogo sul futuro di Roma, città-laboratorio in cui far confluire pratiche e progetti e sperimentare proposte concrete in 5 aree tematiche specifiche: governance e beni comuni, co-design, distretti creativi, mobilità dolce e sostenibilità.

Urbanitas è organizzato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Roma e da OPEN CITY ROMA, partner della World Urban Campaign, piattaforma dell’Agenzia UN-Habitat, ed è uno tra i 74 Urban Thinkers Campus che si svolgeranno a livello globale nel 2017.

Due, dunque, gli appuntamenti da segnare in agenda per il prossimo maggio, entrambi resi possibili grazie al lavoro dell’Associazione OPEN CITY ROMA, dei suoi partner e dei più di 500 volontari tra studenti, professori, architetti e semplici appassionati, che ogni anno fanno sì che i tesori della Capitale possano di nuovo rivelarsi a tutti.

 

Eurostat: dati su disoccupazione, lauree e migranti

L’ufficio statistico europeo (Eurostat) fornisce i dati, dalla disoccupazione all’accoglienza dei migranti, dal confronto numerico delle lauree all’abbandono scolastico.

Nel 2016 cinque regioni italiane (Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna) hanno fatto registrare un tasso di disoccupazione di almeno il doppio della media Ue (8,6%), ovvero superiore al 17,2%, assieme ad altri 27 territori europei (13 in Grecia; 10 in Spagna; e 5 territori d’oltremare francesi).

E’ la Calabria la regione europea che nel 2016 ha fatto registrare il maggior tasso di disoccupazione giovanile. Dopo la Calabria c’è solo Ceuta e Melilla, le due ‘enclave’ spagnole in Africa.

La provincia autonoma di Bolzano, con un tasso di disoccupazione del 3,7%, è invece l’unico territorio italiano ad essere rientrato nel gruppo delle 60 regioni europee che hanno fatto registrare una percentuale inferiore alla media Ue.

Il tasso di disoccupazione più basso in Ue, nel 2016, è stato quello del Niederbayern (Germania) 2,1%, il più alto è quello di Dytki Macedonia (Grecia), al 31,3%.

L’Italia, sempre secondo gli ultimi dati dell’ufficio statistico europeo (Eurostat), è il fanalino di coda per numero di lauree, mentre raddoppia nelle concessioni di asilo.

Nel 2016 la percentuale di laureati tra le persone tra i 30 e i 34 anni è cresciuta in tutti i Paesi membri dell’Ue rispetto al 2002 ma l’Italia è tra i Paesi con la percentuale più bassa (26,2%).

Un livello così basso si registra solo in Romania (25,6%). Comunque le persone con un titolo di istruzione superiore è raddoppiato rispetto al 2002, quando la quota era del 13,1%.

L’obiettivo della strategia Europa 2020 è che tutti i Paesi arrivino per quella data ad avere il 40% di laureati.

L’Italia è inoltre la quinta peggiore per quanto riguarda l’abbandono scolastico. Peggio di noi solo Portogallo, Romania, Spagna e Malta. Con un 14% circa dei 18-24enni che non hanno raggiunto un diploma secondario, l’Italia ha superato il suo obiettivo nazionale ma è ancora lontana dall’obiettivo europeo del 10%.

Per quanto riguarda le concessioni di asilo nel 2016 l’Italia è terza in classifica nei 28 Paesi Ue che hanno concesso protezione internazionale a 710.400 richiedenti asilo. Sono nel 2016 più del doppio del 2015. Sono stati anche reinsediati oltre 14mila profughi.

Oltre il 60% delle decisioni positive si registrano in Germania, (445.210, tre volte il numero del 2015). Seguono la Svezia, (69.350, il doppio rispetto all’anno precedente); l’Italia, (35.450, +20%); la Francia (35.170, +35%); Austria, (31.750, +79%) e Olanda, (21.825, +28%).

Eurostat pubblica quindi un Report sui migranti, nel quale si evince la Germania rimane il Paese Ue piu’ aperto agli immigrati, altri Paesi invece, specialmente nell’est e nel nord-ovest europeo, faticano ad accogliere i profughi. I dati sono riferiti al 2016.

Le statistiche segnalano che i 28 Stati aderenti all’Unione lo scorso anno nel loro insieme hanno concesso lo status di protezione internazionale a 710.400 richiedenti asilo, doppiando i numeri del 2015. L’Italia quindi è a quota 35mila, come la Francia e l’Austria.

L’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) afferma che dall’1 gennaio al 23 aprile di quest’anno sono giunti in Europa 43mila migranti, oltre 36mila dei quali in Italia.

Fonte: regioni.it

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