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UE, ok al Decreto Bollette

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L’accordo consentirà al governo di intervenire nella formazione del prezzo dell’elettricità senza violare la normativa comunitaria sull’Ets.

Di Francesca Fontana

A Bruxelles si è concluso un summit fiume da oltre trenta ore nell’Europa Building, un vertice che non si vedeva da 4 anni, quando l’Unione Europea ha capito di essere molto vulnerabile dal punto di vista energetico dopo lo scoppio della guerra Russo-Ucraina. Oggi quel contesto critico rimane, affiancato da una crisi energetica ancora più profonda. In questo scenario Giorgia Meloni ha chiesto più flessibilità e la possibilità di ridiscutere il sistema Ets. Quel sistema europeo che prevede quote da acquistare in base a quanto si inquina.

Il risultato più rilevante è arrivato con l’intesa sul decreto bollette. L’accordo consentirà al governo di intervenire nella formazione del prezzo dell’elettricità senza violare la normativa comunitaria sull’Ets. Misura, che, secondo la Commissione , dovrà essere temporanea, un anno a regime più altri sei mesi di decalage. Al termine il governo italiano dovrà inviare a Bruxelles un piano dettagliato sulla gestione dei prezzi. Ma a questo ci penserà il prossimo governo. In Italia il costo dell’elettricità all’ingrosso è guidato da quello del gas: applicando un tetto al solo costo del gas impiegato per la produzione elettrica, si abbassa il prezzo finale al consumo. Il meccanismo lascia intatte le penalizzazioni sulla Co2 previste dall’Ets a carico delle imprese, mentre sarà lo Stato a coprire la differenza tra il costo reale del gas e il valore stabilito dal tetto concordato tra governo e produttori.

Oltre a questo risultato, le conclusioni del vertice su competitività ed energia hanno recepito le priorità italiane, comprese la valutazione d’impatto per l’Ets2 e la necessità di interventi urgenti contro il caro energia. Ma la partita complessiva resta complessa. Nonostante la convergenza tra Italia, Grecia e i paesi di Visegrad, la presidente Ursula von der Leyen, sostenuta dai Paesi frugali e dalla Germania, ha frenato sulla concessione di ulteriori aperture strutturali. La proroga del regime temporaneo degli aiuti di Stato rappresenta al momento il massimo delle concessioni.

In parallelo, dagli organismi finanziari internazionali arrivano segnali di forte attenzione all’impatto dei prezzi. Dalla riunione del Comitato monetario e finanziario del Fondo monetario internazionale a Bangkok, la presidente della Bce Christine Lagarde ha spiegato che lo shock energetico legato alla guerra Usa-Iran ha ripercussioni pesanti per la politica monetaria, una risposta misurata resta la strada maestra per mantenere l’inflazione sotto controllo. Lagarde ha rilevato che, anche se le prospettive indicano un’inflazione più elevata nel breve termine, non ci sono prove evidenti di ricadute sui salari o altri beni. Al tempo stesso, irrigidire le condizioni per i prestiti e l’aumento dei tassi, pian piano freneranno la crescita . Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si concentra sul lato pratico: la resilienza economica richiede la diversificazione delle fonti energetiche e delle catene di approvvigionamento. Innovazione tecnologica e intelligenza artificiale possono dare una mano a stimolare la produttività

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