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Diritti umani

39esimo “Premio Prof. Giuseppe Moscati”: al centro la tragedia di Crans Montana

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Il riconoscimento è assegnato ogni anno a quanti  interpretano la vita con umiltà ed utilizzano la loro professione o il tempo libero per alleviare le sofferenze degli altri, sull’esempio di San Giuseppe Moscati.

Si annuncia un’edizione straordinaria e ricca di partecipazione l’appuntamento con il 39esimo “Premio Prof. Giuseppe Moscati”, Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica, che si svolgerà il 25 ottobre prossimo nel tradizionale scenario del Convento francescano di Casanova di Carinola, con il patrocinio del Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, della Regione Campania, del Comune di Carinola e quest’anno per la prima volta anche della Rai.

Il riconoscimento è assegnato ogni anno a quanti – operatori sanitari, volontari, semplici cittadini – interpretano la vita con umiltà ed utilizzano la loro professione o il tempo libero per alleviare le sofferenze degli altri, sull’esempio di San Giuseppe Moscati, medico napoletano e scienziato insigne. Per l’edizione 2026 il Comitato organizzatore, guidato dalla dottoressa Lia Ullucci, da sempre instancabile e appassionata promotrice del Premio, ha voluto testimoniare la vicinanza, il ricordo e la completa solidarietà umana alle vittime, ai sopravvissuti e ai loro familiari della tragedia di Crans Montana, avvenuta l’1 gennaio di quest’anno, quando nell’incendio del bar La Constellation morirono 41 persone, nella stragrande maggioranza ragazzi e ragazze, e altre 115 rimasero ferite. Saranno alla cerimonia Paolo e Giovanni Campolo, padre e figlio, che in quei tragici momenti rischiarono la vita per salvare molti ragazzi, già gravemente ustionati e intossicati; i genitori di Riccardo Minghetti e di Chiara Costanzo che non ebbero la stessa fortuna (il papà e la mamma di Chiara hanno promosso nel suo nome la Fondazione “Le Borse di sogno” per sostenere i giovani che non hanno risorse per continuare gli studi o la pratica sportiva in cui eccellono); e i ragazzi sopravvissuti all’inferno di fuoco e fumo Manfredi Marcucci, Francesca Nota, Kean Talingdan ed Eleonora Palmieri. Sarà inoltre presente la mamma di Lorenzo Riva, anch’egli scampato alla tragedia, che per motivi di salute non potrà partecipare all’evento.

Con loro interverranno i medici dell’ospedale Niguarda di Milano, dove tanti dei feriti furono trasportati dopo le prime cure in Svizzera, con il Professor Franz Baruffaldi, Direttore del Centro Grandi Ustioni, e il Professor Giampaolo Casella, Direttore della Terapia Intensiva e Rianimazione. Ad essi sarà anche consegnato dal prof. Vincenzo Mallamaci, Presidente dell’Associazione “E ti porto in Africa” il Premio internazionale “In caritate servire” di cui in passato sono stati insigniti tra gli altri Papa Francesco, Renzo Arbore, Ezio Greggio e Giobbe Covatta.

Saranno le parole di tutti i protagonisti della serata, la memoria di una tragedia assurda quanto così scolpita nel cuore di ognuno di noi, a fare da filo conduttore alla cerimonia nella quale, come di consueto, sono previsti anche altri momenti di forte impatto emotivo. Tra i premiati del Moscati 2026 figurano infatti lo scrittore Maurizio De Giovanni, l’anima letteraria più sensibile di Napoli; il Piccolo Coro dell’Antoniano di Caivano che ha aperto ai bambini un nuovo spazio di protagonismo civile e solidale; il presidente di “Una voce pe Padre Pio”, Enzo Palumbo, l’Associazione che ha ispirato l’annuale concerto benefico trasmesso da Rai1 da Pietrelcina. Le menzioni d’onore dell’ente JUS ET PAX saranno consegnate dal presidente Andrea Marini a Paolo e Giovanni Campolo.

L’appuntamento è per le ore 16 di domenica 25 ottobre e mai come quest’anno, in occasione anche della ricorrenza dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, l’ambientazione del Premio nel monumentale Convento intitolato al Santo appare particolarmente significativa. Autorevoli fonti storiche oltre alla tradizione popolare tramandata da 800 anni hanno dato per certo il passaggio da qui del Poverello di Assisi: e quale luogo migliore può ospitare una manifestazione che da sempre premia e incentiva l’umiltà, la sensibilità, la dedizione verso chi soffre?

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