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MARCHE – Castagni, funghi e fauna selvatica: ad Ascoli Piceno l’autunno si racconta attraverso la natura

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L’autunno trasforma i paesaggi dell’Appennino in un susseguirsi di colori, profumi e tradizioni che da secoli accompagnano la vita delle comunità montane.  Gli incontri organizzati dal Club Alpino Italiano di Ascoli Piceno

di Laura Marà

Tre incontri organizzati dal Club Alpino Italiano di Ascoli Piceno per approfondire la conoscenza del patrimonio naturale dell’Appennino. Dopo il primo appuntamento dedicato al castagno, alla sua storia e al suo ruolo nell’ambiente montano, si parlerà del mondo dei funghi e della convivenza tra uomini, lupi e cinghiali, con gli interventi di studiosi ed esperti.

L’autunno trasforma i paesaggi dell’Appennino in un susseguirsi di colori, profumi e tradizioni che da secoli accompagnano la vita delle comunità montane. È il periodo della raccolta delle castagne, della comparsa dei funghi nei boschi e delle escursioni lungo sentieri che attraversano alcuni degli ambienti naturali più suggestivi dell’Italia centrale.

Ma dietro questi paesaggi si nasconde un mondo molto più complesso di quanto si possa immaginare. Quale ruolo svolgono i funghi nella sopravvivenza degli alberi? Perché il castagno è stato così importante per le popolazioni dell’Appennino? E che cosa sappiamo realmente del comportamento di lupi e cinghiali?

Sono alcuni degli interrogativi al centro degli “Incontri d’Autunno”, il ciclo di appuntamenti promosso dal Club Alpino Italiano (CAI), sezione di Ascoli Piceno, per avvicinare il pubblico alla conoscenza della natura attraverso il contributo di ricercatori, docenti universitari ed esperti del settore.

Tre incontri, in programma nel mese di ottobre, che affrontano argomenti differenti ma strettamente legati alla vita degli ecosistemi montani, offrendo l’opportunità di approfondire questioni ambientali che interessano da vicino anche i territori di Marche e Abruzzo.

Il castagno, l’albero che ha nutrito generazioni di comunità montane

Il primo appuntamento, tenutosi sabato 10 ottobre, è stato dedicato a uno degli alberi più rappresentativi del paesaggio appenninico: il castagno.

L’incontro, intitolato “Castagno, cuore dell’Appennino. Le radici del futuro tra diversità, tradizione e resilienza”, ha visto come relatore Sergio Murolo, professore associato di Patologia forestale presso l’Università Politecnica delle Marche ed esperto del Tavolo Nazionale del Castagno.

Per comprendere l’importanza di questa pianta occorre guardare alla storia delle popolazioni montane. Per secoli, infatti, le castagne hanno costituito una delle principali risorse alimentari delle famiglie dell’Appennino, tanto da far guadagnare al castagno l’appellativo di “albero del pane”.

I suoi frutti venivano consumati freschi, essiccati oppure trasformati in farina, utilizzata per preparare pane, polente e altri alimenti. Anche il legno rappresentava una risorsa preziosa, impiegata nell’edilizia, nella realizzazione di attrezzi agricoli e nella produzione di pali e strutture.

Attorno ai castagneti si è così sviluppata una cultura fatta di conoscenze tramandate, tecniche di coltivazione e tradizioni che ancora oggi caratterizzano numerosi borghi dell’Italia centrale.

Il valore del castagno, tuttavia, non appartiene soltanto al passato. Questi alberi contribuiscono alla biodiversità forestale, offrono nutrimento e riparo a numerose specie animali e rappresentano una componente importante del paesaggio montano.

La loro conservazione pone oggi nuove sfide, legate alla diffusione di malattie, all’abbandono di molti castagneti tradizionali e agli effetti dei cambiamenti climatici.

Proprio il rapporto tra diversità biologica, tradizione e capacità di adattamento ha costituito il filo conduttore dell’appuntamento inaugurale, dedicato a una risorsa naturale che continua a rivestire un ruolo significativo per il futuro dei territori appenninici.

I funghi come non li avete mai visti: un universo nascosto sotto i nostri piedi

Il secondo incontro è in programma sabato 17 ottobre, alle ore 18, e promette di accompagnare il pubblico alla scoperta di un mondo tanto affascinante quanto poco conosciuto.

Il titolo, “I funghi come non li avete mai visti”, anticipa l’intento dell’appuntamento: osservare questi organismi da una prospettiva diversa rispetto a quella, più comune, della raccolta e dell’utilizzo in cucina.

A intervenire sarà Emidio Vallorani, micologo, consulente e presidente del Gruppo Micologico Piceno APS, appassionato di montagna e studente della facoltà di Agraria.

Quando si parla di funghi, il pensiero corre quasi inevitabilmente ai porcini, ai prataioli e alle numerose varietà che popolano i boschi durante la stagione autunnale. Eppure, ciò che emerge dal terreno rappresenta soltanto una parte di organismi ben più complessi.

Sotto la superficie si sviluppano infatti intricate reti di filamenti, chiamate micelio, che consentono ai funghi di assorbire nutrienti e interagire con l’ambiente circostante.

Alcune specie instaurano con le radici degli alberi particolari rapporti di simbiosi, noti come micorrize, attraverso i quali le piante possono migliorare l’assorbimento di acqua e sostanze minerali, mentre i funghi ricevono composti organici prodotti attraverso la fotosintesi.

Altri funghi svolgono un ruolo essenziale nella decomposizione di foglie, legno e altri materiali organici, contribuendo al riciclo delle sostanze nutritive e alla fertilità del suolo.

La loro presenza è dunque fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi forestali.

L’incontro rappresenta un’occasione interessante non soltanto per gli appassionati di micologia, ma anche per escursionisti, fotografi naturalisti e semplici curiosi che desiderano comprendere meglio ciò che osservano durante una passeggiata nel bosco.

Un approfondimento che potrà aiutare a guardare con occhi diversi organismi spesso considerati soltanto per il loro valore gastronomico, ma indispensabili per gli equilibri della natura.

Lupi, cinghiali e uomini: una convivenza che continua a far discutere

Il ciclo si concluderà sabato 31 ottobre, sempre alle ore 18, con un appuntamento dedicato a uno dei temi più dibattuti quando si parla di ambiente e territori montani.

“Al lupo, al lupo! Storie di cinghiali, lupi e uomini” è il titolo dell’incontro che vedrà protagonista Andrea Mazzatenta, fisiologo e neuroscienziato dell’Università di Chieti-Pescara, esperto di comunicazione chimica, sistemi olfattivi, volabolomica e fisiologia ambientale.

La presenza del lupo appenninico e la diffusione dei cinghiali rappresentano argomenti di grande attualità, soprattutto nelle aree in cui boschi, centri abitati e attività agricole si trovano a stretto contatto.

Negli ultimi decenni il lupo ha progressivamente ricolonizzato territori dai quali era scomparso, tornando a occupare una parte significativa del suo areale storico. Un fenomeno importante dal punto di vista della conservazione della specie, che ha però riacceso il confronto sulla gestione dei grandi carnivori e sulla tutela degli allevamenti.

Anche la presenza dei cinghiali solleva questioni complesse, legate ai danni alle coltivazioni, agli incidenti stradali e alla loro crescente frequentazione di aree prossime agli insediamenti umani.

Ma quanto c’è di scientificamente fondato nelle convinzioni diffuse su questi animali? E in che modo il loro comportamento viene influenzato dalla presenza dell’uomo?

Comprendere le abitudini della fauna selvatica, i meccanismi della comunicazione animale e le dinamiche degli ecosistemi può aiutare ad affrontare questi temi con maggiore consapevolezza.

Il contributo di Mazzatenta offrirà una prospettiva scientifica su un rapporto che, da sempre, intreccia conoscenze naturalistiche, tradizioni popolari e percezioni spesso contrastanti.

Un’occasione per approfondire il delicato equilibrio tra conservazione della biodiversità, attività umane e gestione del territorio.

Dove e quando partecipare agli Incontri d’Autunno

Gli appuntamenti promossi dal CAI di Ascoli Piceno si svolgono presso la Bottega del Terzo Settore, in Corso Trento e Trieste 18, ad Ascoli Piceno, con inizio alle ore 18.

Dopo l’incontro del 10 ottobre dedicato al castagno, il calendario prevede ancora due appuntamenti:

  • Sabato 17 ottobre: I funghi come non li avete mai visti, con il micologo Emidio Vallorani.
  • Sabato 31 ottobre: Al lupo, al lupo! Storie di cinghiali, lupi e uomini, con il fisiologo e neuroscienziato Andrea Mazzatenta.

Per informazioni è possibile consultare il sito ufficiale della sezione ascolana del Club Alpino Italiano: www.caiascoli.it.

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