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Diritti umani

#ChangeTheCompliment: NON CHIAMARLA SOLO BELLA

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Tempo di lettura: 4 minuti

In occasione della Giornata Internazionale delle Bambine, Dove insieme a Parole O_Stili crea una guida per aiutare gli adulti a rivedere i complimenti che rivolgono quotidianamente alle bambine, per supportare la loro autostima e rafforzare la fiducia in sé.

Nessuna bambina nasce credendo che il suo valore stia nell’aspetto. Lo impara. E lo impara prestissimo, dalle parole degli adulti che la circondano ogni giorno. In occasione dell’11 ottobre, Giornata Internazionale delle Bambine, Dove annuncia una collaborazione con l’associazione Parole O_Stili per lanciare in Italia #ChangeTheCompliment: un invito, rivolto agli adulti, a rivedere il modo in cui ci si complimenta con le bambine, spostando l’attenzione dall’aspetto fisico ai talenti, alle capacità, al carattere.

L’iniziativa nasce dall’esperienza del Dove Progetto Autostima, che in Italia ha già coinvolto oltre 90.000 classi e più di 2 milioni di studenti, e dall’impegno di Parole O_Stili per una comunicazione consapevole e responsabile.

Una guida per cambiare i complimenti.

Al cuore dell’iniziativa c’è uno strumento concreto e gratuito: la guida Change the compliment , realizzata da Parole O_Stili e Dove.

Pensata per genitori, nonni, insegnanti, allenatori ed educatori – per chiunque abbia una bambina nella propria vita – la guida propone un metodo semplice, per cambiare il modo in cui facciamo i complimenti alle più piccole: osservare ciò che la bambina fa, riconoscere le capacità che sta mettendo in campo e formulare un complimento specifico, collegato a comportamenti reali e non solo al suo aspetto.

All’interno, cinque suggerimenti pratici per formulare complimenti più consapevoli, un esercizio per allenarsi a cambiare abitudine un giorno alla volta, e un piccolo lessico a cui poter ricorrere per cambiare i tradizionali complimenti sull’aspetto. La guida è scaricabile gratuitamente dal sito Dove.

#ChangeTheCompliment non chiede agli adulti di smettere di dire a una bambina che è “bella” o “carina”. Invita ad andare oltre. Ad arricchire il vocabolario con parole che riconoscano anche il suo coraggio, la sua creatività, la sua determinazione, la sua curiosità. Per ricordarle che lei è anche e prima di tutto ciò che fa, ciò che sceglie, come pensa. E quindi: coraggiosa, intelligente, curiosa, gentile, forte, creativa, determinata, ironica, simpatica, brava a fare qualcosa.

È una piccola trasformazione del linguaggio quotidiano che, ripetuta migliaia di volte nell’arco dell’infanzia, cambia il modo in cui una bambina impara a misurare il proprio valore.

Perché serve un’iniziativa di sensibilizzazione. Lo scenario italiano.

I dati mostrano come, in Italia, l’aspetto fisico continui a influenzare profondamente il modo in cui donne e ragazze percepiscono sé stesse: 1 La guida può essere scaricata sul sito di Dove dove.com/it/stories/campaigns/changethecompliment.html

  • Il 75% delle donne e ragazze italiane dichiara di avere autostima medio-bassa: l’Italia è penultima nella classifica internazionale su 17 Paesi.
  • L’87% delle donne italiane e il 62% delle ragazze italiane hanno livelli medio-bassi di stima nei confronti del proprio corpo.
  • Il 60,7% delle ragazze italiane non è soddisfatta del proprio aspetto, contro il 50,5% degli adolescenti nel complesso.
  • Nel 2024, l’11% delle donne italiane si dichiara disposta a rinunciare a un po’ di intelligenza per essere più bella: nel 2004 era il 4%. Un dato quasi triplicato in vent’anni.

Le parole che usiamo con le nostre figlie, nipoti, alunne e con le bambine che incontriamo ogni giorno contribuiscono a costruire il modo in cui imparano a guardare sé stesse e le proprie possibilità. Già nei primi anni di vita sono esposte ad aspettative e stereotipi differenti: anche per questo è importante prestare attenzione al linguaggio quotidiano. Complimenti apparentemente innocui come “quanto sei bella”, “che carina” o “sembri una principessa”, se diventano prevalenti rispetto a quelli rivolti alle capacità, alle idee e al carattere, possono rafforzare l’idea che l’aspetto sia uno degli elementi principali attraverso cui si viene riconosciute e apprezzate.

“Da vent’anni Dove lavora per ampliare la definizione di bellezza e per aiutare le nuove generazioni a costruire un rapporto positivo con il proprio corpo. Con #ChangeTheCompliment e insieme a Parole O_Stili vogliamo riflettere sul ruolo che le parole hanno nella costruzione dell’autostima delle bambine e offrire agli adulti strumenti concreti per valorizzarne i loro talenti, capacità e potenzialità. Per fare, ogni giorno, una piccola grande differenza nel modo in cui parliamo alle bambine.” ha affermato Ugo De Giovanni, General Manager Personal Care Unilever Italia.

“Le parole sono ponti o muri. Le bambine imparano presto a capire che cosa gli adulti vedono e valorizzano in loro, e questo può incidere profondamente sul modo in cui imparano a guardarsi. Il complimento giusto può diventare un piccolo spazio di crescita. Con Dove, che da anni lavora sull’autostima, e con l’esperienza di Parole O_Stili sull’uso consapevole delle parole, #ChangeTheCompliment vuole offrire qualche spunto per guardare e raccontare le bambine con uno sguardo più ampio.” Afferma Rosy Russo, fondatrice e presidente dell’associazione Parole O_Stili.

Scopri di più sul sito: dove.com/it/stories/campaigns/changethecompliment.html

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