Tecnologia
MindCode. Black AI: l’intelligenza artificiale del lato oscuro- MindCode. Black AI: The Dark Side of the Machine
MindCode. Black AI: l’intelligenza artificiale del lato oscuro
di Gabriele Pao Pei Andreoli
C’era un tempo in cui per organizzare un attacco informatico servivano hacker esperti, mesi di lavoro e software sofisticati. Era il regno dell’élite digitale: pochi, invisibili, capaci di muoversi tra codici cifrati e falle di sistema.
Oggi quel mondo segreto è diventato un mercato accessibile. Sul dark web, chiunque — anche senza competenze tecniche — può acquistare un’intelligenza artificiale progettata per delinquere. Si chiama Black AI: il lato oscuro della rivoluzione digitale.

Basta una manciata di criptovaluta per scaricare una di queste applicazioni: FraudGPT, WormGPT, DarkBard, DarkBERT. Nomignoli inquietanti, che richiamano le versioni “perverse” dei noti modelli di linguaggio come ChatGPT o Bard. Ma qui non si parla di scrivere poesie o analizzare dati: questi strumenti servono a creare truffe, inganni e attacchi informatici con una precisione quasi chirurgica.
FraudGPT genera email di phishing talmente credibili da sembrare davvero inviate dal proprio capo o dalla banca di fiducia. Nessun errore, nessuna formula sospetta. WormGPT scrive codice malevolo in pochi secondi, costruendo malware su misura per colpire aziende o istituzioni. E DarkBard promette di creare deepfake in diretta: clona voce e volto di una persona durante una videochiamata, risponde alle domande in tempo reale e inganna chiunque.

Dietro la facciata dell’innovazione prende forma una minaccia inedita: la democratizzazione del crimine digitale. Le barriere di accesso al cybercrime, un tempo altissime, oggi quasi non esistono più. Non servono competenze: basta pagare, scaricare e interagire con un’interfaccia amichevole. L’AI scrive, parla, programma, imita — e, nel peggiore dei casi, manipola.
Gli esperti parlano di una nuova economia sommersa: l’“AI-as-a-Service criminale”. Sul dark web si vendono pacchetti completi di truffe automatizzate, deepfake politici, furti d’identità e campagne di disinformazione. Tutto pronto all’uso, tutto replicabile su scala globale.
Ma la questione non è soltanto tecnologica — è etica. La stessa potenza creativa che può curare malattie o migliorare la vita umana può anche distruggerne le fondamenta: fiducia, identità, verità. Quando un algoritmo può replicare la voce di un ministro o il volto di un dirigente, la realtà stessa vacilla.

Le contromisure esistono, ma richiedono una visione integrata:
un’educazione digitale capace di insegnare a riconoscere la manipolazione;
strumenti di difesa basati sull’AI stessa per individuare contenuti sintetici;
e soprattutto, una cooperazione internazionale per smantellare i mercati neri dell’intelligenza artificiale.

La Black AI non è un racconto di fantascienza: è la nuova frontiera della criminalità digitale. È la prova che ogni innovazione, senza responsabilità, può diventare un’arma.
Nel mondo dove l’intelligenza artificiale scrive, parla e imita l’uomo, la sfida più grande sarà restare umani — e custodire, dietro l’algoritmo, la coscienza che lo guida.
MindCode. Black AI: The Dark Side of the Machine
by Gabriele Pao Pei Andreoli
There was a time when launching a cyberattack meant expertise, patience, and skill. Hackers spent weeks writing code, testing exploits, and carefully crafting phishing emails. It was an art form — dark, secretive, and reserved for the few.
Today, that world has changed forever. On the dark web, you can now buy artificial intelligence designed for crime. The phenomenon is called Black AI — and it’s reshaping the underworld of technology.

A few hundred dollars in cryptocurrency are enough to access one of these models: FraudGPT, WormGPT, DarkBard, DarkBERT. Their names echo legitimate AI systems, but their purpose is reversed. Instead of generating essays or solving problems, they generate deception.
FraudGPT writes flawless phishing emails that look like they came from your CEO or your bank. No typos, no awkward language, just perfect imitation. WormGPT writes malicious code in seconds — tailored to infiltrate systems, steal data, or disrupt services. DarkBard goes even further: it creates real-time deepfakes, cloning voice and face during live video calls and responding naturally to questions. The result? Absolute illusion.

This is the democratization of cybercrime.
The barrier to entry has collapsed. You no longer need to be an expert hacker; you just need access. AI does the heavy lifting — composing, coding, speaking, impersonating — while the user simply instructs. Cybercrime has become a service industry, where attacks can be purchased, automated, and scaled across borders.
Researchers call it Criminal AI-as-a-Service: a booming underground economy that packages deception as a product. Forums now sell ready-made kits for deepfakes, phishing campaigns, and disinformation networks, complete with manuals and tech support.
But this is not only a technological problem — it’s a moral and cultural one.
The same algorithms that can help cure diseases or teach children can also destroy trust, identity, and truth. When an AI can replicate the voice of a leader or the face of a loved one, even reality becomes negotiable.

The solution will not come from software alone. It requires education, ethics, and global cooperation.
We must teach critical awareness — not only “don’t click the link,” but how to recognize manipulation itself.
We must develop defensive AI tools that can spot synthetic patterns before they spread.
And we must work together internationally to dismantle the infrastructure that fuels the black market of AI.

Black AI is not science fiction. It is here — growing, learning, adapting.
It forces us to confront a timeless truth: technology has no morality of its own. It reflects the intention of its creator.
The real challenge of the 21st century will not be how intelligent our machines become, but how wise humanity remains.

Il Prof. Dr. Gabriele Pao-Pei Andreoli è un illustre leader accademico e umanitario, con una carriera multidisciplinare e di grande impatto. È Presidente dell’Istituto di Studi Avanzati e Cooperazione, focalizzato sulla ricerca scientifica interdisciplinare, sulla medicina rigenerativa, sulla green economy, sulla geopolitica, sull’innovazione tecnologica, sull’intelligenza artificiale e sulla sicurezza informatica. Il Prof. Andreoli ricopre inoltre la carica di Presidente della sezione Etica dell’Intelligenza Artificiale presso la prestigiosa Lega Italiana per i Diritti Umani (LiDU). Medico, è il fondatore di “Evolutionary Biohacking”, un’iniziativa pionieristica che fonde tecnologia, intelligenza artificiale e scienza della nutrizione con la medicina rigenerativa. La sua dedizione a progetti umanitari e sociali senza scopo di lucro è evidente nel suo ruolo di fondatore e direttore del World Changers Summit, una rete di menti illuminate che si riunisce presso la Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano e in tutto il mondo.
Oltre ai suoi numerosi incarichi, il Dott. Andreoli è Ambasciatore della Croce Rossa della Macedonia del Nord e collabora con diverse prestigiose istituzioni, tra cui l’Università di Relazioni Internazionali “Anania Shirakatsi”, il Consorzio Universitario Humanitas e l’Università Cattolica della Nuova Spagna a Miami, negli Stati Uniti. È inoltre docente di scienze sociali presso l’IASS in Florida, negli Stati Uniti, e membro dell’American Society of Diplomacy and Political Science.
Prof. Dr. Gabriele Pao-Pei Andreoli is a distinguished academic and humanitarian leader with a multidisciplinary and highly influential career. He is President of the Institute for Advanced Studies and Cooperation, which focuses on interdisciplinary scientific research, regenerative medicine, the green economy, geopolitics, technological innovation, artificial intelligence, and cybersecurity. Prof. Andreoli also serves as President of the Artificial Intelligence Ethics section at the prestigious Italian League for Human Rights (LiDU). A physician, he is the founder of “Evolutionary Biohacking,” a pioneering initiative that blends technology, artificial intelligence, and nutritional science with regenerative medicine. His dedication to humanitarian and social nonprofit projects is evident in his role as founder and director of the World Changers Summit, a network of enlightened minds that meets at the Pontifical Academy of Sciences in the Vatican and around the world.
In addition to his numerous positions, Dr. Andreoli is Ambassador of the Red Cross of North Macedonia and collaborates with several prestigious institutions, including the Anania Shirakatsi University of International Relations, the Humanitas University Consortium, and the Catholic University of New Spain in Miami, USA. He is also a professor of social sciences at IASS in Florida, USA, and a member of the American Society of Diplomacy and Political Science.
