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Rottamazioni, il 68% al Sud

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Dal 16 ottobre al 15 dicembre si potranno inviare le domande. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco delle 1.481 amministrazioni locali che hanno deciso di aderire.

Di Francesca Fontana

La rottamazione di multe, bolli auto, Imu e Tari piace molto, soprattutto al Sud. Lì infatti recuperare i soldi delle tasse non pagate è da sempre un’impresa più ardua, e questa nuova sanatoria rappresenta un’occasione d’oro per portare a casa somme che altrimenti non si vedrebbero mai.

Manca davvero poco alla partenza. Dal 16 ottobre al 15 dicembre si potranno inviare le domande. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco delle 1.481 amministrazioni locali che hanno deciso di aderire. Questa misura, introdotta in primavera con una modifica al decreto fiscale, permette ai cittadini di verificare al volo se il proprio Comune dà la possibilità di cancellare sanzioni e interessi dai vecchi debiti. La lista ci mostra una mappa chiarissima: l’adesione si concentra soprattutto al Sud e isole.

Il motivo è che le regole di questa sanatoria locale riprendono quelle della rottamazione nazionale, ma allargano la platea. Si possono inserire tutti i debiti dal 2000 al 2023, senza fermarsi ai casi di imposte dichiarate e mai versate. Diventa così un vero salvagente per i comuni in difficoltà economica o con una macchina amministrativa meno efficiente, condizioni molto frequenti nel meridione. Tra le grandi città troviamo Roma, Napoli, Bari e Palermo, mentre Milano e Torino hanno detto di no.

A differenza delle sanatorie gestite direttamente dai singoli enti, la rottamazione 5 affidata all’Agenzia è un pacchetto completo, “tutto compreso”. Dentro ci finiscono Imu, Tari e sanzioni stradali, ma anche le rette non pagate per asili nido, mense e scuolabus. L’obiettivo è cercare di raccogliere almeno una parte dei circa 42 miliardi di crediti che giacciono nei magazzini della riscossione. Gran parte di questi soldi è ormai irrecuperabile perché legata a persone decedute o prive di beni, ma gli enti locali stimano che circa 6 miliardi si possano ancora recuperare.

Infine c’è il capitolo bollo auto, gestito dalle Regioni e da sempre tra le tasse più evase in assoluto. Hanno scelto di aprirsi alla sanatoria Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria. Anche qui prevale nettamente il Sud, dimostrando che le esigenze economiche contano più dei colori politici dei vari governi regionali.

Adesso la palla passa ai cittadini. Le domande andranno inviate solo online entro il 15 dicembre. Entro il 28 febbraio l’Agenzia invierà la risposta e a marzo bisognerà pagare la prima o unica rata. Chi sceglie la dilazione potrà dividere l’importo fino a un massimo di 53 rate bimestrali, con un unico vincolo preciso: ogni singola rata non potrà mai essere inferiore a 100 euro.

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