Attualità
Caro carburanti, camionisti infuriati e supermercati vuoti
Da nord a sud il paese deve fare i conti con i disagi di una mobilitazione nata per contrastare il rincaro dei carburanti.
Di Francesca Fontana
La protesta degli autotrasportatori continua a farsi su tutto il territorio nazionale. Da nord a sud il paese deve fare i conti con i disagi di una mobilitazione nata per contrastare il rincaro dei carburanti. Tra presidi, blocchi e cortei, l’impatto si misura sia sui servizi quotidiani delle famiglie sia sul bilancio dei negozi.
In Sicilia la situazione appare particolarmente critica.
A Palermo gli autisti spiegano che la priorità è capire cosa emergerà dai confronti con il governo, in particolare con il ministero dei trasporti, prima di decidere se rimuovere i blocchi o continuare con le proteste.
Le ripercussioni sulla vita quotidiana sono state immediate. A Messina e in diversi centri dell’isola gli scaffali dei supermercati sono sempre più sguarniti. Scarseggiano soprattutto i prodotti freschi e l’ortofrutta, perché senza il passaggio regolare dei camion le consegne si sono quasi azzerate. Non va meglio sul fronte dei servizi pubblici. In almeno 15 comuni della zona ionica, tra cui Giardini Naxos, Letojanni, S. Teresa di Riva e Taormina, la raccolta dei rifiuti porta a porta si è dovuta fermare, creando problemi igienici e gestionali.
Disagi simili anche in Campania. Nel Vallo di Diano e nella provincia di Salerno. Pur lasciando passare le automobili private, la presenza dei mezzi pesanti causa fortti rallentamenti alla circolazione, costringendo le forze dell’ordine e il personale stradale a un costante lavoro di presidio.
Oltre ai blocchi stradali, a pesare sull’economia sono anche le manifestazioni nei centri urbani delle principali città italiane. Secondo Confesercenti, le chiusure forzate e i disagi lungo i percorsi dei cortei a Milano, Roma, Genova, Bologna, Firenze e Torino provocano danni economici pesanti. Per ogni sabato di blocco si stima una perdita fino a 5 milioni di euro di mancati incassi per bar e negozi. Se le proteste dovessero ripetersi per quattro sabati di fila, le perdite salirebbero fino a 20 milioni di euro complessivi, senza contare i danni a vetrine e arredi.
Il governo cerca di trovare un punto di incontro. Il ministro dei trasporti Matteo Salvini ha dichiarato di essere al lavoro per sbloccare rapidamente i fondi già stanziati per il settore, 430 milioni di euro. L’obiettivo è quello di superare la burocrazia e distribuire le risorse già entro questa settimana per sostenere le aziende in difficoltà. A queste misure si dovrebbero aggiungere ulteriori fondi per il trasporto marittimo. Gli autotrasportatori restano comunque in attesa di risposte ufficiali e concrete, pronti a mantenere i presidi finché non vedranno garanzie certe per il loro lavoro.
