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Ambiente & Turismo

Abruzzo misterioso: cinque città fantasma da visitare tra leggende, rovine e natura selvaggia

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Paesi che un tempo brulicavano di vita, oggi si ergono come silenziose sentinelle della storia, avvolti nel mistero e nella natura selvaggia.

di Laura Marà

Nascoste tra i boschi e le vette dell’Abruzzo, ci sono antiche città dimenticate dal tempo. Paesi che un tempo brulicavano di vita, oggi si ergono come silenziose sentinelle della storia, avvolti nel mistero e nella natura selvaggia. Tra terremoti, guerre e abbandoni, questi borghi sono diventati veri e propri musei a cielo aperto. Ecco cinque città fantasma da scoprire in Abruzzo, dove il fascino dell’abbandono si fonde con panorami mozzafiato e suggestioni senza tempo.

Faraone Antico (Teramo): il paese che il terremoto ha cancellato

Tra le colline della provincia di Teramo, Faraone Antico si mostra come una ferita aperta nel paesaggio. Colpito da un devastante terremoto nel 1965, il borgo fu ricostruito poco più in là, ma la versione originale del paese venne definitivamente abbandonata nel giro di qualche decennio.

Oggi, il tempo e la natura stanno lentamente reclamando ciò che resta: case diroccate invase da edera, stradine acciottolate interrotte dalla vegetazione, e un silenzio che sembra raccontare storie dimenticate. Per arrivarci, bisogna deviare dalla SS81, poco prima del confine con le Marche, e avventurarsi fino al nuovo centro abitato. Da lì, inizia l’esplorazione di un luogo fuori dal tempo.

Buonanotte (Chieti): tra rovine invisibili e il mistero del nome perduto

C’è un borgo, abbarbicato tra le alture della Val di Sangro, che racchiude nel nome e nella storia una doppia anima: si chiama Buonanotte, ma un tempo era noto come Malanotte. Fondato nel XII secolo, oggi il vecchio centro è inaccessibile, avvolto da una fitta vegetazione che ne protegge i resti come in un incantesimo.

Il borgo antico non è visitabile per motivi di sicurezza, ma da Montebello sul Sangro, il comune che ora ingloba il territorio, è possibile ammirarne il profilo da un punto panoramico suggestivo. Per raggiungerlo, si consiglia di uscire dalla SS652 a Villa Santa Maria e proseguire verso l’attuale abitato. Anche se invisibile da vicino, Buonanotte continua a evocare storie e leggende da lontano.

Frattura Vecchia (L’Aquila): dove la terra si è spezzata due volte

Il nome di questo borgo non è casuale: Frattura Vecchia, frazione di Scanno, deve la sua sorte a due cataclismi. Il primo, in epoca preistorica, creò il Lago di Scanno; il secondo, nel 1915, fu il terremoto che distrusse completamente il paese.

Oggi, raggiungibile tramite una strada sterrata che parte dal lago, Frattura è un luogo spettrale e affascinante. Alcune case ancora conservano gli arredi originali, quasi come se gli abitanti potessero tornare da un momento all’altro. Visitare Frattura è come entrare in un romanzo di fine ‘800, dove ogni pietra ha qualcosa da raccontare.

Lecce nei Marsi (L’Aquila): tra rovine medievali e panorami mozzafiato

A quota 1270 metri, tra i monti della Marsica, si nascondono i resti dell’antico Lecce nei Marsi. Anche questo borgo venne spazzato via dal terremoto del 1915, lo stesso che distrusse Frattura. Oggi, chi risale fino alla sua posizione originaria può ammirare i ruderi di un castello medievale e poche altre strutture che resistono caparbiamente all’abbandono.

Il percorso per raggiungerlo è semplice ma suggestivo: dall’autostrada A25 si esce a Pescina, poi si prosegue lungo la SS83 fino all’abitato moderno. Da lì, una strada conduce verso il centro antico, dove la storia si respira a pieni polmoni.

Gessopalena (Chieti): il bianco delle pietre, il nero della memoria

Gessopalena è forse il più emblematico tra i paesi fantasma abruzzesi, non solo per la bellezza delle sue rovine scolpite nella pietra calcarea, ma anche per il peso tragico della sua storia. Il vecchio borgo, già in declino a fine Ottocento, fu teatro di una strage nazista nel 1944, episodio che portò all’abbandono definitivo.

Le sue case, le chiese, i vicoli distrutti raccontano di un’Italia contadina, fiera e martoriata. Per arrivarci, basta seguire la SS81 da Chieti o Pescara, passando per Casoli. Il paese nuovo accoglie i visitatori, ma il vero viaggio comincia tra le rovine del passato.

Un viaggio fuori dal tempo

Questi cinque borghi abbandonati rappresentano una parte meno conosciuta, ma incredibilmente affascinante, dell’Abruzzo. Ideali per chi cerca un turismo diverso, più intimo e riflessivo, sono mete perfette per escursioni giornaliere o weekend immersi tra natura e storia. E per chi vuole fermarsi qualche giorno, le case vacanza nei dintorni offrono un punto di partenza comodo per esplorare questi scrigni dimenticati.

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