Cinema & Teatro
Heart of the Beast – Nel Profondo Selvaggio il nuovo film di David Ayer
Attualmente nelle sale l’ottimo survival movie di David Ayer con Brad Pitt
di Marvyn Mura
Heart of the Beast è il nuovo film di David Ayer (End of Watch, The Beekeeper, Suicide Squad) uscito nei cinema di tutto il mondo, ed è anche il suo miglior lavoro da diversi anni a questa parte. Il nuovo film di Ayer vede Brad Pitt come protagonista, questa è la loro seconda collaborazione dopo Fury uscito dieci anni fa.
Il film di Ayer racconta di James Belmont (Brad Pitt), un ex ufficiale delle forze speciali, che insieme al suo pastore tedesco Odino, vive isolato in Alaska; uno schianto del suo idrovolante nella natura selvaggia dell’Alaska, mette James e Odino in una condizione estrema di sopravvivenza e non avendo la possibilità di richiedere dei soccorsi, i due affrontano quindi un estenuante percorso di 58 miglia verso la salvezza.

Heart of the Beast è un film in cui il rapporto di fiducia tra il personaggio di Pitt e il suo fidato pastore tedesco è al centro della narrazione; Ayer riesce a creare un alchimia perfetta tra i due. Non solo Belmont e Odin devono fisicamente superare gli ostacoli e le peripezie di una natura decadente, selvaggia e piena di pericoli costanti (tra cui anche la presenza di animali selvatici come orsi e lupi), ma la natura lì mette alla prova anche dal punto di vista psicologico; Belmont e il cane Odin sono entrambi affetti da uno stress post-traumatico e si ritrovano spesso a fare terribili incubi.

La regia di David Ayer è autoriale e intimistica, si ritrova molto spesso ad accentuare e ad esaltare le espressioni di sofferenza del personaggio di Pitt e le espressioni del bravissimo cane addestrato Odin; inoltre Ayer è bravo a mostrare una natura asfissiante e pericolosa per l’uomo ed a creare e mantenere una tensione costante.
Brad Pitt è da diversi decenni che dimostra di essere un bravo attore e in questo film riesce perfettamente a convincere nel classico cliché dell’ex militare che sa perfettamente come sopravvivere in situazioni estreme; la sua bravura nel ruolo è anche ovviamente esaltata e supportata dall’ottima regia di Ayer e dalla solida sceneggiatura di Cameron Alexander.
In diversi punti il survival movie di Ayer ricorda un po’ opere come The Grey di Joe Carnahan con Liam Neeson, ma con un tocco meno action o The Revenant di Iñárritu con Leonardo DiCaprio, ma senza l’ambizione da festival di quest’ultimo.

Heart of the Beast è uno dei film migliori usciti negli ultimi mesi, al contrario del fiacco e vuoto The Dogs Stars di Ridley Scott, il survival movie di Ayer è un’opera ispirata, densa, commovente, mai noiosa, che offre degli spunti e degli insegnamenti su come affrontare i pericoli della vita.
David Ayer riesce a riscattarsi con un film pienamente riuscito, dopo diversi alti e bassi (tra cui anche quell’orribile film Netflix con Will Smith, chiamato Bright), mente Brad Pitt qui è autore di una delle sue prove attoriali migliori dell’ultimo decennio.
