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Charlotte, il nome da tenere d’occhio a Buckingham Palace

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Tempo di lettura: 4 minuti

Oggi, nella monarchia britannica, essere donna non significa più dover cedere il passo a un fratello minore.

di Laura Marà

Ha 11 anni, è terza nella linea di successione al trono britannico ed è la figlia di William e Kate. Ma dietro il volto della giovane Principessa Charlotte c’è una svolta che va oltre la sua storia personale: oggi, nella monarchia britannica, essere donna non significa più dover cedere il passo a un fratello minore.

Una principessa nata nel momento in cui la storia cambiava

Per secoli, nella monarchia britannica, essere nati prima non è sempre bastato. Se una bambina veniva al mondo prima di un fratello maschio, era quest’ultimo ad avere la precedenza nella successione al trono.

Oggi non è più così.

È proprio qui che comincia la storia di Charlotte di Galles, figlia di William e Catherine, Principessa di Galles. Nata il 2 maggio 2015, Charlotte è oggi terza nella linea di successione al trono britannico, dopo il padre e il fratello maggiore George, e davanti al fratello Louis.

Il suo posto nella Royal Family non è quindi soltanto una questione di ordine familiare. È anche il risultato concreto di una riforma che ha modificato una delle regole più antiche della Corona britannica.

E, per una principessa, quella riforma ha un significato tutt’altro che simbolico.

La legge che ha cambiato le regole della Corona

Il nome della svolta è Succession to the Crown Act 2013.

La legge ha abolito la preferenza automatica dei maschi sulle femmine nella successione per i discendenti nati dopo il 28 ottobre 2011. In sostanza, nelle nuove generazioni, il genere non determina più la precedenza tra fratelli: conta l’ordine di nascita.

La riforma è entrata in vigore il 26 marzo 2015, poche settimane prima della nascita di Charlotte.

Il Parlamento britannico aveva utilizzato proprio un esempio simile a quello che sarebbe diventato il caso di Charlotte: se una coppia avesse avuto prima una figlia e poi un figlio, la figlia avrebbe mantenuto la precedenza nella successione.

Tre anni dopo la nascita di Charlotte è arrivato Louis.

E Charlotte è rimasta davanti a lui.

Un dettaglio apparentemente semplice, ma che racconta una trasformazione profonda della monarchia britannica.

Quando una donna può diventare sovrana

La riforma del 2013 non riguarda soltanto Charlotte. Il suo significato è molto più ampio.

Per le nuove generazioni della Royal Family, una figlia maggiore può conservare il proprio posto nella successione anche quando, dopo di lei, nasce un fratello.

In altre parole, una donna può arrivare al trono senza essere automaticamente superata da un fratello maschio più giovane.

La storia britannica conosce già grandi regine, da Victoria a Elisabetta II. La novità introdotta dalla legge riguarda però il percorso che porta alla Corona: non è più il sesso del figlio a stabilire chi abbia la precedenza.

È una trasformazione giuridica che ha un effetto concreto sulla generazione di Charlotte.

Charlotte può diventare regina?

Sì, è possibile, ma non è scritto che accadrà.

L’attuale linea di successione vede William al primo posto, George al secondo, Charlotte al terzo e Louis al quarto.

Se George avrà dei figli, questi entreranno nella successione davanti alla zia Charlotte.

Per questo definirla già “la futura regina d’Inghilterra” sarebbe impreciso. Più corretto parlare di potenziale futura regina del Regno Unito.

Ma la possibilità esiste.

Ed è proprio qui che la legge del 2013 diventa importante: se Charlotte dovesse un giorno trovarsi in cima alla successione, il fatto di essere donna non costituirebbe, di per sé, un ostacolo.

Tre nomi che raccontano tre generazioni

Anche il nome scelto per lei racchiude un piccolo capitolo della storia dei Windsor.

Charlotte Elizabeth Diana.

Charlotte richiama la tradizione reale e la Regina Charlotte, consorte di Giorgio III.

Elizabeth è un omaggio alla Regina Elisabetta II.

Diana è il tributo alla madre di William, la Principessa Diana.

Tre nomi, tre donne, tre epoche.

Una scelta che lega la giovane principessa alla memoria della famiglia reale britannica, mentre il suo posto nella successione la proietta verso il futuro.

La nuova generazione dei Windsor

Charlotte, George e Louis sono cresciuti in una Royal Family profondamente diversa da quella conosciuta dalle generazioni precedenti.

Sono figli dell’epoca dei social media, delle fotografie digitali e di una comunicazione molto più immediata tra famiglia reale e pubblico.

William e Kate hanno condiviso negli anni numerose immagini dei loro figli, costruendo anche attraverso queste fotografie un racconto più personale e contemporaneo della famiglia.

Ma dietro l’immagine pubblica c’è una trasformazione più ampia.

La generazione di Charlotte sarà chiamata a vivere una monarchia britannica che deve conservare secoli di tradizione e, allo stesso tempo, confrontarsi con una società profondamente cambiata.

Ed è significativo che proprio Charlotte sia nata all’inizio di questa nuova fase della successione.

La Corona che cambia volto

A 11 anni, Charlotte di Galles non ha ancora un destino scritto.

Potrebbe diventare regina. Potrebbe non arrivare mai al trono. Prima di lei ci sono William e George e, se George avrà figli, questi entreranno nella successione davanti a lei.

Ma il punto centrale della sua storia è un altro.

Charlotte è nata in una monarchia britannica che ha scelto di cambiare una regola secolare. Una monarchia nella quale una bambina nata prima di un fratello maschio non deve più farsi da parte.

La sua eventuale ascesa al trono, quindi, non sarebbe soltanto la storia di una nuova regina. Sarebbe anche il risultato di un cambiamento iniziato molto prima della sua nascita.

Per ora Charlotte resta una giovane principessa, terza nella linea di successione al trono britannico, cresciuta tra il peso della tradizione e la realtà di una monarchia moderna.

Ma c’è una differenza fondamentale rispetto alle generazioni che l’hanno preceduta: se un giorno la Corona dovesse arrivare a lei, non sarà perché una donna ha finalmente ottenuto un’eccezione. Sarà perché le regole della successione avranno riconosciuto, fin dalla nascita, lo stesso diritto di un uomo.

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