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Decreto tir: aiuti, ma con prudenza

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Una boccata d’ossigeno attesa da tempo per settori schiacciati dall’aumento continuo dei costi di gestione.

Di Francesca Fontana

Il pacchetto di aiuti contro il caro gasolio stanziato dal governo vale 175 milioni di euro ed è pronto a correre in soccorso di autotrasportatori, agricoltori e pescatori. Una boccata d’ossigeno attesa da tempo per settori schiacciati dall’aumento continuo dei costi di gestione.

Entrando nel dettaglio dei numeri, ai tir vanno 105 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta. Di questi, 45,2 milioni servono a coprire le spese effettuate da marzo ad agosto 2026, e si sommano ai 434 milioni già decisi in precedenza, mentre altri 60 milioni sono destinati al periodo che va dal primo settembre al 5 ottobre. Altri 60 milioni di euro vengono girati all’agricoltura e 10 milioni alla pesca.

Per proteggere le realtà più piccole che restano escluse dal credito d’imposta, il decreto ha introdotto un paracadute su misura: per i veicoli in scadenza viene prevista la sospensione delle rate di leasing fino al 31 marzo 2027. Non è tutto, perché guardando oltre l’emergenza immediata sono in arrivo anche 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicoli, fondi da sbloccare in un secondo momento e che saranno utilizzabili anche per i mezzi con motore endotermico.

A fare da cornice a queste novità sono arrivate le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin da Napoli. Il ministro ha ricordato che ogni intervento deve restare compatibile con i conti dello Stato. La cautela è d’obbligo, ha spiegato, perché non ha alcun senso fare promesse che poi non si riescono a mantenere. Gli incontri al Ministero dei Trasporti e il decreto varato servono proprio ad attivare misure immediate, con effetti visibili nell’arco di pochi giorni.

La situazione resta in evoluzione a causa delle tensioni internazionali, a partire dalla crisi nel Golfo Persico che continua a condizionare i mercati. Per quanto riguarda l’ipotesi di proroga del Price Cap, ora volontario per le aziende e in scadenza a fine anno, il ministro ha confermato che l’esecutivo continua a tenersi in contatto quotidiano con gli operatori del settore energetico. Intanto si lavora sul fronte bollette: dopo l’accordo raggiunto con la Commissione Europea, è in arrivo un nuovo decreto per riuscire tagliare i prezzi e alleggerire i costi per tutti.

Ma la rabbia delle piazze non finisce qui. In programma, per la settimana prossima, altre mobilitazioni, tra cui, quella dei tassisti.

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