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Voto italiani all’estero, il grande inganno. L’allarme di possibili brogli dei candidati centrodestra Papapietro e Nan

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Cronaca della notte degli scrutini a Napoli. I candidati del centrodestra Papapietro e Nan chiedono giustizia e denunciano possibili brogli.

Nella città di Pulcinella i conteggi dei voti degli elettori della circoscrizione estero  AsiaAfricaOceaniaAntartide non tornano affatto, complice una gestione dei seggi scrutinanti approssimativa e senza rispetto delle regole: rappresentanti di lista tenuti fuori dai seggi, quasi il 20% di schede nulle e zero contestate. 

Il voto degli Italiani all’estero voluto anni fa da Mirko Tremaglia, è un esercizio di grande democrazia che riconosce ai nostri connazionali all’estero la possibilità di scegliere propri rappresentanti in Parlamento, e così sentirsi ancora parte integrante del Paese, che a sua volta può fare tesoro delle esperienze di vita degli oriundi nel mondo e promuovere allo stesso tempo la nostra cultura ed il Made in Italy ovunque ci sia un italiano.

Ma la gestione del voto è cosa delicata e fondamentale per un risultato onesto, trasparente e che risponda alla volontà dell’elettore, e non la si può affidare a buste spedite ai Consolati e poi distribuite da un corriere che non verifica a chi le sta consegnando. Per non parlare del fatto che una volta che sono state compilate le schede, queste vengono poi riconsegnate per posta. I risultati di queste assurde modalità che nulla hanno in termini di trasparenza, li abbiamo visti gli undici rappresentanti di lista del centro destra quando ci siamo recati a Napoli per lo spoglio delle schede nei seggi assegnati alla circoscrizione AsiaAfricaOceaniaAntartide (AAOA), un territorio enorme.

 In data 25 settembre siamo arrivati ai seggi dedicati alla circoscrizione AAOA nella città di Napoli, rispettivamente istituto Boccioni ed Istituto Righi nella zona periferica di Fuorigrotta, in tempo utile e molto prima delle 23, ed in possesso del documento che attestava il nostro accreditamento presso la corte d’Appello di Roma come rappresentanti di lista della coalizione di Centro Destra, ma al nostro arrivo, eravamo in 11, i delegati del Sindaco di Napoli ci hanno negato l’accesso ai seggi motivando il loro diniego con la frase: “non possiamo farvi entrare perchè la Corte d’Appello di Napoli non ci ha trasmesso i vostri nominativi”. (1) (5)

A nulla è valso il documento in nostro possesso della Corte d’Appello di Roma, come se le due istituzioni non avessero il medesimo compito! Dopo tre ore di protesta e di rimpalli tra delegati del Sindaco di Napoli, posto di Prefettura all’interno dei seggi e personale della scuola, finalmente arrivava il nostro elenco dalla Corte d’appello di Napoli (circa alle 2 di notte) e, incredibile gioco di prestigio, il documento pervenuto ai delegati del Sindaco di quei seggi era lo stesso da noi fatto vedere tre ore prima. C’è da chiedersi chissà dove fosse finito in tutto quel tempo!

Tre ore di tempo durante le quali, in tutto quel caos sui nostri nominativi, i seggi avevano cominciato le operazioni di scrutinio prima delle 23, ed in molti casi a porta chiusa. Inconcepibile per un seggio elettorale. (2)

Al candidato Rocco Papapietro di FI, presidente del gruppo Uniti in Australia e nel mondo, che in quanto parte in causa avrebbe potuto avere accesso comunque anche senza la nomina di rappresentante di lista, è stato impedito di entrare e anzi in un seggio è stato proprio cacciato via alla presenza di testimoni (4). Non così ai candidati del PD Giacobbe e Carè che dal primo minuto dopo le 23 ed anche prima scorrazzavano da un seggio all’altro senza alcuna obiezione dei presidenti di seggio. 

Abbiamo riscontrato una volta avuto accesso ai seggi che in molti di questi la calligrafia sulle schede che sfilavano una dietro l’altra con i voti sul simbolo centrosinistra e i nomi dei due candidati di Camera e Senato, rispettivamente Carè e Giacobbe, era la medesima, come se le schede fossero state compilate dalla stessa persona. In un caso un nostro rappresentante di lista ribellatosi a questa evidenza, è stato allontanato dal seggio.

Le buste dall’estero oltre ad essere state aperte prima delle 23, cosicchè nessuno di noi ha potuto assistere alle operazioni di smistamento delle schede tra Camera e Senato, sono poi state gestite in contemporanea, quindi lo spoglio di Camera e Senato è andato all’unisono con evidenti discrepanze del genere: Centro destra, Giacobbe…voti ritenuti validi da presidenti di seggio di meno di trent’anni di età. Pertanto in molti casi il voto di lista è stato accoppiato ad un candidato di altra coalizione. Ma come può un ragazzo di meno di trent’anni avere un’esperienza consolidata riguardo alle operazioni di scrutinio del voto degli italiani all’estero?

Inoltre in ogni aula degli istituti scolastici adibiti a seggio, stazionavano addirittura due seggi insieme, in una confusione totale di voci e di schede che venivano licenziate il più velocemente possibile, perché a detta di molti scrutatori: “qui facciamo mattina, cerchiamo di fare in fretta!”. Eppure il 25 settembre si è votato per il nuovo Parlamento, non per chi vince il Grande Fratello!!!

Del resto per quanto riguarda la Camera le schede nulle in Australia sono 4.713, quasi il 20% dei votanti…tutti ‘asini’ che non sanno votare (sich)?, molto più dello scarto tra i voti del centrosinistra, 9.423, e quelli del centro destra, 5.638, che riporta il ministero degli Interni (Elettori: 135.390 | Votanti: 25.566 (18,88%) | Schede nulle: 4.713 Schede bianche: 516 Schede contestate: 0).

Colpisce il dato delle schede contestate pari a zero, sia alla Camera che al Senato.  E chi doveva contestare, chi era stato buttato fuori dal seggio? Incredibilmente a parte Carè e Giacobbe e due loro accompagnatori, per il centrosinistra non erano presenti rappresentanti di lista, nonostante un lungo elenco di nomi in mano ai delegati del sindaco di Napoli, gli stessi che ci hanno impedito di entrare fin dall’inizio e che poi dopo tre ore ritrovavano il nostro elenco. A paragone i votanti in Argentina, che tanto e sempre si lamentano dei brogli elettorali, con schede nulle pari allo 0,8%, sembrano essere più capaci degli australiani almeno per il voto(sich!)

Al netto di eventuali dubbi sul voto all’estero, ed in particolare in Australia, ricordo che nel 2018 ero a Melbourne e in attesa della data elettorale in Italia, in quella città dello stato del Victoria – Aus, arrivarono le schede elettorali, badate bene…per posta e senza alcuna certezza che fossero recapitate al legittimo avente diritto al voto. Se non bastasse il fatto che chiunque avrebbe potuto prenderle dalla cassetta postale, ho assistito nel corso della mia permanenza ad un episodio che per la nostra legge è quantomeno un abuso, per non dire una truffa. Infatti in un’occasione una persona da me conosciuta in un incontro conviviale, aveva con sé almeno una trentina di buste con le schede per votare all’interno, e votò lei per tutti e trenta gli elettori!

Eppure da quest’anno in Italia è stato inserito un tagliando antifrode su ogni voto singolo alla consegna delle schede all’interno del seggio. Tanta precisione e trasparenza in Italia e nessuna precauzione per il voto degli oltre 5milioni di Italiani all’estero!

Al momento non è dato sapere se il risultato nella circoscrizione AAOA sia veritiero o frutto di brogli elettorali, “Andremo a fondo di quanto accaduto – spiega l’Avv. Enrico Nan, candidato anch’egli nella circoscrizione AAOA e presente agli eventi raccontati sopra, “Presenteremo un ricorso con dati inoppugnabili su tutto quello cui abbiamo assistito la notte del 25 a Napoli”. Da quanto evidenziato si può però affermare che nella città di Napoli c’è stata una totale disorganizzazione per il voto degli Italiani all’estero, che non sono Italiani di serie B! (3) Addirittura un delegato del Sindaco in risposta alle nostre proteste per il diniego a farci accedere ai seggi, ha affermato che oltre le 20.30 non sarebbe potuto entrare nessuno. Alla mia richiesta su quale fosse la legge di riferimento cui si appellava costui… risposta non pervenuta! In realtà il rappresentante di lista arriva quando vuole, meglio per lui se prima dell’orario di inizio delle operazioni di scrutinio. Ma a noi undici rappresentanti di lista del centro destra a Napoli questo non è stato permesso.

Insomma, in Australia sembra che siano emigrati negli ultimi tempi tutti gli elettori del PD, così da raggiungere un dato in controtendenza: Il 41% al PD mentre l’Italia vota per il 44% il centro destra.

 O forse nella città di Pulcinella i conti non tornano affatto, e gestire gli scrutini di una tornata elettorale nazionale in questo modo più che uno scherzo è un grande inganno oltre che una beffa allo Stato ed alla nostra democrazia. 

 

Qui di seguito i dati totali alla Camera ed al Senato in Australia:

 

Senato Elettori: 135.340 | Votanti: 25.630 (18,94%) | Schede nulle: 4.842 Schede bianche: 489 Schede contestate: 0

Camera Elettori: 135.390 | Votanti: 25.566 (18,88%) | Schede nulle: 4.713 Schede bianche: 516 Schede contestate: 0

 

Le regole citate e disattese a Napoli nelle sezioni-seggi dedicati alla circoscrizione estero AsiaAfricaOceaniaAntartide:

https://dait.interno.gov.it/documenti/pubb-04-politiche-ed.2022.pdf  da pag. 34

(1) 15. – Designazione dei rappresentanti presso la sezione. I delegati di ciascuna lista hanno facoltà di designare due propri rappresentanti, uno effettivo e l’altro supplente, presso l’ufficio di ciascuna sezione (art. 13 del D.P.R. n. 104/2003 ed art. 20 del testo unico n. 361/1957). I rappresentanti designati presso i predetti seggi possono essere elettori della circoscrizione Estero o elettori del territorio nazionale (art. 13, comma 1, del D.P.R. n. 104/2003). Le designazioni devono essere presentate, entro le ore 12 del giorno che precede l’inizio dello scrutinio, alla Cancelleria della Corte d’appello di Roma, che ne rilascia ricevuta. La stessa Cancelleria cura la trasmissione degli atti di designazione all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero, che li trasmetterà, a sua volta, ai presidenti dei seggi costituiti presso il medesimo ufficio nonché agli uffici decentrati per la comunicazione ai presidenti dei seggi costituiti presso tali ultimi uffici (art. 13, comma 2, del D.P.R. n. 104/2003). Alle designazioni, autenticate ai sensi dell’art. 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, provvedono i delegati delle liste dei candidati o persone da essi autorizzate in forma autentica (art. 13, comma 1, del D.P.R. n. 104/2003 e art. 25 del testo unico n. 361/1957).

(2) 16. – Facoltà dei rappresentanti di lista presso la sezione. I rappresentanti delle liste dei candidati presso i seggi: a) hanno diritto di assistere a tutte le operazioni dell’ufficio di sezione, sedendo al tavolo dell’ufficio stesso o in prossimità, ma sempre in un luogo che consenta loro di seguire le operazioni (art. 26, primo comma, del testo unico n. 361/1957); b) possono far inserire succintamente nel verbale eventuali dichiarazioni (art. 26, primo comma, del testo unico n. 361/1957); c) possono apporre la loro firma nel verbale e sui plichi contenenti gli atti dello scrutinio (artt. 67, 72, terzo comma, 73, terzo comma, 74, primo comma, e 75, primo comma, del testo unico n. 361/1957). Elezioni politiche – circoscrizione Estero 34 ISTRUZIONI PER GLI UFFICI ELETTORALI DI SEZIONE I rappresentanti, per l’esercizio delle loro funzioni, sono autorizzati a portare un bracciale o un altro distintivo con riprodotto il contrassegno della lista che rappresentano. I presidenti di seggio vorranno fare in modo che – compatibilmente con l’esigenza di assicurare il regolare svolgimento delle operazioni – i rappresentanti possano adempiere al loro incarico compiutamente e nella più ampia libertà.

(5) 17. – Qualifica di pubblici ufficiali attribuita ai rappresentanti delle liste dei candidati presso la sezione. I rappresentanti delle liste dei candidati, come accennato nel paragrafo 3, durante l’esercizio delle loro funzioni, sono considerati pubblici ufficiali (art. 40, ultimo comma, del testo unico n. 361/1957). Per i reati commessi in danno di essi si procede con giudizio direttissimo (art. 112 del testo unico n. 361/1957).

(3) 22. – Ammissione dei rappresentanti delle liste dei candidati presso la sezione. Il presidente chiama ad assistere alle operazioni dell’ufficio i rappresentanti delle liste dei candidati presso la sezione sulla base delle Elezioni politiche – circoscrizione Estero ISTRUZIONI PER GLI UFFICI ELETTORALI DI SEZIONE 41 designazioni consegnategli dall’ufficio centrale o dall’ufficio decentrato (paragrafo 20). Il presidente si accerta della loro identità e della regolarità della designazione che dev’essere stata effettuata a norma dell’art. 25 del testo unico n. 361/1957 e dell’art. 13, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 104/2003, disponendo, qualora non ricorrano le condizioni indicate nei citati articoli di legge, la non ammissione delle persone designate ad assistere alle operazioni dell’ufficio di sezione. Poiché la presenza dei rappresentanti non è necessaria per la validità delle operazioni, si ritiene che essi possano presentarsi anche dopo che l’ufficio di sezione si sia costituito o durante le operazioni stesse, purché comunque la designazione sia stata precedentemente fatta con le modalità e nei termini di cui al predetto art. 13: in tal caso dovrà farsene menzione nei verbali.

(4) 23. – Persone che possono entrare nella sala della sezione elettorale. Alle operazioni di scrutinio possono assistere, oltre ai rappresentanti delle liste dei candidati di cui al precedente paragrafo, anche gli elettori della sezione. Durante le operazioni da compiere subito dopo la costituzione del seggio e durante quelle di scrutinio possono entrare nella sala, anche senza richiesta del presidente, altresì: 1) gli ufficiali di polizia giudiziaria e gli agenti della Forza pubblica che li assistono, quando si rechino nella sala in caso di tumulti o disordini (art. 44, terzo comma, del testo unico n. 361/1957); 2) gli ufficiali giudiziari, quando si rechino nella sala per notificare al presidente proteste o reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44, quarto comma, del testo unico n. 361/1957); 3) tutte quelle persone, infine, che debbano svolgere incarichi previsti dalla legge o dalle istruzioni ministeriali.

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