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Vincenzo Raschellà, una sfida per la Calabria e l’Italia— Vincenzo Raschellà, a challenge for Calabria and Italy

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di emigrazione e di matrimoni

Vincenzo Raschellà, una sfida per la Calabria e l’Italia

La Storia è crudele, e in modo particolare quella legata alle invenzioni perché l’inventore ufficiale è molto spesso il primo ad applicare l’invenzione e non necessariamente quello che ha fatto i disegni originali.

Infatti, la Storia si basa non solo su documenti verificabili, ma, nel caso di invenzioni importanti, anche su prove fisiche concrete per poter dimostrare che una persona sia l’inventore vero invece di quella persona che aveva reso pubblica l’opera d’ingegno per primo.  E molti inventori, per motivi di segretezza, come il timore di rivelare i loro segreti a rivali, non hanno documentato il loro lavoro in modo tale da rendere possibile la verifica delle procedure che hanno portato alle loro scoperte.

Per questi motivi, la storia di Vincenzo Raschellà, nato a Caulonia (RC) il 25 settembre, 1863 ci da un esempio affascinante di come la Storia può ignorare (in entrambi i sensi della parola) un personaggio.

Infatti, speriamo che questo articolo e le iniziative recenti che spiegheremo, possano spingere le autorità, sia della Regione Calabria che del Governo Nazionale, a fare le dovute ricerche per confermare i lavori di Raschellà per poter, una volta confermati in modo definitivo, fare una campagna internazionale per ottenere il riconoscimento dovuto al nostro compaesano. E per chi pensa che sia un’impresa impossibile basta pensare che la comunità italiana negli Stati Uniti ha fatto proprio questo per un altro nostro connazionale.

Noi esseri umani abbiamo sempre sognato di poter volare. Difatti, una delle leggende più famose dell’epoca della Grecia classica è quella del volo tragico di Dedalo e Icaro. Come il fatto che Leonardo Da Vinci non solo è stato un grande artista, ma anche un uomo di scienza, e abbiamo i suoi disegni che dimostrano i suoi tentativi di spiccare il volo.

Però, anche lui, come moltissimi altri nel corso dei secoli, ha dovuto arrendersi a causa della mancanza di un mezzo di propulsione capace di permettere ai prototipi descritti nei disegni di poter rimanere in volo per oltre i pochi secondi dei primi tentative, fino al volo dei Fratelli Wright a Kitty Hawk negli Stati Uniti del 17 dicembre 1903.

E prima di continuare, dobbiamo anche riconoscere che, nel corso del tempo, ci sono stati sviluppi importanti senza i quali i fratelli americani non avrebbero potuto fare il loro primo volo.

Senza dubbio, tra questi passi dobbiamo elencare l’invenzione dell’aliante da Sir George Cayley nel ‘700, come anche l’invenzione del dirigibile che già utilizzava i primi motori a combustione interna per poter andare contro i venti che erano i tiranni dell’aria in quei tempi. E con ogni invenzione altri uomini in giro per il mondo hanno prima copiato e poi cercato di migliorare i disegni iniziali.

Quindi alla fine dell’800 ci fu una corsa internazionale per trovare il disegno giusto e un motore leggero e potente per permettere a noi essere umani di volare dove e quando vogliamo, senza essere limitati dalle colline e montagne, oppure dagli oceani.

Ed è proprio in questo periodo che è nato Vincenzo Raschellà, anche lui inventore e artista che, come il grande Leonardo, sognava di spiccare il volo con un mezzo descritto in un suo disegno. E dalla poca documentazione concreta che abbiamo, compresa una dichiarazione firmata da quattro suoi concittadini caulonesi, il 25 settembre 1889, proprio il giorno del suo compleanno, Raschellà fece un volo su un apparecchio disegnato da lui, con il nome di buon auspicio, “Il Falco”. Secondo la loro testimonianza il volo durò 200 metri, limitato dalla natura del terreno della zona. In ogni caso, sufficiente da poter pensare che fosse un progetto valido.

Già questo episodio avrebbe meritato per lui un posto nella Storia d’Italia, ma, come innumerevoli altri nel passato, il suo destino non era in Italia, ma all’estero, precisamente gli Stati Uniti.

Dopo altri esperimenti, con mezzi nuovi per dare all’apparecchio un motore capace di fare durare il volo e, soprattutto, controllare la sua direzione, Raschellà emigrò negli Stati Uniti. Ma non prima di aver cercato di proporre una sua invenzione, in forma di bombardiere rudimentale capace di fare cadere bombe sui nemici, alla Marina Militare italiana. Una proposta non accolta dalle autorità competenti, e fu questa delusione, insieme alla derisione di alcuni dei suoi compaesani che lo chiamavano “Vici u pacciu” (Vincenzo il pazzo), che portarono alla sua decisione di emigrare. E non smise mai di inventare e le sue invenzioni furono brevettate in quel paese.

Ora, la figura di Vincenza Raschellà è stata riscoperta dai suoi compaesani, in modo particolare da Enzo Di Chiera, che hanno deciso di cercare di approfondire la vita del loro concittadino.

Perciò, hanno fondato un’iniziativa “La Memoria Ritrovata” (sito web http://www.lamemoriaritrovata.it/ dove il lettore potrà trovare altri dettagli della vita di Raschellà). Però, malgrado la buona volontà di queste persone, manca proprio quel che occorre per farlo conoscere al mondo, la documentazione e magari prove concrete dei suoi studi ed esperimenti.

Ovviamente queste si trovano ora nel paese dove emigrò, gli Stati Uniti, e non si trovano solo con i suoi parenti/discendenti, ma anche in vari archivi in giro per il paese, per cui non sarà facile poter fare le dovute ricerche. Quindi, è stato istituito un “crowd funding” per raccogliere i fondi per capire finalmente chi fosse veramente Vincenzo Raschellà.

Ed è con questo in mente che bisogna lanciare una sfida ai nostri politici regionali e nazionali, perché fin troppo spesso abbiamo avuto il vizio di dimenticare personaggi importanti e le loro imprese. Cioè, di appoggiare questa iniziativa per assicurare che sapremo finalmente cosa è successo a Caulonia alla fine del ‘800.

Certo, qualcuno dirà che vogliamo fare come Don Chisciotte con imprese inutili o fantasiose, però i nostri amici e parenti negli Stati Uniti hanno fatto precisamente questo per decenni per convincere il Congresso nel riconoscere ufficialmente che l’inventore del telefono non fu Alexander Graham Bell, bensì il nostro connazionale Antonio Meucci (https://www.edn.com/meucci-acknowledged-as-telephone-inventor-june-11-2002/ ).

Allora, se gli italo-americani sono stati capaci di un’impresa del genere, perché dobbiamo tirarci indietro per altri personaggi?

Auguriamo ogni successo ai ricercatori, e, se riusciranno ad ottenere i risultati in cui credono, che le nostre autorità politiche e anche scientifiche daranno seguito poi con una campagna seria per fare finalmente conoscere Vincenzo Raschellà al mondo. E come lui anche altri nostri inventori dimenticati.

Abbiamo molto di cui essere orgogliosi nel nostro paese, ma non per questo dobbiamo pensare che sia giusto non ricordare altri e questa iniziativa dovrebbe ispirarci a riscoprire il nostro passato dimenticato.

Vincenzo Raschellà, a challenge for Calabria and Italy

History is cruel, especially connected to inventions because the official inventor is very often the first to apply the invention and not necessarily the one who made the original designs.

In fact, history is based not only on verifiable documents and, in the case of important inventions, also on solid physical proof to be able to show that a person is the real inventor instead of the person who made it public for the first time. And many inventors, for reasons of secrecy, and the fear of revealing secrets to their rivals, did not document their work in such a way as to be able to check the procedures that led to the discovery.

For these reasons the story of Vincenzo Raschellà, born in Caulonia (RC) on the 25th of September 1863, gives us a fascinating example of how history can ignore a person.

Indeed, we hope that this article, and the recent initiatives which we will explain, can urge the authorities of both the Calabria Region and the National Government to do the necessary research to confirm Raschellà’s work in order to carry out an international campaign to obtain the recognition due to our fellow countryman. And for those who think this is an impossible task, just think that the Italian community in the United States did precisely this for another of our countrymen.

We human beings have always dreamed of being able to fly. In fact, one of the most famous legends of the Classical Greek period was the tragic flight of Daedalus and Icarus. Just like the fact that Leonardo Da Vinci was not only a great artist, but also a man of science and we have his drawings to show his attempts at taking flight.

However, he too, like many others over the centuries, had to surrender due to the lack of a means of propulsion capable to allowing the designs to stay in flight for more than the few seconds of the first attempts until the flight of the Wright Brothers at Kitty Hawk in the United States of the 17th of December 1903.

Before continuing, we must also recognize that over time there have been important developments without which the American brothers would not have been able to make their first flight.

Without a doubt, among the steps we must list the invention of the glider by Sir George Cayley in the 18th century, as well as the invention of the dirigible which already used the first internal combustion motors to be able to go against the wind which were the tyrants of the air in those times. And with every invention other men around the world first copied and then tried to improve the initial designs.

Therefore, at the end of the 19th century there was an international race to find the right design and an engine light and powerful enough to allow us human beings to fly where and when we want without being limited by hills and mountains, or by the oceans.

And it was precisely in this period that Vincenzo Raschellà was born, he too an inventor and artist who, like the great Leonardo, dreamed of taking flight with a means of his own design. And from the little solid documentation we have, including a declaration signed by four people from his town, on the 25th of September 1889, the very day of his birthday, Raschellà made a flight with a vehicle he designed, with the auspicious name “Il Falco” (The Falcon). According to their testimony the flight lasted 200 metres, limited by the nature of the terrain in the area. In any case, enough to think it was a valid design.

This episode should already have placed him in Italy’s history but, like countless others in the past, his destiny was not in Italy but overseas, precisely in the United States.

After other experiments, with new means to give his vehicle an engine capable of making a flight and, above all, control its direction, Raschellà emigrated to the United States. But not before having tried to offer one of his inventions, in the form of a rudimentary bomber to drop bombs in the enemy, to the Italian Navy. An offer that was not accepted by the competent authorities, and this disappointment, together with the derision of some of the people in his town who called him “Vici u pacciu” (Mad Vincenzo) led to his decision to migrate. He never stopped inventing and his inventions were patented in that country.

Now the figure of Vincenza Raschellà has been rediscovered by his townspeople, especially by Enzo Di Chiera, who have decided to try and find out more about the life of the fellow townsperson.

So, they have founded an initiative, “La Memoria Ritrovata” (The Revived Memory, website http://www.lamemoriaritrovata.it/ where the reader will be able to find other details about Raschellà’s life). However, despite the goodwill of these people, what is missing is precisely what is needed to make him known around the world, the documentation and perhaps concrete proof of his studies and experiments.

Obviously, these can now be found in the country where he migrated, the United States and they are not only with his relatives/descendants, but also in various archives around the country, so it will not be easy to make the required research. Therefore, crowd founding has been set up to raise the finds needed to finally understand who Vincenzo Raschellà really was.

And with this in mind we need to issue a challenge to our regional and national politicians because all too often we have the bad habit of forgetting important people and their exploits. In other words, to ask them to support this initiative to ensure we finally know what happened in Caulonia at the end of the 19th century.

Of course, some will say we want to be like Don Quixote and make pointless or imaginary exploits, but our relatives and friends in the United States did precisely this for decades to convince Congress to officially recognize that the inventor of the telephone was not Alexander Graham Bell, but rather our fellow countryman Antonio Meucci (https://www.edn.com/meucci-acknowledged-as-telephone-inventor-june-11-2002/ ).

So, if the Italian Americans were capable of such a deed, why do we hold back for other people?

We wish the researchers every success and, if they achieve the results they believe, that our political and even scientific authorities will then follow up with a serious campaign to finally make Vincenzo Raschellà known around the world. And like him, also our other forgotten inventors.

We have much to be proud of in our country, but this is no reason to think that it is right not to remember others and this initiative should inspire us to rediscover our forgotten past.

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